Attualità e politica

ESISTE UN RISPARMIO GIUSTO?

Posted on febbraio 17, 2013. Filed under: Attualità e politica, economia, etica | Tag:, , , |

Il 31 gennaio scorso, a Salzano (VE), ho partecipato ad un incontro organizzato dal Movimento per la Decrescita Felice di Venezia dal titolo ESISTE UN RISPARMIO “GIUSTO”?

Il problema mi pareva serio per due motivi:

  1. il primo non è nuovo e riguarda l’utilizzo etico del risparmio: è giusto che con i miei soldi vengano finanziate attività che io reputo sbagliate? Come posso evitarlo visto che non mi viene data l’informazione di chi fa cosa col mio denaro?
  2. il secondo credo sia più recente: una volta poteva interessare solo a noi anime belle che il nostro denaro non fosse usato per armi o attività inquinanti. Alla maggior parte delle persone interessava solo avere un ritorno in termini di denaro: l’interesse. Da alcuni anni, però, questo interesse è molto diminuito e, a volte, non basta nemmeno a pagare le commissioni della banca. Inoltre aumenta la percezione che l’uso speculativo dei nostri risparmi sia stato causa della crisi economica che da 4 anni ci attanaglia.

Renato Mazzone di MAG Venezia ci ha commentato questa storia che illustra cosa può capitare se il denaro si slega dalla realtà: si può vivere di credito, quindi al di sopra delle proprie possibilità, magari senza rendersene pienamente conto, se non quando è ormai troppo tardi. I risultati sono disastrosi per l’economia reale e per la vita delle persone.

Giancarlo Cioli, dell’associazione che sta promuovendo in Italia una banca di tipo JAK, ci ha raccontato alcune cose interessanti sugli interessi. La più interessante è questa: se devo comprare la casa mi posso fare prestare i soldi da una banca e firmo un contratto di mutuo nel quale c’è scritto che devo ridare indietro i soldi che ho ricevuto in prestito più gli interessi. Alla fine di un certo periodo pago tutto. Se il periodo è lungo pago più interessi che capitale, in modo che finanzio la banca e chi le ha prestato i soldi senza.

Questo lo sapevamo.

Ma anche se io non ho bisogno di un mutuo e non mi compro la macchina né niente altro a rate, pago molti interessi. Come? Comprando beni per di soggetti che hanno avuto bisogno di andare a prestito, ovvero tutti. Se compro una scatola di tonno al supermercato è verosimile che il supermercato, il distributore all’ingrosso del tonno, l’inscatolatore, la ditta che ha pescato il tonno abbiano avuto bisogno di prestiti nella loro vita economica e che abbiano inserito nel costo del tonno anche quello dei loro interessi.

Alla fine della mia vita io, normale cittadino-consumatore, avrò pagato più interessi di quelli che avrò avuto dal sistema bancario. E questo vale per l’80% dei cittadini occidentali. Il 10% ne riceve tanti quanti ne paga e il 10% si prende tutti gli interessi pagati dall’80%.

Chi sono i fortunati che fanno parte di quest’ultimo 10%? I super ricchi. Anche loro pagano interessi in ogni cosa che comprano, ma siccome hanno una montagna di soldi da parte, su questi guadagnano anche una montagnetta di interessi.

L’interesse è quindi un modo sistematico e spietato attraverso cui i poveri finanziano i ricchi.

Se ne può fare a meno? Be’, la banca JAK, che ancora non esiste in Italia ma che invito tutti a sostenere, riceve denaro e lo presta senza interessi, attraverso il sistema dei punti risparmio. Se tieni in banca 100 euro per un mese  guadagni 100 punti che ti consentono di avere in prestito 100 euro per un mese. Puoi tenere i soldi lì per 10 anni e poi, quando avrai una spesa grossa li potrai avere a prestito. Oppure il pensionato con poche spese può mettere a disposizione del nipote che deve comprarsi la casa i suoi punti risparmio. O, meglio di tutto, si possono mettere i propri punti accumulati a disposizione di tutta la collettività. D’altronde, se tutte le attività economiche del mio paese vengono finanziate senza interessi io stesso ci guadagno perché i prezzi dei beni saranno più bassi e perché non avrò sostenuto il sistema di finanziamento occulto ai ricchi di cui ho scritto sopra.

