CRISI ECONOMICA E IMPLICAZIONI SULLA SALUTE PUBBLICA

Posted on luglio 13, 2009. Filed under: Attualità e politica | Tag:, , , , |

L’attuale crisi finanziaria, iniziata con il crollo nel 2007 dei mutui subprime in Nord America e in Europa, si è estesa anche ai Paesi a basso e medio reddito. Vi sono già paesi che hanno ricevuto – o sono in trattativa – un sostegno finanziario di emergenza del Fondo monetario internazionale. Eppure, affermano gli studiosi economisti, proprio queste forme di sostegno potrebbero limitare la capacità dei governi di investire nella salute pubblica.

Dottore e paziente

Dottore e paziente

Nonostante le tinte fosche che sembra assumere la situazione, è difficile valutare le implicazioni della crisi per la salute delle persone in tutto il mondo. Per fare un po’ di luce sulla crisi attuale, gli economisti stanno analizzando le passate recessioni e il loro effetto sull’assistenza sanitaria. Tre sono i periodi di recessione mondiale negli ultimi 20 anni: 1990-93, 1997-98, 2001-02. Gli ultimi due sono stati trainati da crisi finanziarie e sono, in qualche modo, simili alla crisi attuale.

Di recente a Venezia, si è svolto il “G8 sulla Sanità” tra Ministri della Salute Pubblica, propedeutico – credo sia un termine adatto –  al G8 dell’Aquila (evidenzio che Ministro italiano e Governatore veneto si sono ber guardati dal parteciparvi … entrambi pesantemente impegnati nel non intaccare gli equilibri politici interni …). Quello che è emerso in sostanza è che l’analisi degli effetti della recessione economica sui sistemi sanitari nazionali è cosa molto complessa. Sembrano esistere infatti fattori di compensazione che, in ambito sanitario, durante i momenti di crisi economica, permettono di limitare gli effetti negativi sulla salute delle persone. A tal proposito, ho partecipato ad un interessante seminario promosso dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) – nonché organizzatore del G8 veneziano –  e dall’Unità Complessa per le Relazioni Socio-Sanitarie Internazionali della Regione del Veneto, dove tra tecnici si è analizzata la situazione internazionale e messo in luce i possibili scenari aperti dalla crisi economica. In tempi di crisi, ad esempio, i governi possono imparare a impiegare in modo più efficace i propri bilanci sanitari utilizzando maggiormente i farmaci generici, oppure – com’è accaduto in alcuni paesi – adottando nuove misure di protezione sociale. In fase di recessione è importante che i governi proteggano le fasce di popolazione più povere e svantaggiate.

Tornando all’evento veneziano, mi sembra importante evidenziare come il punto chiave del dibattito – che ho avuto modo si ascoltare “da dietro alle quinte” – sia che la tutela della salute pubblica non basta. Per garantire il benessere dei cittadini, i Ministri della Salute devono ridurre le ingiustizie sociali, migliorare e controllare la qualità del cibo, affrontare la questione dei cambiamenti climatici e della proprietà intellettuale dei farmaci, investire sulla prevenzione e sulla tutela della salute a livello globale. Riflettendo su queste indicazioni, mi piace constatare una forte convergenza con quanto dichiarato da Obama nel suo documento elettorale per il Potenziamento del Sistema Sanitario, nonché con quanto da lui confermato in occasione del vertice dell’Aquila. Obama, nel tentativo di risollevare gli Stati Uniti da una situazione sanitaria non sempre all’altezza della prima potenza economica mondiale, difende l’accessibilità ai farmaci generici a tutti i Paesi sovrani, così da poter far fronte alle necessità della salute pubblica, rompendo la morsa di alcune case farmaceutiche. E’ una politica dura, che incontra l’opposizione dei conservatori e delle lobby, ma che giunge diretta alle persone!

Come per tutte le grandi questioni, più che dagli investimenti e dai finanziamenti veri e propri, la rivoluzione arriva dalle persone, dalle ideologie e dall’orientamento dei vertici.

Lisa

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