IL PROGETTO NESSUNO ESCLUSO (E UNA RIFLESSIONE SUL RUOLO DEI PARTITI CENTRALIZZATI)

Posted on dicembre 4, 2009. Filed under: Attualità e politica, Cultura, Giustizia, Inchieste, Pace, Politica | Tag:, , , , , , |

A volte l’azione amministrativa riesce a tradurre in pratica il paradigma della multiculturalità con metodo ed intelligenza.
Il Comune di Novellara (RE) con il suo progetto “Nessuno escluso” è sicuramente un buon esempio.
Recentemente, con una associazione a cui appartengo (La magnifica Compagnia della Melanzana, che magari vi descriverò con qualche maggior dettaglio in seguito) abbiamo premiato il sindaco di questa cittadina, Raul Daoli, e questi, per l’occasione, ci ha illustrato il senso della sua esperienza.
Nel suo discorso mi ha colpito, in particolare, la assoluta mancanza di enfasi e la volontà di rifuggire da qualsiasi “ismo” (buonismo, catastrofismo).
Il suo è un progetto saldamente ancorato a solide premesse teoriche e ad una accurata analisi della realtà territoriale (tanto apparentemente inattaccabile per serietà e senso del futuro quanto concretamente ostacolato anche all’interno dell’area di centro sinistra in cui è stato concepito, sic!).
Ho avuto la curiosità di consultare il sito del Comune e di apprezzare il lungo iter in cui il progetto si sviluppa (dai convegni per riflettere sui dati emersi dal territorio alla istituzione del mediatore culturale; dalle collaborazioni con le scuole alle celebrazioni delle festività -dal Capodanno cinese al Ramadan- tipiche delle comunità residenti a Novellara, etc.)
Consiglio quindi una visita sul web, a prescindere da temi e contenuti, si tratta infatti di un qualcosa di “esportabile”,
Questi progetti ed altri analoghi dovrebbero venire “messi in circolo” a cura delle strutture di partito nazionali.
Invece spesso queste iniziative anche l’iscritto al partito le conosce della tv o dal web, mentre riceve continue sollecitazioni per partecipare ad estemporanee manifestazioni di piazza che lasciano solo impronte sulla sabbia (a volte verrebbe da dire fango) della politica.
Se un partito come struttura centralizzata non venisse sistematicamente meno alla sua funzione
a) di canalizzazione dal basso verso l’alto di energie, idee, progettualità,
b) di incubazione di tali input ed elaborazione di output da far ricadere a cascata sul territtorio
probabilmente non si starebbe tanto a ragionare sulla crisi del sistema, sarebbe uno “strumento” molto utile a prescindere dalla sua strutturazione.
Per chiudere tornando sul tema iniziale, riporto un simpatico stralcio tratti da un convegno tenutosi a Novellara nel 2007 dal titolo “Il dialogo fra paura e scoperta dell’altro”:
“Una storia mediorientale racconta di un viandante nel deserto che, all’improvviso, vide in lontananza un mostro orribile e cattivo che, ovviamente, gli fece molta paura.

In breve, il mostro gli si avvicinò e vide che in realtà era un uomo: certo un uomo che incuteva paura, ma pur sempre un uomo.

Dopo poco quell’uomo gli fu vicino e quando poté finalmente guardarlo negli occhi, riconobbe che era sua fratello”
Dalla politica della paura dobbiamo passare a quella della conoscenza, della ragione, della convivenza. A volte la nostra paura e la nostra ignoranza ci fanno vedere dei mostri che non esistono e delle differenze che non hanno rilevanza”

Tommaso

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