Infine ricordo che MAG Venezia e JAK sono poi attente a finanziare solo soggetti e attività che rispecchiano determinati criteri che le rendono socialmente accettabili.

Potete sapere di più su MAG Venezia qui e su JAK Italia qui. La banca svedese JAK è stata oggetto di un interessante puntata di report che è possibile vedere qui.

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CONFERENZA DECRESCITA – L’ESPERIENZA DI UN VOLONTARIO

Posted on settembre 28, 2012. Filed under: Ambiente, Pace, Politica, Uncategorized | Tag:, |

Accidenti che fatica! Tra il 19 e il 23 settembre ho dato una mano come volontario alla terza conferenza internazionale sulla decrescita che si è svolta a Venezia, presso la sede dell’ex cotonificio dello IUAV

Dico subito che la conferenza è stata un successo: circa 700 partecipanti da una cinquantina di paesi del mondo hanno discusso sia in piccoli gruppi (workshop), sia in sedute plenarie, di molti argomenti collegati al tema della decrescita.

Grazie all’aiuto di traduttori e facilitatori, persone di differenti culture ed esperienze hanno potuto dibattere e costruire assieme progetti per portare avanti l’idea che il nostro stare assieme come persone e popoli del mondo non può basarsi sulla crescita economica e la massimizzazione del profitto, ma che sia necessario mettere al centro delle nostre vite i diritti delle persone, la difesa dell’ecosistema, la partecipazione alla costruzione della società attraverso il lavoro.

Purtroppo, non ho potuto seguire molto i lavori perché, in quanto volontario, avevo anche io le mie mansioni, eh!

Giovedì 20 mi sono occupato di una rassegna cinematografica: prima abbiamo visto un bel documentario sul cotone indiano e su come le sementi geneticamente modificate stiano impoverendo i contadini ed il terreno, poi altri documentari sull’estrazione di petrolio in sudamerica, sulle società matriarcali, sulla scienza non come osservazione ma come partecipazione al tutto che è la terra e altro.

Il tempo è stato Image0552amico e i momenti del pranzo che si svolgeva all’aperto erano proprio un bel colpo d’occhio.

Molti volontari si dovevano occupare dell’accoglienza dei partecipanti e di dar loro le informazioni necessarie e sono stati arruolati anche una decina di giovani che svolgevano il servizio civile internazionale, così avevamo proprio un bel desk multiculturale 😉

Io mi sono occupato di vendere, pardon, di regalare a fronte di offerta, le magliette della conferenza e della gestione dei rifiuti. Su questo fronte vorrei raccontarvi che ai partecipanti era stato chiesto di portarsi piatti, posate e bicchiere da casa, ma che solo una piccola parte di loro lo ha fatto. Tuttavia il fatto che si distribuisse acqua in caraffa e vino dai cartoni, oltre che piatti, posate e bicchieri lavabili in lavastoviglie, ha consentito che si producessero pochi rifiuti. Rigorosamente differenziati. Alla fine tra tutta la carta usata nelle varie attività di 5 giorni e i pasti di 3 giorni (600 persone alla volta) abbiamo raccolto meno di una decina di bidoni della spazzatura, che non è spazzatura ma materiali che si ricicleranno.

E’ stato anche bello essere fianco a fianco con i big della decrescita Serge Latouche col suo bastone, Alex Zanotelli forte più che mai, Luca Mercalli che sembrava un piccoletto fuori moda. Rob Hopkins, mi dicono che sia gentilissimo, il prof. Tamino si è portato il bicchiere da casa, ho fatto da interprete alla regista Helena Norberg-Hodge e ho rivisto Maurizio Pallante.

