IL FILM: GLI ABBRACCI SPEZZATI (LOS ABRAZOS ROTOS, 2009)

Posted on novembre 15, 2009. Filed under: Cultura | Tag:, |

La locandina del film.

La locandina del film.

Ho visto l’ultimo lavoro di Pedro Almodóvar, Gli abbracci spezzati, qualche settimana fa. Non sono un grande ammiratore dei suoi film ma ero curioso di vederlo dopo averne sentito parlare nelle recensioni. E devo dire che non mi ha deluso.

Con Gli abbracci spezzati il regista torna al tema del cinema nel cinema: la struttura del film è imperniata sulla realizzazione di un lungometraggio in cui tutti i protagonisti sono coinvolti. Di più, l’intero film è un susseguirsi di citazioni e rimandi, prima di tutto ai film di Almodóvar stesso. La scena dell’incendio e la vicenda del gazpacho, che ricorderete da Donne sull’orlo di una crisi di nervi, appaiono direttamente nel film che i protagonisti stanno realizzando.

Il modo in cui la storia è narrata è insolito: Almodóvar comincia in mezzo all’azione, ambientata ai tempi nostri, per poi scoprire attraverso una serie di flashback l’antefatto (avvenuto nei primi anni Novanta) e infine svolgere il finale. Tuttavia questo complicato espediente narrativo viene utilizzato con grande abilità dal regista. Non c’è mai confusione tra i diversi piani del racconto e l’identità dei personaggi appare sempre credibile e ben delineata.

La storia principale al centro del film può essere descritta semplicemente come un triangolo tra l’attrice Lena (Penelope Cruz), il produttore molto più anziano di lei (José Luis Gómez) e il regista (Lluís Homar). I toni principali sono quello dell’amore passionale e un registro comico riuscitissimo. Voglio solo citare, per darvi un’idea, le sequenze divertentissime in cui il figlio omosessuale del produttore è costretto a seguire l’attrice sul set del film dal padre con la scusa di girare un documentario sulla realizzazione da distribuire con il dvd. La scelta di questo stesso tema propone una riflessione sullo stato attuale del cinema. Ogni sera il produttore geloso esamina il materiale sequenza per sequenza con l’aiuto di un’assistente ingaggiata per leggere il labiale dei due amanti.

Gli abbracci spezzati procede, un po’ troppo lentamente forse, a svelare gli interrogativi posti dal susseguirsi di scene nel presente e flashback. Per esempio, il regista è uno scrittore cieco nel presente ma appare chiaro allo spettatore che egli deve aver perso la vista dopo le vicende raccontate al passato. Da metà film in poi si intuisce che la chiave interpretativa sta nell’incidente a cui tutto l’impianto narrativo ci prepara, scena per scena.

Mi sento di dire che, appunto per l’alternarsi di registri così diversi tra loro, il copione sembra richiedere una prova estremamente impegnativa agli attori, soprattutto alla protagonista femminile. Da questo punto di vista, Penelope Cruz mi è sembrata davvero convincente, uno strumento perfetto nelle mani del regista per raccontare la storia di una donna attraverso due decenni.

In conclusione, raccomanderei a tutti di andare a vedere Gli abbracci spezzati. Credo che ogni spettatore possa trovare in questo film qualcosa di gratificante, forse la storia dei personaggi, forse la qualità del lavoro o ancora la riflessione critica e piena d’affetto al tempo stesso sul mondo del cinema.

Giuliano

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