Referendum: i tre quesiti.

Posted on marzo 22, 2009. Filed under: Politica, referendum | Tag: |

Nel continuare la battaglia per l’accorpamento delle votazioni per i referendum a quelle per le elezioni amministrative ed europee, troviamo utile ricordare il contenuto dei quesiti referendari e le conseguenze della loro eventuale – da noi auspicata – approvazione.
A giugno saremo chiamati a esprimere la nostra opinione su tre quesiti che chiedono la modifica della vigente legge elettorale, mediante abrogazione di alcune sue previsioni normative.

I quesiti hanno essenzialmente ad oggetto le seguenti questioni:
Quesito 1 – premio di maggioranza e soglia di sbarramento alla Camera dei Deputati;
Quesito 2 – premio di maggioranza e soglia di sbarramento al Senato della Repubblica;
Quesito 3 – candidature multiple.

Vediamo cosa prevede in proposito l’attuale legge elettorale e cosa cambierebbe con l’approvazione dei quesiti referendari.

Attualmente, è previsto un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tale premio è attribuito alla “singola lista” o alla “coalizione di liste” che ottiene il maggior numero di voti, su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato.
Se un partito si unisce con altri partiti in una coalizione, la soglia minima che esso deve singolarmente superare per ottenere seggi in Parlamento è inferiore a quanto previsto per i partiti che si presentano al di fuori di coalizioni. In particolare, la soglia per partiti membri di coalizioni per accedere alla Camera è del 2% (invece che del 4%), mentre per accedere al Senato è del 3% (invece che dell’8%).
Secondo la legge vigente, ciascun candidato ha poi la possibilità di presentare la candidatura in più circoscrizioni. Il candidato eletto in più luoghi deve quindi optare per uno dei vari seggi ottenuti, permettendo che gli subentri il primo dei “non eletti” della propria lista nella circoscrizione in cui rinuncia al seggio. Egli così, di fatto, dispone del destino degli altri candidati, la cui elezione dipende da una sua scelta. Nell’attuale legislatura, circa 1/3 dei parlamentari sono stati “cooptati” in questo modo, in momenti successivi alle elezioni.

Se passerà il SI’ nel primo e secondo quesito
→ il premio di maggioranza verrà attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi;
→ ci sarà un innalzamento delle soglie di sbarramento per la rappresentanza elettorale: per la Camera si passerà dal 2% al 4%, mentre al Senato dal 3% all’8%.
Se passerà il SI’ nel terzo quesito
→ la facoltà di candidature multiple verrà abrogata sia per la Camera che per il Senato.

Purtroppo gli aspetti peggiori della legge vigente, ossia l’esistenza di liste bloccate e l’impossibilità di esprimere la preferenza, non possono essere intaccati da un referendum. La natura meramente abrogativa dello stesso determinerebbe un vuoto normativo sulle modalità di voto. Per la reintroduzione delle preferenze dobbiamo quindi affidarci alla buona volontà dei parlamentari…

Raffaele e Caterina

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