Inoltre era possiVolontariRifiutibile ospitare alcuni partecipanti alla conferenza, per favorire la creazione di relazioni (sempre non commerciali) tra noi “locali” e coloro che venivano da fuori. La mia famiglia ne ha ospitati tre: Antonio, operaio in cassa integrazione dello stabilimento FIAT di Pomigliano e dirigente sindacale ci ha raccontato del dramma della perdita del lavoro con tre figli a carico; Marco, ricercatore all’Università di Milano, assieme alle spezie dall’Uzbekistan, ci ha portato le sue tesi su decrescita e partecipazione dei cittadini; Agelos giovane greco inquieto e generoso ci ha detto che era qui perché la sua felicità non era completa se non la poteva diffondere a tutti (!!!).

Ovviamente tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione di mia moglie che ha tenuto il nostro bambino in questi giorni e ha garantito che agli ospiti non mancasse niente a casa.

Per concludere direi che la cosa più importante di questo evento è stata la possibilità di creare relazioni tra persone e tra movimenti. L’auspicio è quindi che queste relazioni permangano e si rafforzino in modo da rendere sempre più efficace la promozione di un mondo più giusto.

Marco

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Addio a Elinor Ostrom

Posted on giugno 15, 2012. Filed under: Attualità e politica, economia, Ricerca | Tag: |

Scopro oggi, con un ritardo di tre giorni, che il 12 giugno 2012 è morta Elinor Ostrom, prima donna a vincere il Premio Nobel per l’Economia. L’ho scoperto grazie alla newsletter di un bellissimo sito, ingenere.it che colgo l’occasione di segnalarvi per la lucidità e qualità degli approfondimenti sulle questioni di genere (ma non solo).

Elinor Ostrom è morta a 78 anni, aveva avuto una bella carriera in un tempo in cui alla donne molte strade professionali erano sconsigliate e aveva vinto uno dei premi più prestigiosi al mondo per il suo lavoro sui commons nel 2009. Sarà perchè i miei interessi di ricerca sono simili ai suoi e ammiro il suo lavoro anche per la sua chiarezza espositiva e per quanto ha fatto per sviluppare e diffondere metodi per la ricerca sul campo e in laboratorio, ma è una notizia che mi ha intristito.

Con il suo lavoro ha sviluppato un nuovo metodo di lavoro legato alla gestione dei commons, quei beni comuni che non possono essere utilizzati da tutti contemporaneamente e indefinitamente, come le foreste, gli animali, l’acqua pulita. Ha messo al centro della sua analisi l’idea che diverse situazioni richiedano diversi sistemi di gestione, che la fiducia e la capacità di comunicare possano aiutare a trovar meccanismi ottimi di gestione in grado di preservare le risorse nel tempo, senza bisogno di un intervento statale o centralizzato. In un certo senso ha messo un uomo economico più realistico all’interno del suo modo di vedere il mondo.

Riassumere la sua carriera è un compito impossibile per questo post e per me, ma credo che il suo lavoro sia particolarmente rilevante in questo periodo storico, in cui si cercano nuovi modi di gestire le risorse (poche o tante che siano) e di valutare ricchezza, povertà, uso eccessivo, uso giusto. I suoi studi comparati sul campo hanno mostrato come esistano casi di felice “auto gestione” delle risorse, il che mi fa pensare alla necessità di ricostruire la fiducia tra le persone come via importante per costruire nuovi modelli di sviluppo, pensati e realizzati insieme.

Voorei concludere citando una frase tratta dalla sua autobiografia sul sito dei Nobel: ” I learned not to take initial rejections as being permanent obstacles to moving ahead.”

Come donna, come wannabe economista e come ammiratrice, grazie del suo lavoro Professoressa Ostrom.

