La piazza della Cgil

Posted on dicembre 12, 2008. Filed under: Attualità e politica | Tag:, , , , |

“Piove, governo ladro” si diceva una volta, “piove, governo inetto” possiamo dire oggi.
Perchè? perchè di fronte alla crisi economica epocale che si sta abbattendo sull’Italia, che non può essere paragonata con nessuna delle crisi precedenti, il nostro è l’unico governo in Europa che non ha individuato misure concrete di sostegno ai redditi, alle pensioni e alla produzione, ma solo una serie di oboli a pioggia che non invertiranno la tendenza.
Nel 2008 la cassa integrazione (per le aziende che ce l’hanno) è aumentata del 50% e quella straordinaria (per le ristrutturazioni) del 350% e da gennaio, con la chiusura di richiesta di commesse industriali, ci attendiamo un effetto domino impressionante soprattutto nelle piccole aziende e tra gli artigiani.
E nel mitico nordest, locomotiva nazionale, la cosa sarà ancora più pesante!!! i primi che ne faranno le spese e resteranno a casa privi degli ammortizzatori sociali saranno tutti quelli che hanno contratti a tempo determinato, cococo, copro e interinali… di punto in bianco si passerà dalla preoccupazione di avere un lavoro certo alla sicurezza di non averne uno.
La Cgil ha fatto proposte significative a questo governo, chiedendo misure davvero straordinarie, per sostenere i redditi, ma non ottenendo risposta ha deciso di scendere in piazza per dar voce alla gente, al suo disagio e alla paura per il futuro.
Pensate che scendere oggi in piazza a dimostrare vuol dire aver accettato di fare a meno di 50/60 euro del proprio stipendio e di questi tempi non è facile, soprattutto per categorie come quella del pubblico impiego che di scioperi ne hanno fatto già 2 o 3.
Se si aggiunge anche il maltempo l’adesione che ho visto in piazza a Mestre ma anche nelle altre 100 città d’italia è davvero commovente!
La crisi economica forse sarà un bene dal punto di vista della riconquista di certi valori, perché alla fine saremo tutti diversi, migliori, forse, ma passerà per grandi dolori e il governo non capisce che il sindacato gioca qui un ruolo di REGOLAZIONE del dissenso che se non incanalato opportunamente rischia di deflagrare con pesanti ricadute in termini di tenuta di sicurezza e democrazia.
Da qui a risposte totalitarie il passo è breve.
Il momento è straordinario e richiede risposte straordinarie, invece a palazzo stanno suonando la canzone del “è tutto sotto controllo” come l’orchestrina del Titanic mentre la nave affondava.
A noi non interessa la contrapposizione strumentale al governo a noi interessa che chi governa il paese DIA una risposta diversa da quella odierna, pena il trovarsi tra qualche mese di fronte ad una paese stravolto dalla fame, dall’insicurezza, che non attirerà più investimenti stranieri perchè considerato troppo inaffidabile.
Margherita

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