A SPESE NOSTRE

Posted on gennaio 10, 2010. Filed under: economia, Giovani | Tag:, , , |

A volte mi capita di essere arrabbiato per la situazione economica attuale, ma non per la mancanza di denaro o di beni, quanto per la mancanza di prospettive, di opportunità che diano senso alla nostra vita. Oggi vorrei prendermela con l’irresponsabilità dei nostri padri:

lo stato italiano per far fronte alle spese necessarie al suo funzionamento e ai servizi per la popolazione spende dei soldi. A volte però ne spende più di quelli che incassa dalle tasse.

Il 31 dicembre del 2008  il debito pubblico italiano era pari a 1.663.650 milioni di euro e il Prodotto Interno Lordo era 1.572.243 milioni di euro. Significa che il debito accumulato dallo stato negli anni era quasi il 106% di ciò che si produce in Italia in un anno. La spesa per interessi per quel debito  supera gli 80 miliardi, ovvero il 5,1% del Prodotto interno lordo.

DebitoPubblicoTrend_ita

Trend del debito pubblico italiano negli ultimi anni

Gli economisti ci spiegano che è più corretto rapportare il debito pubblico al PIL piuttosto che considerarlo come cifra assoluta perché lo spendere poco o molto va valutato in relazione alla ricchezza che si possiede.

Negli anni ’60, ’70 e inizio ’80 la spesa pubblica italiana è stata alta ed è servita ad ampliare il welfare state ma il rapporto tra debito pubblico e PIL non aveva raggiunto le proporzioni di oggi a causa del boom economico prima e dell’alta inflazione dopo.

La politica economica della generazione dei nostri padri, quella degli anni ’80 e ’90, per capirci, non ha voluto affrontare con coscienza il problema della creazione di debito, cosicché l’Italia è riuscita a raggiungere il ragguardevole rapprorto debito/PIl del 124% nel 1994. Durante i due governi guidati da Bettino Craxi (1983 87) il debito del settore pubblico e’ praticamente raddoppiato passando da 456.031 miliardi di lire a 910.542 miliardi con un tasso d’ incremento del 99,6%.

L’adesione all’Unione Monetaria Europea ci ha poi costretto a smettere di fare gli spendaccioni e quindi abbiamo cessato di creare nuovo debito, ma siamo riusciti ad erodere solo parzialmente  il vecchio.

Oggi ci troviamo a dover fare i bravi. L’Unione europea e la coscienza collettiva ci inducono alla responsabilità: non possiamo spendere molto per non indebitare ulteriormente lo stato; dobbiamo diminuire le pensioni previste perché non possiamo abusare dei denari che servono a mantenere in piedi il nostro sistema pensionistico. Il risultato è che noi che abbiamo 20, 30 o 40 anni nel 2010 siamo becchi e bastonati: tanto responsabili da pagare i debiti dei padri quanto da non lasciarne ai figli!

Ma non si può fare una legge che dice che il debito pubblico lo paga solo chi aveva più di 18 anni quando è stato creato? Perché chi è giovane oggi si deve inserire in un’economia che non è in grado di dargli un posto di lavoro decente, non può mettere da parte quattro soldi per la pensione  e si trova governato dal figlio di Craxi? Ma vi sembra modo? Non c’è niente che possiamo fare?

Accetto consigli…

Marco

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