-Caterina

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SUICIDI DI LAVORO

Posted on maggio 13, 2012. Filed under: Attualità e politica, economia, lavoro |

Nelle ultime settimane è stato posto in risalto nei mass media il fenomeno dei lavoratori e degli imprenditori che si sono tolti la vita a causa della perdita del lavoro e dei debiti. Uccisi dalla crisi, si dice. Non entro nel merito delle motivazioni personali di ciascuno, ma vorrei invece tentare un approfondimento sul contesto che favorisce o quantomeno consente questi suicidi.

Mi sembra che due elementi che caratterizzano la nostra società abbiano come risvolto l’attaccamento al lavoro che può risultare fatale: il ruolo e il denaro.

Il primo elemento riguarda il ruolo dei maschi nella società patriarcale. Da una breve ricerca in internet non sono riuscito a trovare donne che si siano suicidate per motivi di lavoro nell’ultimo anno, mentre sembra siano stati una settantina gli imprenditori (e lavoratori) maschi suicidi. Addirittura le vedove hanno svolto una manifestazione di ricordo e protesta a Bologna il mese scorso. I ruoli che i maschi hanno dovuto (e voluto) vestire per secoli comprendono il recupero dal mondo esterno delle risorse necessarie a sé e alla propria famiglia per sopravvivere. Esiste una divisione dei compiti per cui l’uomo segue la vita fuori della casa e la donna dentro: e l’uomo si occupa più del “fuori di sé”, la donna del “dentro di sé”. La perdita del ruolo equivale ad una perdita di identità che l’uomo è tanto meno abituato a gestire in quanto la sua “specializzazione” è gestire conflitti all’esterno di sé e non interni come quelli di identità.

Oggi tali ruoli e i conseguenti stereotipi sono in buona misura superati ma non per tutti e non per tutti nella stessa misura. Coloro che non hanno fatto un lavoro di analisi cercando di riposizionarsi nel post-patriarcato sono più soggetti a elementi che lo mettono in discussione.

Il secondo elemento di riflessione è dato dalla constatazione che nella nostra società è necessario non tanto fare delle attività, quanto fare delle attività retribuite con denaro. Chi lavora ma non riceve un salario (come ad esempio una persona che accudisce i genitori anziani gratuitamente, per amore) non è socialmente considerato. Anche io per definirmi ho bisogno di dire quale lavoro retribuito faccio: trovo difficile dire “faccio il papà” oppure “faccio il volontario in ambito ambientale”.

Ritengo verosimile pensare che le persone che hanno deciso di togliersi la vita, oltre alle principali motivazioni di ordine prettamente economico (non ho i soldi sufficienti a pagare l’affitto e a mangiare) abbiamo anche pensato che non potevano farcela perché non avevano un lavoro retribuito, l’unico che ti assegna il ruolo con cui ti presenti in società.

Eppure, raramente da noi ma più frequentemente in altre società, si può ottenere di che vivere anche senza scambi monetari. Credo che questo sia un elemento critico su cui riflettere: la nostra dipendenza dal denaro anche quando non ne abbiamo bisogno perché confondiamo la soddisfazione dei nostri bisogni con l’acquisto di merci che ci dicono essere indispensabili per noi.

La difficoltà a gestire il proprio ruolo in assenza di un lavoro e la definizione di lavoro come quello che si vende e si compra nel mercato sono, a mio modo di vedere, concause dell’ansia e della disperazione di molti.

Marco

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MAFIE E CORRUZIONE A NORDEST–SERATA PER PLACIDO RIZZOTTO

Posted on marzo 31, 2012. Filed under: Attualità e politica, etica, Politica | Tag:, , , , |

Ieri ho partecipato ad un incontro organizzato dall’Associazione Libera – nomi e numeri contro le mafie a Mirano (VE), sul tema della penetrazione della criminalità organizzata e della corruzione nel Nord Est d’Italia.

Walter Mescalchin, di Libera Veneto ha riportato dati che dimostrano l’aumento della presenza delle mafie nella nostra regione e ha spiegato che per libera la legalità è un mezzo importantissimo, seppure solo un mezzo, per perseguire la giustizia sociale.

