Appello per le primarie

Posted on novembre 21, 2008. Filed under: Politica | Tag:, , |

Ricostituente ama la sana politica. Per questo cerca di acchiappare e rilanciare le buone idee al riguardo. Riportiamo l’appello all’uso delle primarie di parte del popolo democratico:

Berlusconi sembra deciso ad eliminare le preferenze anche dalle elezioni europee. Il Partito Democratico si è già detto contrario, e si prepara ad opporsi, ma abbiamo già verificato che questa destra non si fa scrupoli a cambiare le regole del gioco a colpi di maggioranza: maggioranza che è molto netta, alla Camera e al Senato.
Di fronte a questa probabile, ennesima riduzione degli spazi della democrazia, noi crediamo che il PD debba rispondere rilanciando le primarie anche per scegliere i candidati per le Europee. Se il nostro partito rendesse noto da subito che, in caso di liste bloccate, queste saranno decise dagli elettori e non dalle segreterie, allontanerebbe qualunque sospetto che, sotto sotto, quella soluzione non gli dispiace.
La campagna Primarie vere, primarie sempre – www.primariesempre.org – raccoglie adesioni per assicurare le primarie anche alle europee. Per chi non ha ancora aderito, questo è il momento giusto per farlo; per tutti, è il momento di far conoscere l’iniziativa e trovare nuove adesioni.
Ricostituente aderisce alla campagna e vi chiede di fare girare questo messaggio fra tutti i vostri amici, conoscenti, fra tutti quelli che hanno a cuore la democrazia. E, se non lo avete ancora fatto, aderite! Basta andare sul sito della campagna, oppure mandare un’email con nome, cognome e città a primariesempre@gmail.com

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6 Risposte to “Appello per le primarie”

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Non credo che le primarie siano la panacea di tutti i mali, che garantiscano la democrazia interna al partito e neppure una scelta libera dei candidati…

Se ti interessa approfondire, leggi qui.

certo che le primarie non sono una panacea, ma sono certamente qualcosa di meglio del sistema di cooptazione del gruppo dirigente che abbiamo ora, sitema che produce gente come Villari, La Torre, Binetti ecc.
certo devo esse “vere” pensiamo che se a Veltroni si fossero opposti i suoi veri avversari Dalema e Rutelli, avemmo avuto uno scontro durissimo ma il vincitore oggi avrebbe un peso e un’autorevolezza copletamente diversa, comunque il nostro primo problema è creare meccanismi di ricambio della classe politica, restando così non si fa altro che perpetusre le attuali dirigenze e la creazione di loro inutili Cloni

Caro Cuman, nel nostro paese, storicamente, il sistema della cooptazione ha prodotto personaggi come De Gasperi e Berlinguer tanto per citarne due, o anche il nostro presidente Napolitano e l’ex presidente Scalfaro (tanto per citarne due ancora vivi). A livello internazionale, poi, si possono citare gli esempi di Gorbaciov (cooptato ai vertici del PCUS) e di George W Bush (scelto dalle primarie del partito repubblicano)

Ma al di la’ degli esempi storici, quello che io contesto, non e’ ovviamente il fatto che le primarie (vere e fatte bene) sono una bella cosa, ma che in nome delle primarie (vere e fatte bene, che finora abbiamo visto solo una volta in Puglia) si rigetti qualsiasi altro sistema di selezione della classe dirigente interno ad un partito. Io non trovo assolutamente antidemocratico che il segretario di un partito venga eletto solo dagli iscritti a quel partito: e’ un principio diverso rispetto alle cosiddette primarie (ma cha ha anche i suoi elementi positivi, come ad esempio rafforzare il senso di appartenenza, o garantire una gestione meno leaderistica del partito) e che e’ usato da moltissimi partiti socialisti europei (Labour e PS francese prima di tutto).

