RISALIRE LA CHINA II

Posted on giugno 9, 2009. Filed under: Uncategorized | Tag:, , , , , , |

Visto che il risultato di Debora Serracchiani è uno dei pochi dati di rilievo emersi dalle elezioni, vorrei ripartire dal testo del discorso che l’ha portata alla ribalta estrapolando alcune frasi che ritengo maggiormente significative.

“Mai una parola chiara, mai una linea netta e soprattutto mai una linea unica.”
…..
“io chiedo al nostro partito di imparare a votare, di imparare ad assumere decisioni, se è necessario anche solo a maggioranza, se è necessario anche lasciando a casa qualcuno. Io dico che dobbiamo imparare a parlare unitariamente da PD, è giusto il dissenso, è giusta la scelta di coscienza, ma la libertà di coscienza non deve essere il paravento dietro il quale nascondersi quando non siamo uniti. E dobbiamo smetterla di pensare che il nostro problema sia soltanto come comunichiamo ai giornali perché non è così, ci mettiamo molto del nostro.”
…..
“La verità è che, in questi pochi mesi di vita del partito democratico, almeno io ho avuto la netta impressione che l’appartenenza al nuovo partito fosse sentita molto di più dalla base che dai dirigenti.
Noi dobbiamo superare i protagonisti e i personalismi ed avere una nostra politica che sia nuova e se necessario rinnovata.
Abbiamo bisogno di una nuova generazione politica che non è solo una questione anagrafica ma è una questione di mentalità una mentalità che non sia ancorata alla difesa dell’identità ma votata alla costruzione convinta del partito democratico.
Una mentalità che è difficile riscontrare, io lo credo, in quelli che per anni hanno vissuto come ad opposte fazioni e che non è detto che esista in coloro che indichiamo come dirigenti solo perché sono giovani o perché sono figli di. Non basta, non basta, ci illudiamo se crediamo che il cambiamento avvenga spontaneamente, noi dobbiamo conquistarlo.”

Io aggiungo, non basta “imparare a votare, ad assumere decisioni”, ma bisogna imparare “a decidere bene”.
Sembrerà una ovvietà, ma forse non lo è se condividiamo l’idea che il processo decisionale nell’azione politica e amministrativa deve percorrere un iter complesso che costituisce valore in sé.
Un partito “democratico” nella sostanza e non soltanto nella denominazione ha:

  • l’onere di raccogliere con obiettività i dati sulla base dei quali saranno effettuate le scelte;
  • il dovere di effettuare un bilanciamento degli interessi in gioco senza timore di sacrificare le posizioni di rango inferiore, da valutare caso per caso;
  • la responsabilità, quando gli interessi contrapposti sono tutti di pari rilevanza, di effettuare scelte realmente “politiche” condizionate solo dall’interesse comune e caratterizzate dalla minimizzazione del sacrificio degli interessi non soddisfatti;

In questo modo anche le posizioni rimaste minoritarie conservano valore e il voto a maggioranza (da non perseguire, ma nemmeno da demonizzare e che comunque se il meccanismo funziona realmente dovrebbe diventare l’ultima ratio) diventa uno strumento “di lavoro” e non di prevaricazione.

Tommaso

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2 Risposte to “RISALIRE LA CHINA II”

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Colpito! I dirigenti del PD pensano alla propria corrente e alla propria provenienza più che al progetto futuro del PD. Questo viene forse naturale e, soprattutto, ha lo scopo di garantire una poltroncina a loro ed ai loro fedeli. Molti di coloro che provenivano da culture esterne a Margherita e DS si sono in fretta disillusi e non hanno accettato le pratiche in uso nella politica partitica. Fuori D’Alema dal partito!!!! 🙂
PS Non vi preoccupate: anche De Mita e Mastella hanno trovatouna ricollocazione!

A proposito di De Mita e Mastella.
Staremo anche risalendo la china, però… non solo il ceppalonico si è riciclato per l’ennesima volta, ma si è beccato 111.000 preferenze! Continuo a ripetermi che sono sicuramente tutti parenti, amici e soprattutto clienti, ma ho bisogno di un messaggio di speranza… vi prego!


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