Sebastiano Canetta, collaboratore del Manifesto, giornale che ha collaborato all’iniziativa, ha ricordato che informazioni sulle attività mafiose sono disponibili nei siti istituzionali ed in particolare invita a leggere le relazioni semestrali che la Direzione Investigativa Antimafia redige e che sono disponibili nel sito del Ministero dell’Interno.

Relatori convegno Placido RizzottoCanetta e Mescalchin hanno inoltre rilevato come i casi di corruzione sembrano in grande aumento negli ultimi anni.

Gianni Belloni, coordinatore dell’Osservatorio Ambiente e Legalità del comune di Venezia e di Legambiente, ha fatto il ragionamento più interessante: in passato si credeva che il fenomeno mafioso fosse fortemente legato a specifiche caratteristiche culturali di determinati territori e che quindi non avrebbe potuto espandersi e svilupparsi in altre aree del paese. Negli ultimi 20 anni invece lo sviluppo delle attività mafiose è stato dirompente, in particolare nel Nord Italia. Non si tratta quindi di avere attenzione solo per la struttura delle organizzazioni mafiose, ma di comprendere come esse si rapportano con il contesto che trovano nei vari territori in Italia e nel mondo. La Mafia è oggi composta da sistemi di relazioni tra cosche tradizionali, affiliazioni, corruzione, zona grigia, tessuto imprenditoriale, politica. In questi sistemi prevale spesso la convenienza di tutti gli attori coinvolti piuttosto che la coercizione con la violenza.

Massimo Carlotto, infine, uno dei miei autori preferiti, ha ricordato che 15 anni fa studi delle Nazioni Unite indicavano che i soldi a disposizione delle organizzazioni mafiose erano tanti, tantissimi (centomila miliardi di dollari? Con tutti quegli zeri è facile sbagliare) e che per investirli, cioè riciclarli, era necessario individuare i territori e le economie più recettive e convenienti. Il Nordest è stato uno di questi territori: qui il tessuto imprenditoriale era pronto a fare affari con la mafia e ad ottenerne i capitali. Secondo Carlotto le nostre piccole imprese non hanno mai avuto il sentimento che lo stato e la legge fossero amici e non vedevano l’ora di essere contattati e “corrotti” dalle mafie.

Carlotto, ricordando che lo sviluppo di attività con fondi criminali avviene solo quando sono disponibili e partecipi gli ambienti dell’impresa, della politica e della finanza, invita a liberarci prima possibile della classe dirigente veneta di questi tre ambiti. E invita a diffidare delle grandi opere che sono il modo più conveniente per riciclare il denaro delle organizzazioni mafiose.

Uscendo, ho preso, a fronte di una giusta offerta, il vino rosso Placido Rizzotto e il libro “Nordest” di Carlotto e Videtta. In omaggio ho avuto i biscotti fatti da Anna e Gianni Sorriso

Marco

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TERRA DA CONDIVIDERE

Posted on febbraio 3, 2012. Filed under: Ambiente, Attualità e politica | Tag:, , , , , , , |

Mi sembra che oggi ci siano troppi soldi. E lo dico a costo di attirarmi le ire di chi è senza lavoro e fa fatica ad arrivare a fine mese. Ci sono troppi soldi mal distribuiti. La finanza internazionale non sa cosa farne e allora li usa per acquistare e vendere niente: soldi che comprano e vendono soldi. L’acquisto dei beni di lusso non conosce recessione. E se quei denari tornassero a soddisfare i bisogni del popolo? Se si usassero per acquistare beni e servizi di cui le famiglie hanno bisogno? Se chi ha 1.000 o un milione di euro da parte non decidesse di investirli sulla base del rendimento ma dell’utilità per tutti e della sicurezza dell’investimento?

Secondo me sarebbe un miglioramento.

