UN BUON NATALE DAL FUTURO

Posted on dicembre 23, 2009. Filed under: Attualità e politica | Tag:, , |

Ricordo come fosse ieri: tutto cominciò con le parole di quel matto con il nome di una maschera della commedia dell’arte: Tartaglia. Che disse, dal carcere dove era recluso per aver tirato una statuetta del Duomo di Milano in faccia al presidente del consiglio in carica: “D’ora in poi voglio vivere senza guardare la televisione”. Il presidente del consiglio, che era diventato ricchissimo, e anche presidente del consiglio, proprio grazie alle sue televisioni, non gli badò molto. Ma qualcuno invece pensò: “Non è proprio matto questo Tartaglia…”, e spense la televisione, avvertendone i benefici già dopo due o tre giorni. All’inizio fu solamente qualcuno, qualche bohemien della sinistra radicale, a seguire l’esempio del “matto”. Poi, sempre più persone decisero di fare a meno della tv. Gli schermi con videoproiettore per vedere dvd costavano sempre meno, su internet si trovava tutto, quasi come oggi, e molti non avevano voglia di comprarsi l’aggeggio per vedere il cosiddetto “digitale terrestre”, una cosa che adesso non sto qui a spiegare cos’è, ma che in quel tempo sembrava la nuova frontiera (com’è ironica la storia! quante idee, quanto lavoro sprecato…). Ben presto, vedendo come i “senza tv” se la spassassero (l’articolo di una dottoranda in psicologia, poi rimasto celebre, ripreso da numerosi giornali, ma boicottato dai telegiornali, dimostrava come queste persone fossero in genere molto più felici delle altre), anche molte persone che si definivano di idee “moderate” cominciarono ad imitarli. A questo punto, quelli che facevano i programmi e quelli che ne traevano beneficio (pubblicitari, soubrette, giornalisti, politici, calciatori, ecc.) dovettero prender atto di questa nuova tendenza e correre ai ripari. Gli autori televisivi s’inventarono dei programmi ancor più violenti, pornografici e di cattivo gusto, che ebbero però l’effetto contrario di allontanare ancora più persone dalla tv. Ormai la sera si vedevano moltissime persone passeggiare per le città, i bar si ripopolavano e tornarono in voga il biliardo e il ping pong. Si discuteva di politica di fronte a un bicchiere di vino, e c’era gusto, perché anche la politica stava migliorando. Allontanati dalla ribalta i più chiassosi e populisti, vincevano i politici che avevano delle idee, anche perché le bugie venivano subito smascherate, dato che gli elettori erano più informati, avevano ripreso gusto alla conversazione e leggevano molti più giornali. Fu infatti, questo primo periodo, chiamato la “primavera della carta stampa”, che ironicamente fino a un paio d’anni prima era stata data per spacciata. I ragazzi si fecero meno timidi, e abbordavano le ragazze nelle biblioteche; e anche i bambini facevano meno i capricci, perché si sfogavano tutto il giorno nei parchetti (anche la domanda di aree verdi crebbe). Gli idoli dei bambini, poi, non erano più solo i calciatori, che del resto guadagnavano molto meno (il Chievo in quegli anni vinse il primo dei suoi scudetti) e non sposavano più le veline, perché anche le veline non esistevano più; c’erano ancora le modelle, ma non erano “top”, bensì in genere studentesse che si erano trovate un lavoretto per pagarsi gli studi.

Oggi tutto questo è ormai dato per scontato, e i giovani non si ricordano più di come è cominciato, né di com’era quando c’era la tv. Quando una signora che conosco ha detto alla nipote che quando era giovane lei si parlava molto del “Grande fratello”, la ragazzina le ha risposto, candidamente, che si, naturalmente aveva letto il romanzo, ma che di Orwell preferiva “Omaggio alla Catalogna”. Beata ignoranza! Ora però è meglio che mi alzi da questa panchina, dove abitualmente passo le mie mattinate a chiacchierare con gli amici, in piazzetta Tartaglia, e mi diriga verso corso Pier Paolo Pasolini, che mi rimangono ancora dei regali da fare. Buon Natale!

Valerio

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Valerio, senz’altro il miglior post di sempre! Buone feste anche a te, e a tutti i Ricostituenti.

Vengo anch’io!


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