C’È QUALCOSA DI MARCIO IN DANIMARCA

Posted on dicembre 16, 2009. Filed under: Ambiente, Attualità e politica, Pace, Politica | Tag:, , , |

Care/i tutte/i,

pubblico un appello per la scarcerazione del mio amico  Luca Tornatore, in carcere per una vicenda assurda.

Luca, astrofisico, residente a Quarto d’Altino, Compagno di Federica e padre di una bambina di 5 anni, ricercatore presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste e attivista della Casa delle Culture, si trova dalla scorsa settimana a Copenhagen per partecipare, con la delegazione italiana (oltre 200 persone) dellaCampagna ‘See You in Copenhagen’, di cui è uno dei portavoce pubblici e riconosciuti, alle iniziative organizzate in occasione della Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 15).

Lunedì sera si è recato nel quartiere di Christiania per intervenire al dibattito organizzato dalla rete “Climate Justice Action” con la partecipazione di Michael Hardt e Naomi Klein, e un migliaio di persone tra il pubblico. Mentre il dibattito era in corso, ad alcune centinaia di metri, un gruppetto di persone vestite di nero ha attaccato, lanciando oggetti ed erigendo una barricata successivamente incendiata, la Polizia danese che stazionava in forze ai margini del quartiere. Questo gruppo, dopo aver colpito, si è dato alla fuga verso l’interno del quartiere, dove nel frattempo il dibattito si era concluso e centinaia di persone si erano fermate nei locali della zona. L’azione ha dato il pretesto alla Polizia danese per effettuare un vero e proprio rastrellamento di massa per le strade e all’interno dei pubblici esercizi di Christiania, procedendo al fermo di circa duecento persone (tra cui alcune decine di italiani) che sono state condotte ammanettate ai Centri detentivi.

Mentre la quasi totalità dei fermati sono stati rilasciati tra la tarda notte e le prime ore del mattino, Luca Tornatore è stato condotto davanti ad un Tribunale con pesanti accuse (lancio di oggetti e resistenza aggravata a pubblico ufficiale), senza alcuna prova, ma basate esclusivamente sul rapporto e le testimonianze della Polizia. Nel tardo pomeriggio, il Tribunale ha convalidato il suo arresto, fissato la prima udienza del processo per il prossimo 12 gennaio e disposto, fino ad allora, la sua detenzione cautelare in carcere.

Luca sta probabilmente pagando il ruolo che, a viso aperto, ha avuto nelle manifestazioni di questi giorni. La sua vicenda, così come gli oltre milleduecento fermi preventivi già compiuti in soli tre giorni dalla Polizia danese, non può che destare grande preoccupazione in merito all’effettiva garanzia della libertà d’espressione e del diritto a manifestare, sanciti dalla Costituzione danese e riconosciuti dalla Carta Europea, a cui la Danimarca così come il nostro Paese aderisce.

Forse è possibile che Luca sia stato scambiato per un altra persona che il giorno degli arresti (lunedì 14/12 sera) stava effettivamente combinando guai in giro per la città.

Potete firmare una petizione a sostegno di Luca qui.

Marco

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3 Risposte to “C’È QUALCOSA DI MARCIO IN DANIMARCA”

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Aderiamo.
Adriana Filip e Maurizio Casetta
http://adrianaemaurizio.wordpress.com
Adriana&Maurizio, pittura poesia mediattivismo

Non oso metter in dubbio che Luca Tornatore sia estraneo ai fatti, mi auguro che possa dimostrarlo nella sede idonea e tornare presto libero.
Non mi stupisce (vedi i fatti di Genova)pensare che la polizia agisca come braccio politico di chi vuole reprimere il dissenso ad ogni costo.
Astraendo però il discorso dal personale, mi permetto di segnalare che in italia essere “condotto davanti ad un Tribunale con pesanti accuse (lancio di oggetti e resistenza aggravata a pubblico ufficiale), senza alcuna prova, ma basate esclusivamente sul rapporto e le testimonianze della Polizia” comporta la convalida dell’arresto.
Il rapporto di polizia, da noi come in quasi tutti gli ordinamenti, costituisce elemento sufficente per adottare misure precautelari e cautelari. Ogni giorno decine, probabilmente centinaia di persone, vengono legittimamente fermate/arrestate su queste basi.
Se ne avessi la possibilità integrerei l’appello indicando elementi concreti (testimonianze, foto) che fanno dubitare circa la legittimità dell’operato delle forze dell’ordine.

Sono d’accordo con Tommaso che la procedura sia tra quelle comunemente accettate. Tuttavia è da sottolineare come nell’udienza di convalida in cui si è seguiti da un avvocato d’Ufficio non è possibile avvalersi di nessuno testimonianza.
Secondo me, comunque, la procedura complessiva lascia interdetti: sono sicuro che i poliziotti che avrebbero visto Luca “lanciare oggetti” o “molotov” si sono sbagliati o hanno mentito, perché
conosco Luca molto bene e posso scommettere una parte del mio corpo a caso che Luca non lo avrebbe mai fatto.
🙂


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