IMG_5884Mi sembra che nel sistema commerciale attuale non siamo assolutamente in contatto con i produttori di ciò che mangiamo, né con i luoghi in cui verdure, frutta, carni e pesci crescono, né conosciamo i procedimenti di trattamento, conservazione, trasporto, imballaggio ecc. Insomma dobbiamo fidarci e spesso paghiamo qualcuno per verificare che tutto sia OK: le società di certificazione della qualità, del biologico, le ispezioni delle ASL, i NAS, le catene di supermercati. E se invece conoscessimo i produttori e potessimo visitare i campi, la terra, le stagioni, gli animali? E se potessimo scegliere tra varietà di cereali rispettose delle necessità della terra e buone per l’uomo?

Secondo me sarebbe un miglioramento.

Mi sembra che partecipiamo troppo poco alla gestione del nostro territorio. E del mondo intero. Se vicino casa mia si decide di costruire l’area direzionale più grande d’Italia o si decide di preservare il panorama tradizionale e la biodiversità, questo viene fatto senza la mia opinione e il mio consenso. E se invece agissi in prima persona per decidere la destinazione d’uso del terreno circostante? Se sfruttassi l’occasione per creare delle relazioni nella mia comunità?

Secondo me, ancora, sarebbe un miglioramento.

Mi sembra, tra l’altro, che la capacità della terra di rigenerarsi e rigenerare ciò che serve a noi stia diminuendo a causa dei troppi prelievi che facciamo da essa. L’eccessiva cementificazione crea zone impermeabili che non le consentono di proseguire con il ciclo naturale dell’acqua o, più in generale con i cicli della vita. Tuttavia acquistare della terra per costruirci sopra una casa o una fabbrica è più redditizio che acquistarla per tenerci un bosco o coltivarla. E se decidessimo comunque che l’investimento in terra è un gioco che vale la candela?

Anche questo sarebbe un miglioramento.

Tutto questo (e altro ancora!) per dirvi che dovremmo spendere una parte dei nostri risparmi per comprarci la terra ancora “libera” attorno ai nostri paesi e alle nostre città. Potremmo salvarla dalla speculazione edilizia, potremmo scegliere quali verdure, ortaggi, alberi coltivarci; potremmo tenerne parte a bosco, potremmo portarci i nostri figli e ricordare loro che esistono le stagioni. Potremmo allevare animali che facciano una vita, prima di morire. Alla fine potremmo cibarci dei frutti della terra ottenuti senza spremerla tanto da avere necessità di riempirla con prodotti chimici.

E questo è senz’altro un miglioramento.

Marco

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LA DECRESCITA FELICE

Posted on aprile 18, 2011. Filed under: Ambiente, Attualità e politica, Pace | Tag:, , , |

Qualche giorno fa ho partecipato a Noale (VE), ad una serata in cui gli organizzatori hanno proposto una cena a base di prodotti della terra locali e tradizionali e uno scambio di idee con Maurizio Pallante, presidente dell’associazione “Movimento per la decrescita felice”.

Maurizio Pallante

Maurizio Pallante

Da molto tempo speravo di poter incontrare dal vivo Maurizio e ascoltare le proposte del movimento e non sono rimasto deluso.
Provo brevemente a riportarvi i principali concetti proposti:
1) in questo periodo ed in questo sistema economico si fa confusione tra i concetti di bene e di merce. I beni sono cose che servono per soddisfare un nostro bisogno e possono avere o non avere un valore economico scambiabile nel mercato. Le merci sono cose che si possono scambiare nel mercato e sono quindi misurabili con il denaro. Non tutte le cose che soddisfano un nostro bisogno si acquistano nel mercato: ad esempio posso mangiare lo yogurt fatto in casa o il cibo del mio orto e non ho pagato per quel bene. Non tutte le merci che acquistiamo nel mercato soddisfano un nostro bisogno: ad esempio se vivo in una casa che ha una alta dispersione di calore acquisto petrolio o gas per scaldare me ed invece una gran parte del calore non scalda me ma l’aria fuori della mia casa.

