BUSINESS SOCIALE

Posted on ottobre 24, 2009. Filed under: Attualità e politica, Pace, Politica | Tag:, , , , , , , , , |

Ho letto il libro di Mohammad Yunus, premio nobel per la pace nel 2006 “Un mondo senza povertà”, Feltrinelli, 2008.

Copertina libro Yunus

Copertina libro Yunus

Racconta della sua idea combattere la povertà attraverso un nuovo tipo di impresa che come scopo non ha la massimizzazione del profitto ma il miglioramento delle condizioni di vita sul pianeta: il business sociale.

Esempio di business sociale è la Grameen Danone un’impresa strutturata formalmente come le imprese normali ma che ha come scopo “ridurre la povertà per mezzo di un originale modello di impresa di prossimità che metta ogni giorno cibo salutare alla portata dei poveri”. In sostanza questa impresa ha sede in varie aree povere del Bangladesh, compra il latte dalle famiglie dei dintorni che hanno qualche mucca, produce yogurt arricchito con vitamina A, ferro, calcio, zinco, proteine e iodio e lo rivende porta a porta ai bambini dei villaggi vicini ad un prezzo vantaggioso. Il metodo di vendita è interessante: sapete che la Grameen Bank è una banca che presta soldi a persone povere e senza garanzie per consentir loro di intraprendere una attività economica. Nei primi anni di vita ha scoperto che prestare denaro agli uomini è meno efficiente che prestarlo alle donne: l’uomo “tende a spenderlo per sé, mentre se sono le donne a guadagnare tutta la famiglia e soprattutto i bambini ne traggono vantaggio”. Quindi i beneficiari dei prestiti, quindi i soci della banca e quindi i titolari delle attività economiche sono quasi esclusivamente donne. È stato quindi naturale pensare a loro come distributrici dello yogurt presso i villaggi: ognuna riceve una fornitura e con una borsa termica, gira per i villaggi che conosce, presso i quali svolge forse un’altra attività economica, e propone lo yogurt le cui proprietà rimangono invariate se è consumato entro 48 ore dall’uscita della fabbrica.

L’impresa non produce utili: tutti i ricavi che superano le spese servono in un primo periodo a rimborsare coloro che hanno messo il capitale iniziale (in questo caso La Danone e la Grameen) e poi vengono reinvestiti in azienda.Un po’ come le nostre cooperative. Le attività “ammissibili” per il business sociale riguardano la lotta alla povertà, l’alimentazione, la difesa dell’ambiente, la sanità, le energie rinnovabili per i poveri, ecc. In questo si distingue dalle nostre cooperative sociali perché non necessariamente lavora con soggetti svantaggiati e ha un ambito di applicazione più ampio del nostro “sociale”.

Secondo Yunus l’elemento vincente di questo modo di fare impresa è che risponde a bisogni dell’individuo che non trovano spazio nel mercato per profitto: tutti noi vogliamo arricchirci ma vogliamo anche fare del bene e se potessimo guadagnarci da vivere alleviando le sofferenze nostre e altrui lo faremmo volentieri.

Concludo con due chicche relative al funzionamento della Grameen Bank: il tasso di restituzione dei prestiti dei poveri cui non vengono chiesti documenti bollati, pegni e firme, è del 98,6% (dati 2007). E le sedici regole che ogni nuova socia della banca deve impegnarsi a rispettare sono le seguenti:

  1. Durante il percorso della nostra vita seguiremo e porteremo avanti i quattro principi della Grameen Bank: disciplina, unità, coraggio e duro lavoro;
  2. Porteremo prosperità alle nostre famiglie.
  3. Non continueremo a vivere in case dissestate. Le ripareremo e cercheremo di costruirne di nuove appena ci sarà possibile.
  4. Coltiveremo verdure in tutto lo spiazzo intorno alla casa. Ne mangeremo a sazietà e venderemo il resto.
  5. Nella stagione della semina cercheremo di seminare il più possibile.
  6. Dobbiamo mantenere piccola la nostra famiglia. Dobbiamo spendere il minimo possibile. Dobbiamo occuparci della nostra salute.
  7. Dobbiamo educare i nostri figli e assicurarci che guadagnino per pagarsi un’istruzione.
  8. Terremo sempre puliti i nostri figli e l’ambiente intorno a noi.
  9. Costruiremo e useremo latrine con pozzi neri.
  10. Prima di bere l’acqua la bolliremo o la purificheremo con l’allume. Useremo terraglie filtranti per togliere l’arsenico.
  11. Manterremo il nostro centro immune dalla piaga della dote: non ne accetteremo quando nostro figlio si sposerà e non ne daremo quando nostra figlia si sposerà. Non organizzeremo matrimoni tra bambini.
  12. Non faremo ingiustizia a nessuno e non permetteremo a nessuno di farla a noi.
  13. Per aumentare il nostro reddito faremo investimenti tutte insieme.
  14. Saremo pronte ad aiutarci l’una con l’altra. Aiuteremo chiunque si trovi in difficoltà.
  15. Se verremo a sapere che in qualcuno dei centri è stata infranta qualche regola, andremo là e daremo una mano a ristabilire la disciplina.
  16. Prenderemo parte alle attività sociali sempre tutte insieme.

Marco

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Una Risposta to “BUSINESS SOCIALE”

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Bello e molto interessante, anche perchè ultimamente ho ricevuto diverse proposte di collaborazione da quelle zone, che personalmente conosco pochissimo.
Interessante anche il coinvolgimento di Danone, ossia una di quelle multinazionali che di solito vengono additate come rovina del mondo, senza scrupoli nello sfruttare manodopera a costo zero per le esigenze dei paesi ricchi… Sarà la volta buona che si è trovato finalmente un modo per rendere compatibili le esigenze di reditto delle multinazionali con quelle di sopravvivenza dei piccoli produttori del terzo mondo?
Alvise


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