Stessa cosa vale, caro Marco, per le primarie per le liste europee: il Labour party, tanto per citare un caso concreto, seleziona i candidati alle europee con 2 anni e mezzo di anticipo, attraverso un processo di partecipazione democratica che prevede una serie di assemblee pubbliche di discussione seguite dal voto di tutti gli iscritti.
Perche’ ritengo che questo sistema sarebbe meglio? Beh, semplicemente perche’ mi pare che in questo caso si garantisca un processo democratico di vera partecipazione (chi vota ha partecipato alle assemblee, ha discusso, ha conosciuto davvero i candidati, ha militato nel partito ecc…) piuttosto che un semplice voto dei simpatizzanti (che puo’ essere spesso influenzato da elementi esterni, come la “fama” del candidato)

Comunque complimenti per il blog (e per il progetto che c’e’ dietro): tornero’ a visitarlo spesso – nonostante viva a Londra anche io sono delle vostre parti (non solo politicamente, ma anche di provenienza geografica: Venezia per essere preciso)

tralasciando che preferisco parlare ad un “nome” che a una “sigla” per quanto prestigiosa, le persone di cui parli sono figle di un’altra epoca, di un’impostazione di vita, prima morale che politica, che purtroppo abbiamo dimenticato, ad ogni epoca deve corrispondere uno strumento adatto, non so se siano le primarie, certo non lo sono i Partititi che abbiamo gli strumenti adatti per trovarre e far emergere leader di quello spessore, certo fino ad ora le “primarie” sono state ridutte a misere consultazioni acclamatorie di leader già in precedenza individuati dai partiti, ma anche così hanno sviluppato una carica di rinnovamento di cui si sentiva e si sente il bisogno, qundi fino a che qualche mente eccelsa non inventerà qualcosa di meglio, mi sembra non ci resti altro strumento utile

Intanto homoeuropeus non e’ una sigla (ne’ tanto, ne’ poco prestiogiosa), ma il nome che ho adottato per le mie attivita’ in rete.
Non e’ una sigla anonima, ma il nome di un blog (il cui link appare anche a fianco, nel mio avatar), che e’ facilmente riconducibile al suo autore: basta cercare con google “homoeuropeus” e la prima cosa che viene fuori sono il mio vero nome e cognome.
Ti risparmio la fatica, mi chiamo Lazzaro Pietragnoli.
Certo che ci vuole comunque un bel coraggio a scrivere che si preferisce parlare con nomi anziche’ con sigle, quando poi ci si firma cuman, senza neppure un link o un avatar….

Ma come vedi io non me la prendo, e cerco di ragionare con tutti.

Non occorre essere un grande scienziato politico per sapere che sistemi elettorali non corrispondono a diverse epoche politiche, ma alla finalita’ che ci si vuole dare: in sintesi e tagliando con l’accetta, sistema proporzionale se si vuole privilegiare l’aspetto della rappresentanza, sistema maggioritario se invece si presta maggiore attenzione al problema della governabilita’ (e analogo ragionamento con il binomio lista/uninominale, elezione diretta/indiretta ecc…)

Ecco, quello che io contesto (e che tu invece sembri sostenere) e’ che le primarie siano di per se’ portatrici di un rinnovamento: no, caro amico, le primarie sono solo portatrici di una trasformazione dei partiti in senso leaderistico e decisionista (perche’ si pone tutta l’attenzione sulla persona e non invece sugli organismi dirigenti).
Il caso del PD e dell’elezione di Veltroni in tal senso e’ emblematico!

Quello che io cerco di dire non e’ certo che i partiti cosi’ come sono mi piacciono o che garantiscano pluralismo, democrazia e rinnovamento, ma che bisognerebbe cercare una forma di selezione delle classi dirigenti che non porti ad una degenerazione personalistica ed autoritaria.

Certo, e’ un discorso che non si risolve solo con la discussione sulle primarie e sono contento che ci sia questo blog dove poter approfondire questa e le molte altre questioni connesse.

Penso che le primarie possano essere uno strumento per costringere i partiti ad ascoltare i territori, per favorire il confronto delle idee e per consentire l’ingresso negli organismi di partito di forze nuove e fresche.
Ovviamente non sempre coloro che vengono selezionati con le primarie hanno qualcosa di interessante da dire.
Certo è però che la cooptazione nei partiti molto spesso seleziona e sceglie in base alla fedeltà e alla lealtà verso una classe dirigente, e non alle capacità e ai contenuti.
Se poi per le ultime elezioni politiche fossero state fatte le primarie per la composizione delle liste, forse ci sarebbero stati meno “catapultati”, che, come al solito, si sono visti due o tre volte in campagna elettorale e, una volta eletti, hanno immediatamente dimenticato in che circoscrizione erano candidati.


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