VALUTARE ANCORA LO SVILUPPO

Posted on aprile 19, 2009. Filed under: Attualità e politica, Politica | Tag:, , , , , , |

Nel mio primo articolo sulla valutazione dello sviluppo mi sono lamentato che i nostri indici di misurazione dello sviluppo della società non tenessero nella dovuta considerazione contemporaneamente criteri come il reddito pro capite e, per esempio, il rispetto ambientale o i servizi sanitari.

A quelle suggestioni voglio ora aggiungere due elementi: alcune teorie di Amartya Sen e l’indice di progresso del Bhutan.

Il primo è uno studioso indiano vivente, premio nobel per l’economia nel 1998, che si è sempre posto criticamente nei confronti del modello di sviluppo occidentale che considera come proprio fine l’aumento della ricchezza delle nazioni. Egli sostiene che si debbano considerare le capacità e i funzionamenti delle persone come misure della libertà e della qualità della vita degli individui. (da Wikipedia) “In estrema sintesi, Sen propone di studiare la povertà, la qualità della vita e l’eguaglianza non solo attraverso i tradizionali indicatori della disponibilità di beni materiali (ricchezza, reddito o spesa per consumi) ma soprattutto analizzando la possibilità di vivere esperienze o situazioni cui l’individuo attribuisce un valore positivo. Non solo, quindi, la possibilità di nutrirsi e avere una casa adeguata, ma anche essere rispettati dai propri simili, partecipare alla vita della comunità ecc. Secondo Sen, i funzionamenti sono, in sostanza, le esperienze effettive che l’individuo ha deciso liberamente di vivere, ciò che ha scelto di fare o essere. Le capacità sono invece le alternative di scelta, ossia l’insieme dei funzionamenti che un individuo può scegliere. L’approccio di Sen ha convinto molti studiosi a considerare i tradizionali indicatori monetari del benessere (indici di povertà e diseguaglianza basati sul reddito o sulla spesa per consumi) come misure incomplete e parziali della qualità della vita di un individuo.”

Interessante, nella teoria di Sen, è anche l’accento sul fatto che assieme alle cose che abbiamo, le acquisizioni, va tenuta in debita considerazione la libertà di averne delle altre, tramite le capacità. Non solo beni e servizi, quindi, ma possibilità.

L'ex re del Bhutan Jigme Singye Wangchuck

L'ex re del Bhutan Jigme Singye Wangchuck

Su di un altro fronte, riporto la notizia che l’allora re del Bhutan Jigme Singye Wangchuck ha invece ideato e proposto già dagli anni ’70 un indice di misurazione del progresso della propria società chiamato Felicità Interna Lorda (FIL). Esso considera i quattro pilastri della felicità: lo sviluppo sostenibile, la protezione ambientale, la salvaguardia della cultura tradizionale e il buon governo. Il Buthan è uno stato che si trova sull’Himalaya, abitato prevalentemente da buddhisti i cui le trasmissioni televisive sono state ammesse nel 1999. Negli ultimi 30 anni le politiche di sviluppo, che tenevano in considerazione il FIL, hanno consentito di aumentare la ricchezza dei buthanesi senza compromettere le risorse ambientali del paese.

Anche in questo caso da mondi diversi dal nostro provengono spunti di riflessione interessanti che possono migliorare le nostre vite. Un motivo in più per cercare di preservare e valorizzare le diversità sociali e culturali.

Marco

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