2) Per misurare la nostra ricchezza ci viene abitualmente proposto l’indice del PIL che serve a misurare il valore monetario delle merci e dei servizi prodotti in un determinato contesto in un determinato periodo di tempo. Purtroppo esso misura il valore delle merci anche quando queste non soddisfano nostri bisogni e non considera la ricchezza di cui godiamo quando sono soddisfatti i nostri bisogni in maniera non mercantile. Questo modo di misurare la ricchezza risulta paradossale in alcuni casi e vi riporto due esempi: se un anno molte persone stanno male  sarà necessario acquistare molti farmaci e quindi il PIL crescerà più che se stessimo bene; se per andare al lavoro incontro molto traffico impiegherò più tempo e più benzina e quindi saranno vendute più merci di quanto non avverrebbe se le strade fossero sgombre.

3) Si è soliti attribuire alla parola “crescita” un significato positivo e i nostri politici ed economisti di varie estrazioni ritengono che la crescita debba essere perseguita per poter ottenere la ricchezza necessaria al mantenimento di diritti e welfare. Se però la crescita è misurata con il PIL, allora si ritiene desiderabile che ci sia più traffico nelle strade e che ci si ammali di più.

4) I sostenitori della decrescita considerano invece che sia necessario mettere in atto tutte le azioni che siano volte a evitare i comportamenti che creano valore monetario senza soddisafcimento di bisogni, come ad esempio spendere per acquistare gasolio per scaldare indirettamente l’ambiente circostante alla mia casa. Su questo tema Maurizio Pallante ha ricordato che la maggior parte delle nostre case trattiene 7 unità di calore prodotto a fronte di 20 unità di energia/calore immesso e che invece ci sono modalità di costruire case molto più efficienti. Questo però farebbe diminuire la crescita ed anzi produrrebbe decrescita del PIL.

5) Che cosa si può fare per diffondere i comportamenti virtuosi? Tre le parole d’ordine: tecnologia, stili di vita e politica. Bisogna utilizzare tecnologie che ottimizzino l’uso delle risorse e consentano di evitare gli sprechi (ad esempio automobili più efficienti), bisogna utilizzare stili di vita improntati al risparmio e alla sobrietà (ad esempio utilizzare i mezzi pubblici) e bisogna fare pressioni sui nostri politici perché sia le leggi che le politiche tengano conto delle ragioni della decresita (ad esempio ristrutturare le case esistenti piuttosto che costruirne di nuove).

6) Perché felice? Secondo Pallante se ci concentriamo sul soddisfacimento dei nostri bisogni e non ci facciamo rapire dalle sirene della pubblicità riusciremo ad indirizzare meglio le nostre risorse personali e monetarie verso il nostro bene e meno verso chi ci vuol vendere qualcosa.

Ecco, questo è il riassunto di quella serata. Se volete saperne di più potete acquistare il libro La decrescita felice – la qualità della vita non dipende dal PIL di Maurizio Pallante, edizioni per la decrescita felice, 2011. Il sito del movimento è questo: http://decrescitafelice.it/.

Su questo blog ho scritto in passato sugli indici di misurazione della ricchezza e dello sviluppo: chi è interessato può leggere anche questo post.

Marco

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REFERENDUM 2011 – I QUESITI

Posted on aprile 7, 2011. Filed under: Attualità e politica, Politica, referendum | Tag:, , , , , , , , , |

Il 12 e 13 giugno prossimi gli italiani potranno votare ai referendum su legittimo impedimento, nucleare e acqua pubblica.

Vediamo i quesiti:

Legittimo impedimento:

Volete che sia abrogata la parte della legge 51 del 7 aprile 2010 che prevede che il Presidente del Consiglio e i Ministri possano sottrarsi a eventuali processi che li riguardino perché sono impegnati nelle loro funzioni istituzionali?

Nucleare

Volete abrogare le tante parti

  • del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133
  • e del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, “Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche’ misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’art. 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99

che prevedono che si avvii il processo per la costruzione di centrali nucleari in Italia?

Acqua pubblica 1

Volete che sia abrogato dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica che stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.

