LA DECRESCITA FELICE

Posted on aprile 18, 2011. Filed under: Ambiente, Attualità e politica, Pace | Tag:, , , |

Qualche giorno fa ho partecipato a Noale (VE), ad una serata in cui gli organizzatori hanno proposto una cena a base di prodotti della terra locali e tradizionali e uno scambio di idee con Maurizio Pallante, presidente dell’associazione “Movimento per la decrescita felice”.

Maurizio Pallante

Maurizio Pallante

Da molto tempo speravo di poter incontrare dal vivo Maurizio e ascoltare le proposte del movimento e non sono rimasto deluso.
Provo brevemente a riportarvi i principali concetti proposti:
1) in questo periodo ed in questo sistema economico si fa confusione tra i concetti di bene e di merce. I beni sono cose che servono per soddisfare un nostro bisogno e possono avere o non avere un valore economico scambiabile nel mercato. Le merci sono cose che si possono scambiare nel mercato e sono quindi misurabili con il denaro. Non tutte le cose che soddisfano un nostro bisogno si acquistano nel mercato: ad esempio posso mangiare lo yogurt fatto in casa o il cibo del mio orto e non ho pagato per quel bene. Non tutte le merci che acquistiamo nel mercato soddisfano un nostro bisogno: ad esempio se vivo in una casa che ha una alta dispersione di calore acquisto petrolio o gas per scaldare me ed invece una gran parte del calore non scalda me ma l’aria fuori della mia casa.

2) Per misurare la nostra ricchezza ci viene abitualmente proposto l’indice del PIL che serve a misurare il valore monetario delle merci e dei servizi prodotti in un determinato contesto in un determinato periodo di tempo. Purtroppo esso misura il valore delle merci anche quando queste non soddisfano nostri bisogni e non considera la ricchezza di cui godiamo quando sono soddisfatti i nostri bisogni in maniera non mercantile. Questo modo di misurare la ricchezza risulta paradossale in alcuni casi e vi riporto due esempi: se un anno molte persone stanno male  sarà necessario acquistare molti farmaci e quindi il PIL crescerà più che se stessimo bene; se per andare al lavoro incontro molto traffico impiegherò più tempo e più benzina e quindi saranno vendute più merci di quanto non avverrebbe se le strade fossero sgombre.

3) Si è soliti attribuire alla parola “crescita” un significato positivo e i nostri politici ed economisti di varie estrazioni ritengono che la crescita debba essere perseguita per poter ottenere la ricchezza necessaria al mantenimento di diritti e welfare. Se però la crescita è misurata con il PIL, allora si ritiene desiderabile che ci sia più traffico nelle strade e che ci si ammali di più.

4) I sostenitori della decrescita considerano invece che sia necessario mettere in atto tutte le azioni che siano volte a evitare i comportamenti che creano valore monetario senza soddisafcimento di bisogni, come ad esempio spendere per acquistare gasolio per scaldare indirettamente l’ambiente circostante alla mia casa. Su questo tema Maurizio Pallante ha ricordato che la maggior parte delle nostre case trattiene 7 unità di calore prodotto a fronte di 20 unità di energia/calore immesso e che invece ci sono modalità di costruire case molto più efficienti. Questo però farebbe diminuire la crescita ed anzi produrrebbe decrescita del PIL.

5) Che cosa si può fare per diffondere i comportamenti virtuosi? Tre le parole d’ordine: tecnologia, stili di vita e politica. Bisogna utilizzare tecnologie che ottimizzino l’uso delle risorse e consentano di evitare gli sprechi (ad esempio automobili più efficienti), bisogna utilizzare stili di vita improntati al risparmio e alla sobrietà (ad esempio utilizzare i mezzi pubblici) e bisogna fare pressioni sui nostri politici perché sia le leggi che le politiche tengano conto delle ragioni della decresita (ad esempio ristrutturare le case esistenti piuttosto che costruirne di nuove).

6) Perché felice? Secondo Pallante se ci concentriamo sul soddisfacimento dei nostri bisogni e non ci facciamo rapire dalle sirene della pubblicità riusciremo ad indirizzare meglio le nostre risorse personali e monetarie verso il nostro bene e meno verso chi ci vuol vendere qualcosa.

Ecco, questo è il riassunto di quella serata. Se volete saperne di più potete acquistare il libro La decrescita felice – la qualità della vita non dipende dal PIL di Maurizio Pallante, edizioni per la decrescita felice, 2011. Il sito del movimento è questo: http://decrescitafelice.it/.

Su questo blog ho scritto in passato sugli indici di misurazione della ricchezza e dello sviluppo: chi è interessato può leggere anche questo post.

Marco

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