Blue Sky

Posted on dicembre 8, 2008. Filed under: Attualità e politica | Tag:, , |

La questione Sky è l’esempio tipico delle modalità d’azione della nostra classe politica, nonché la dimostrazione della commistione politica – affari tipica dei governi Berlusconi.

Ripercorriamo la vicenda.

Nel 1991, l’allora ministro socialista Rino Formica (governo Andreotti), fissò nel 4% l’I.V.A. per gli abbonamenti alla pay-tv Telepiù, all’epoca del gruppo Fininvest.

L’Espresso ci ricorda che, negli anni ‘90, la Procura di Milano svolse un’indagine correlata alla vicenda, in cui fu coinvolto anche Berlusconi: agli atti c’era un fax di un manager Fininvest in cui si chiedeva a Berlusconi di spingere per la nomina alla Corte dei Conti del dirigente del Ministero delle Finanze che si era speso per fare ottenere a Telepiù l’agevolazione dell’I.V.A. al 4%.

Nel 1995, il centro-sinistra (governo Dini) cercò di portare l’I.V.A. per gli abbonamenti alla pay-tv al 19%, ma ebbe la meglio il centro-destra che, insieme a Rifondazione Comunista, riuscì a bloccare l’I.V.A. al 10%.

Per 13 anni non è successo niente, anche se Prodi ha ricordato che: “le sollecitazioni dell’Unione Europea perché fosse risolta l’asimmetria delle aliquote Iva per le televisioni in Italia ci furono. Una posizione assolutamente condivisibile, tanto che ci impegnammo a provvedere. Ma poi non entrammo mai nel merito” (Corriere della Sera, 03.12.08).

Nel mentre Telepiù, con un paio di passaggi di proprietà, nel 2002 è diventata Sky.

Ora il governo Berlusconi ha deciso di portare l’I.V.A. per gli abbonamenti a Sky al 20%.

Il centro-sinistra ha rispolverato la questione del conflitto di interessi: l’aumento dell’I.V.A. per Sky, oltre ad essere un aumento delle tasse inopportuno e in contrasto con le richieste dell’Unione Europea, è una manovra diretta ad avvantaggiare Mediaset rispetto alla concorrenza.

Sky ha immediatamente effettuato una campagna contro le scelte del governo, mandando in onda spot di critica del provvedimento.

Il premier ha detto: “Ma quale conflitto di interessi. La sinistra ha concesso a Sky per i rapporti che aveva con quella televisione il privilegio del 10 per cento dell’Iva. Abbiamo tolto quei privilegi e abbiamo fatto ritornare l’Iva a Sky uguale a quella di tutti gli altri”.

L’Unione Europea è intervenuta evidenziando la necessità di armonizzazione delle imposte.

La successione dei fatti si commenta da sola e non serve spendere parole sulla facilità con cui gli esponenti di entrambi gli schieramenti (che, in forza dell’assenza di ricambio generazionale, sono oggi gli stessi di 15 anni fa) sono passati da una posizione al suo esatto contrario.

La vicenda offre però significativi spunti di riflessione che, effettivamente, vanno al di là di una mera valutazione sull’opportunità di aumentare l’I.V.A. sugli abbonamenti a Sky:

1) c’è l’ennesima conferma dell’esistenza di un conflitto di interessi che da sempre connota l’operato del Berlusconi politico e che un’intera classe politica non ha, ad oggi, voluto e/o saputo risolvere;

2) in Italia manca una normativa che garantisca il “distacco” del potere politico da interessi economici personali e concreti;

3) con l’operazione Sky, Berlusconi ha perso il 3% nei sondaggi: può più una campagna “pubblicitaria” contro in televisione, che l’opposizione in parlamento;

4) il PD, ormai acefalo, fatica a sviluppare un progetto politico coerente e in ogni questione dimostra di navigare a vista.

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