Qualcosa di sinistra: un’imposta sul reddito più progressiva

Posted on maggio 1, 2009. Filed under: Attualità e politica, Politica | Tag:, |

Cosa c’è di strano nella scelta da parte di un governo di sinistra di aumentare le tasse solo sui redditi più alti? Eppure il governo laburista di Gordon Brown si è tirato addosso una bordata di critiche – il primo ministro stesso è stato raffigurato con baffi staliniani in una caricatura sul Daily Telegraph.

Misure straordinarie di politica fiscale pesano particolarmente sul bilancio dello Stato perché normalmente vengono adottate in periodi di crisi economica in cui il gettito fiscale è ridotto. In altre parole, alla fine ci sarà presentato il conto e qualcuno lo dovrà pagare. Naturalmente esiste anche la possibilità di prendere i soldi in prestito sui mercati finanziari; una possibilità che i governi europei stanno già sfruttando e sfrutteranno ulteriormente l’anno prossimo. Ma è inevitabile che la pressione fiscale aumenti.

Esistono infiniti modi di aumentare il gettito intervenendo sull’imposta sul reddito. A seconda della parte della distribuzione che viene maggiormente penalizzata, l’intervento può avere un effetto sulla progressività dell’imposta. Per esempio, se il governo decidesse di ridurre il numero di aliquote accorpando due scaglioni (e facendo pagare a tutti la più alta delle due aliquote originarie) allora si otterebbe un aumento di gettito e un’imposta meno progressiva.

Il governo inglese ha assunto una posizione molto netta in questo senso. Il cambiamento principale nella struttura dell’imposta sul reddito riguarda esclusivamente lo scaglione più alto, che verrà spezzato in due. Sui redditi al di sopra di 150.000 sterline (più o meno 165.000 euro) si pagherà il 50% anziché il 40. Secondo i dati dell’anno scorso, su una popolazione di circa 60 milioni di persone 350.000 contribuenti sono al di sopra della soglia. Facendo un conto veloce, se assumiamo che ci siano circa 30 milioni di contribuenti, si può concludere che l’1% più ricco pagherà il costo della politica fiscale.

Il 50% può sembrare un tasso molto alto. In effetti, anche il 40% può sembrare un tasso esoso, soprattutto a quelli di noi che sono lavoratori dipendenti e non sono abituati a ragionare in termini di stipendio lordo! In Italia l’aliquota più alta è attualmente del 43% e si applica su redditi superiori a 75.000 euro. In realtà il meccanismo è più complicato (naturalmente, trattandosi di materia fiscale) ma possiamo farci un’idea di come funzionino le cose in altri Paesi guardando la tabella qui sotto che ho preso da www.worldwide-tax.com. Aliquote del 50% esistono già per i redditi più alti in Austria e Belgio mentre Svezia e Danimarca fanno ancora meglio (o peggio, a seconda dei punti di vista) con tassi del 57 e 59% rispettivamente.

Paese Aliquota massima
Austria

50%
Belgio

50%
Danimarca

59%
Francia

40%
Giappone

50%
Gran Bretagna

40% (50% dal 2010)
Italia

43%
Spagna

43%
Stati Uniti

35%
Svezia

57%

Avrebbe senso rendere il sistema italiano più progressivo intervenendo sullo scaglione più alto? Sì, a mio parere. E considerato che io le tasse le pago nel Regno Unito si tratta di un parere oggettivo… Una delle ragioni più spesso citate da quelli che propongono una tassazione proporzionale è il rischio di effetti distorsivi. Nel caso delle aliquote più alte, alcuni contribuenti che svolgono professioni estremamente specializzate potrebbero decidere di emigrare verso Paesi con una pressione fiscale più debole. Mi pare che un ragionamento simile sia ancora meno valido in Italia che nel Regno Unito. Moltissimi dei professionisti che lavorano a Londra in certi settori, per esempio la finanza, sono stranieri e quindi hanno una destinazione alternativa naturale. Non credo che lo stesso si possa dire di Roma o Milano.

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