QUANDO IL LEONE RAGGIUNGE LA GAZZELLA… È TROPPO TARDI!

Posted on novembre 22, 2009. Filed under: Attualità e politica, Uncategorized | Tag:, , , , |

Il Decreto Legge n. 11 del 23 febbraio 2009 (poi convertito in legge il 23 aprile 2009, l. n. 38) ha introdotto un “nuovo” reato in Italia: lo stalking. “Stalking è un termine inglese (letteralmente: perseguitare) che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata” (fonte: Wikipedia). Il termine utilizzato è decisamente appropriato: lo stalker è un predatore, che si apposta e pianifica inseguimenti, azioni minatorie, diffamazioni, violenze. È colui che aspetta per ore sotto casa, che segue furtivamente, che telefona ad ogni ora, che controlla, che insulta. E che fa paura.

Le modifiche che questo decreto legge apporta al codice penale sono molto importanti. In primo luogo perché conferiscono la giusta importanza a comportamenti apparentemente non gravi quali telefonate, pedinamenti, ecc… ma che sono, in realtà, veri e propri atti persecutori e che, in moltissimi casi, sono l’anticamera di comportamenti violenti, abusi e omicidi: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa” (fonte: Ministero dell’Interno).

Un secondo elemento positivo, è l’introduzione dell’Ammonimento: “(…) la persona offesa può esporre i fatti all’autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta. La richiesta è trasmessa senza ritardo al questore. Il questore, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, ove ritenga fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. (…). Il questore valuta l’eventuale adozione di provvedimenti in materia di armi e munizioni. (…)” (fonte: Ministero dell’Interno).

Un grande passo avanti è stato indubbiamente fatto, anche se ancora non riesco a credere che tutto ciò sia stato possibile solo nel duemilanove (!!!!), dopo migliaia di casi finiti in tragedia, ed ettolitri di lacrime versate dalle vittime e dalle loro famiglie. MunchQuesta legge riconosce, finalmente, la gravità delle persecuzioni a cui milioni di donne (e pochissimi uomini) sono soggette quotidianamente. Le forti implicazioni psicologiche nelle vittime degli stolker si protraggono anche per tutta la vita.

Ma ci sono ancora molte questioni da risolvere. L’attuazione della nuova legge è ancora largamente insufficiente per arginare questo drammatico problema sociale e ne sono dimostrazione tutti i casi in cui persone denunciate di stalking riescono comunque a ledere la loro vittima (ultimo episodio raccontato dai giornali solo qualche giorno fa a Pescara) o, una volta scontata la pena, ricominciano la loro attività oppressiva.

Secondo i dati della polizia di stato, da aprile 2009 ad oggi sono state arrestate 520 persone e ne sono state denunciate 2.950. Come mai solo un quinto (circa) delle denunce hanno portato all’arresto?

La risposta che mi sono data è molto semplice: è difficilissimo accedere a strumenti, far avviare le indagini, ottenere davvero una tutela finché non accade qualcosa di grave (a meno che la vittima non sia una persona famosa, o ricca o un politico – perdonate la vena polemica …). È più facile sentirsi elargire consigli banali (“se teme di essere seguita giri più volte attorno ad una rotonda” … “si prenda lo spray al peperoncino” … “tolga il numero dall’elenco telefonico”) che ottenere la vera e propria apertura di un caso.

La speranza è che questa nuova legge tenga sempre alta l’attenzione e la discussione su questo crimine e che, prima o poi, ogni vittima possa ottenere giustizia prima di essere raggiunta dal leone.

Ilaria

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2 Risposte to “QUANDO IL LEONE RAGGIUNGE LA GAZZELLA… È TROPPO TARDI!”

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indubbiamente l’introduzione di questa tipologia di reato ha colmato una lacuna a cui in precedenza si sopperiva con gli strumenti dell’esperienza.
Tuttavia tutti gli interventi basati sulla carta (cioè il cui onere sul bilancio delo stato principalmente è rappresentato dal costo dell’inchiostro necessario a scrivere la legge) e non supportati da una seria allocazione di risorse sono destinati a rimanere ineffettivi.
Il “collo di bottiglia” è troppo stretto e l’ingorgo è talmente risalente nel tempo che ogni intervento, pur astrattamente migliorativo, rischia, paradossalmente, di affossare il sistema.
Non che, dal punto di vista simbolico – pedagogico, interventi tutelanti principalmente la condizione femminile siano da criticare, ma la vera “lotta” deve essere indirizzata verso la canalizzazione di risorse adeguate, evitando che ad ipertorifismi normativi si accompagnino indesiderate cure dimagranti …. perchè “non di solo pane vive l’uomo”…ma le donne dovrebbero essere stufe di ricevere comunque le briciole.

Caro Tommaso,
grazie per questo tuo commento, che condivido pienamente. Finché non si comincerà davvero a considerare il soggetto in quanto tale come portatore di diritti (oltre che di doveri), e non la donna, l’uomo, l’immigrato, il disabile ecc…, la tutela individuale passerà per meccanismi assurdi, poco efficaci e, paradossalmente, discriminanti (in negativo). Detto questo, al vuoto normativo (in questo contesto specifico) preferisco la soluzione-tampone (le briciole?). E se fosse arrivata prima, la vita (e la psiche) di molte persone sarebbe migliore.


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