LO SVARIONE DI GRILLO COL PD

Posted on luglio 22, 2009. Filed under: Attualità e politica | Tag:, , , |

Seguo Beppe Grillo da molti anni, da quando in televisione faceva “Te la do io l’America!” e l’ho sempre apprezzato come comico. Così come ho apprezzato quando ha utilizzato per i suoi spettacoli in maniera intelligente i temi dell’ecologia.

Poi è passato dalla satira contro il potere alla proposta politica, seppure non partitica. E già questo è piuttosto anomalo per un comico. D’altronde Grillo ha fatto dell’anomalia un’arte: si è inserito in spazi che prima erano vuoti e li ha riempiti di contenuti.

Non so quanto il suo successo sia dovuto a contingenze e quanto a capacità personali, tuttavia trovo che la parola che più si adatta a descrivere il suo percorso sia “genialità”, cioè la caratteristica di evidenziare questioni e trovare soluzioni in maniera impensata.

Nell’ultimo periodo (un paio d’anni?) la critica di Grillo contro i partiti è stata feroce e, con la creazione delle liste civiche e la definizione di un programma, è diventata politica anche nel senso che i più attribuiscono a questa parola. Non ho avuto niente da dire neanche fin qui. Tra l’altro ho trovato spesso più chiaro ed efficace il programma delle sue liste civiche che del PD.

Ora però ha fatto uno svarione: dopo aver parlato male del PD e dei suoi leader, dopo aver vietato a chiunque fosse iscritto al partito (ad ogni partito, quindi anche quello sedicente democratico) di partecipare alle sue liste, chiede di entrarci dentro. E di comandare. Non vi sembra troppo? Non sembra anche a voi che di incoerenti ce ne sono fin troppi in politica oggi? Non vi sembra che di sogetti che propongono norme ma le fanno valere solo per gli altri ne possiamo fare a meno? Se non credi nella chiesa non andare a messa, se non credi nel PD continua a proporre un movimento alternativo.

Che sia stata solo una provocazione? Dalla determinazione che vi ho visto, non mi è sembrata. Comunque, ancora una volta, Grillo ha messo il dito su una piaga dei partiti: come ci fa notare Travaglio nel suo ultimo articolo proprio nel blog di Grillo, lo statuto del PD non prevede che si possa rifiutare la tessera a una persona che ha dimostrato avversità al PD. Sappiamo che sotto il congresso si tesserano anche i morti e i delinquenti. Ma non i pericolosi concorrenti. Insomma, come già dimostrato anche i altri articoli su questo Blog, anche il PD utilizza e rispetta lo statuto quando fa comodo ai suoi dirigenti, altre volte ci passa sopra senza rimorsi. 

Grillo non avrebbe mai dovuto chiedere la tessera del PD, ma il PD avrebbe fatto una figura migliore accettando la sua tessera e la sua candidatura e dimostrando attraverso lo sforzo democratico che ci sono candidati migliori di lui per programmi e capacità. Questo non è avvenuto, e me ne dispiaccio.

Marco

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4 Risposte to “LO SVARIONE DI GRILLO COL PD”

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Non sono d’accordo, credo che Grillo abbia fatto benissimo a chiedere la tessera del PD! Indirettamente è come riconoscere che solo attraverso l’impegno e la partecipazione ad istituzioni pur ancora imperfette che si può costruire una valida alternativa alla politica attuale. Dalla satira feroce e le critiche Grillo poteva diventare un polo di attrazione per tutti quelli che finora hanno preferito parlare dal di fuori e invece gli apparati gli hanno rifiutato la tessera sulal base di giustificazioni lacunose ed inconcludenti. Hanno fatto malissimo, hanno fatto vedere che gli apparati hanno paura di tutto, così come di lasciare dieci giorni in più per l’iscrizione, per paura che il fenomeno Marino si metta in forma per il Congresso. Davvero un peccato!
Secondo me poi Grillo non avrebbe vinto, ma resterò con il dubbio..

Secondo me la chiave di successo per il PD è dimostrare che la partecipazione ha valore, che uscire dall’anonimato dell’elettorato indistinto è utile, produttivo e apprezzato. Con Grillo ci siamo giocati la prima occasione di dimostrare questo.

