UNA STORIA FINITA BENE

Posted on aprile 22, 2010. Filed under: Attualità e politica, Giustizia, Inchieste, Politica | Tag:, , , |

Una donna Senegalese si presenta in Questura munita di regolare passaporto nazionale privo di visto d’ingresso per l’area Schengen ed essendo in stato di gravidanza (regolarmente documentato mediante esibizione di documentazione ospedaliera) chiede il relativo permesso di soggiorno.
La Questura da un lato avvia la pratica amministrativa di rilascio del permesso speciale, dall’altro denuncia la donna per il reato di “ingresso illegale nel Territorio dello Stato”
Il Pubblico Ministero autorizza la presentazione immediata dell’imputata avanti al Giudice di Pace per celebrare il processo penale.
Il giorno del processo la difesa produce documentazione anagrafica attestate l’avvenuta nascita e documentazione medica mediante la quale si certifica che lo stato di gravidanza era anteriore all’entrata in vigore del nuovo reato di clandestinità.
Sulla base di detta documentazione la difesa, oltre a svariate altre considerazioni, evidenzia che nei confronti della donna senegalese il medesimo testo unico (art. 19) prevede l’inespellibilità e, pertanto, che la donna, non potendo essere espulsa, deve considerarsi legittimamente presente in Italia (tertium non datur … Aristotele insegna) e che l’eventuale situazione di illegalità anteriore all’entrata in vigore della legge ha rilevanza solo sotto il profilo amministrativo in base al principio costituzionale di irretroattività della legge penale.
Il Giudice di Pace, con decisione non certamente scontata in assenza di precedenti analoghi, accoglie la mia richiesta di proscioglimento.
Nella stessa giornata sono stati celebrati almeno altri 15 processi per il medesimo reato nei confronti di stranieri tutti irreperibili o contumaci
Gli irregolari sono stati complessivamente condannati dal GdP ad una pena pecuniaria di circa 75.000 euro … somma che, moltiplicata per tutti gli uffici del GdP sparsi sul territorio, potrebbe contribuire a sanare il debito nazionale, peccato che tali somme siano difficilmente recuperabili, che di fronte alla Corte Costituzionale vi siano oltre 50 richieste di illegittimità costituzionale dell’art. 10 bis (in caso di pronuncia di illegittimità tutte le condanne verrebbero azzerate)
Unica certezza non molto confortante per chi abbia a cuore l’ordine pubblico, almeno una decina tra poliziotti e carabinieri, chiamati a testimoniare sulla attività che li aveva portati a denunciare gli immigrati irregolari, sono rimasti per l’intera mattinata confinati in aula senza che, nella gran parte dei casi, vi sia stata alcuna necessità di ascoltarli o comunque per essere esaminati al massimo cinque minuti (il tempo necessario a spiegare al giudice che lo straniero irregolare era appunto irregolare)
Tommaso

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