VIVA CRAAAASSSIIII!

Posted on gennaio 21, 2010. Filed under: Attualità e politica, Politica | Tag:, , |

Essendo questo un blog serio, è impossibile che non ci si occupi del tema del momento: la riabilitazione della figura di Bettino Craxi. Io penso di averne titolo, avendo vissuto per intero quegli anni. Quando Craxi è diventato segretario avevo tre anni; quando è andato al governo, dieci; quando gli hanno tirato addosso le monetine al grido di: “Bettino, vuoi pure queste?”, venti. Quando ero piccolo, in spiaggia, al Lido di Volano (FE), un bambino di Bosco Mesola (FE), mio vicino d’ombrellone, mi aveva raccontato che suo padre era socialista. Sembrava una cosa pericolosa, a dirla così, ma io non mi facevo impressionare. Mio padre aveva avuto una breve infatuazione per il PSI di Craxi a fine anni ’70, ma poi aveva votato Democrazia Proletaria (mi ricordo una Tribuna politica dove c’era un prete candidato per DP) e poi stabilmente PCI. Mia madre, invece, aveva sempre votato PCI e sempre odiato Craxi. Diceva che era pericoloso. Io non ci pensavo e seguivo la mia strada, anche se mi inquietava un po’, a vederlo in tv, Pietro Longo, quello del PSDI con la testona e gli occhi sporgenti. Il mio primo vero ricordo diretto di Craxi è nelle satire di Beppe Grillo, quella famosa tirata contro il viaggio di Craxi, e numeroso seguito, in Cina, per la quale fu bandito dalla Rai. E soprattutto Benigni che, inseguito da Pippo Baudo, forse a Fantastico, gridava: “Craaaasssiiii!”. Poi mi ricordo di quando, nel 1991, al referendum sulla preferenza unica, Craxi disse di andare al mare, e io attaccai nella bacheca della scuola una paginona di Cuore con Bobo che, arrampicato su un albero, forse l’albero del “malcostume”, brandiva un’accetta per tagliare un ramo e, incitato dai figli, diceva qualcosa tipo: “E’ solo una ramo, ma è meglio che niente”. Poi venne il ’92, Tangentopoli, la scoperta che eravamo sommersi dai debiti, in settembre l’uscita dal Sistema monetario europeo, la netta sensazione che fossimo un paese alla bancarotta. In Piazza San Babila, a Milano, c’era un grandissimo cartellone pubblicitario di Benetton, fatto da Toscani, con due polsi, uno di un bianco, l’altro di un nero, in giacca, ammanettati insieme. Disegni e Caviglia, su Cuore, disegnavano Craxi nudo, con corona, mantello regale e testicoli lunghissimi, mentre i suoi più stretti collaboratori cadevano sotto i colpi dei magistrati. La scena dell’Hotel Raphael, con le monetine, ogni volta che la rivedo in televisione mi mette i brividi: è un popolo che si solleva!

Che poi questo stesso popolo, un anno dopo, abbia votato in massa Berlusconi, è, forse, un’altra storia.

Valerio

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