Caro Marco, anch’io non sono d’accordo: Grillo ha fatto benissimo a chiedere la candidatura. Anzi speravo proprio che qualcuno affrontasse l’argomento nel blog, visto che molti di voi provengono dall’esperienza PD come militanti appassionati (come sicuramente ce ne sono tanti nel PD… che spreco di validissime risorse!), e non come nomenclatura di partito.
A mio modesto parere quella di Grillo è proprio una provocazione come dici tu. Quando dici “…chiede di entrarci dentro. E di comandare. Non vi sembra troppo?” No, non mi sembra troppo, anche perché qualcosa è cambiato dall’inizio del “fenomeno Grillo”. Forse perfino lui si illudeva che in Italia ci fossero una maggioranza e un’opposizione. Poi ha visto come noi tutti che non è così ed ha pensato al “movimento alternativo”. Ma visto che, sulla carta, molte delle idee che muovono le liste 5 stelle dovrebbero essere le stesse che muovono il progetto PD, è passato alla fase successiva, obbligando l’istituzione PD a rispondere al dovere politico e morale di fare opposizione con proposte concrete.
“Non sembra anche a voi che di incoerenti ce ne sono fin troppi in politica oggi?” Certo che sì, proprio per quello trovo paradossalmente più coerente Grillo della nomenklatura del PD che gli vieta di candidarsi! Teniamo presente che Grillo ha sempre sottolineato la sua battaglia non tanto contro gli iscritti al PD, ma contro i baroni che lo stanno affossando con scelte scellerate e con una democrazia interna sempre più finta. Pensate solo che lo stesso Grillo ha addirittura avuto momenti di timida apertura verso la Serracchiani!
Insomma secondo me la proposta/provocazione è questa: Grillo non ha creduto nel PD perché ha visto quali personaggi l’hanno costruito, fingendo regole democratiche ma infischandosene ancora una volta della base. Di conseguenza continuava a proporre un movimento alternativo. Oggi l’idea è che quel movimento alternativo può essere lo stesso PD, naturalmente ripulito dai vecchi baroni e soprattutto in grado di rispettare almeno le regole democratiche che lo stesso partito si è dato. E in grado di proporre un programma che, come dicevo, sono convinto che la base del partito condivide in pieno. Ma voi che ci siete dentro mi trovate un militante che non è d’accordo con le energie rinnovabili, con l’acqua pubblica, con la connettività libera, con la lotta al conflitto di interessi, ecc?
Mi spiegate com’è possibile che il programma di un comico sia più concreto di quello del sedicente principale partito di opposizione?
Ecco secondo me è successo questo, e in ogni caso Grillo ha ottenuto quello che voleva. I baroni hanno dovuto togliere la maschera, e confessare agli italiani (PD e non) che, se siamo messi così, le colpe sono del Governo e della maggioranza asservita, ma anche della “non-opposizione”.
Marco non me ne volere, ma il senso del tuo post mi sa che sta tutto nell’ultima frase: la tua amarezza, che condivido in pieno, per la figuraccia che sta facendo il PD è data proprio dal fatto che tu forse, almeno per un periodo, in questo progetto ci avevi creduto. Ed è tanta l’amarezza, che ti fa parlare di “svarione” di Grillo, quando è evidente che il grandissimo svarione lo sta facendo quel partito in cui credevi e credevano in tanti spiriti giovani, liberi e intelligenti come te.
Un’ultima nota: in un recente giro di mail dopo la cena ricostituente avevo accennato al fatto che “…non sono mai stato iscritto e non ho mai nemmeno votato PD, anche se mi sarebbe piaciuto farlo. Detta così sembra un po’ schizofrenica, magari possiamo approfondire l’argomento…” Ecco, molte delle mie perplessità le ha spiegate Grillo con il suo gesto, da ciò si capisce perché “mi sarebbe piaciuto farlo”.
E a proposito di tessere e di iscritti, gli alti gradi del partito si sono mai seriamente domandati quanti, magari anche più giovani di me, la pensano come me?
A domani.
Alvise

“E a proposito di tessere e di iscritti, gli alti gradi del partito si sono mai seriamente domandati quanti, magari anche più giovani di me, la pensano come me?”

Secondo me no.
In discussione non è il PD ma la sua attuale classe dirigente. Finché la base non se ne libera l’Italia non potrà mai prendere la strada veramente riformatrice.

I dirigenti hanno semplicemente il terrore di perdere il proprio potere conquistato in maniera piu’ o meno correttamente sulla buona fede degli iscritti.

E’ assurdo che si vieta la tessera a Beppe Grillo solo perché è critico sul PD ma non si batte ciglio per altri che provengono veramente da “movimenti politici ostili” (es. Alessandra Guerra: http://www.gennarocarotenuto.it/9485-partito-democratico-alessandra-guerra-s-e-beppe-grillo-no/)

Daniele

marco!!!!!ailoviu forevar!!!


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