Acqua pubblica 2
Volete che sia abrogato l’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.  Si chiede di abrogare la parte della norma che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

Marco

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Il testo dei quesiti

Legittimo impedimento

“Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonchè l’articolo 2 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?”.

Nucleare

«Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: “d) realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare;”; nonche’ la legge 23 luglio 2009, n. 99, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonche’ in materia di energia”, limitatamente alle seguenti parti:

art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”;

art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “Con i medesimi
decreti sono altresi’ stabiliti le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attivita’ di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui al primo periodo.”;

art. 25, comma 2, lettera c), limitatamente alle parole: “, con oneri a carico delle imprese coinvolte nella costruzione o nell’esercizio degli impianti e delle strutture, alle quali e’ fatto divieto di trasferire tali oneri a carico degli utenti finali”;

art. 25, comma 2, lettera d), limitatamente alle parole: “che i titolari di autorizzazioni di attivita’ devono adottare”;

art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alle parole: “la costruzione e l’esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per”;

art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alla particella “per” che segue le parole “dei rifiuti radioattivi o”;

art. 25, comma 2, lettera i): “i) previsione che le approvazioni relative ai requisiti e alle specifiche tecniche degli impianti nucleari, gia’ concesse negli ultimi dieci anni dalle Autorita’ competenti di Paesi membri dell’Agenzia per l’energia nucleare dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (AENOCSE) o dalle autorita’ competenti di Paesi con i quali siano definiti accordi bilaterali di cooperazione tecnologica e industriale nel settore nucleare, siano considerate valide in Italia, previa approvazione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare;”;

art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “gli oneri relativi ai”;

art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “a titolo oneroso a carico degli esercenti le attivita’ nucleari e possano essere”;

art. 25, comma 2, lettera n): “n) previsione delle modalita’ attraverso le quali i produttori di energia elettrica nucleare dovranno provvedere alla costituzione di un fondo per il «decommissioning»;”;

art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alla virgola che segue le parole “per le popolazioni”;

art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idonee per l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”;

art. 25, comma 2, lettera q): “q) previsione, nell’ambito delle risorse di bilancio disponibili allo scopo, di una opportuna campagna di informazione alla popolazione italiana sull’energia nucleare, con particolare riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicita’.”;

art. 25, comma 3: “Nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa che comunque riguardino le procedure di progettazione, approvazione e realizzazione delle opere, infrastrutture e insediamenti produttivi concernenti il settore dell’energia nucleare e relative attivita’ di espropriazione, occupazione e asservimento si applicano le disposizioni di cui all’art. 246 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.”;

art. 25, comma 4: “4. Al comma 4 dell’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, dopo le parole: «fonti energetiche rinnovabili» sono inserite le seguenti: «, energia nucleare prodotta
sul territorio nazionale».”;

art. 26;

art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “gli impieghi pacifici dell’energia nucleare,”;

art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “sia da impianti di produzione di elettricita’ sia”;

art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “costruzione, l’esercizio e la”;

art. 29, comma 4, limitatamente alle parole: “nell’ambito di priorita’ e indirizzi di politica energetica nazionale e”;

art. 29, comma 5, lettera c), limitatamente alle parole: “sugli impianti nucleari nazionali e loro infrastrutture,”;

art. 29, comma 5, lettera e), limitatamente alle parole: “del progetto, della costruzione e dell’esercizio degli impianti nucleari, nonche’ delle infrastrutture pertinenziali,”;

art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “, diffidare i titolari delle autorizzazioni”;

art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “da parte dei medesimi soggetti”;

art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “di cui alle autorizzazioni”;

art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alla parola: “medesime”;

art. 29, comma 5, lettera h): “h) l’Agenzia informa il pubblico con trasparenza circa gli effetti sulla popolazione e sull’ambiente delle radiazioni ionizzanti dovuti alle operazioni degli impianti nucleari ed all’utilizzo delle tecnologie nucleari, sia in situazioni ordinarie che straordinarie;”;

art. 29, comma 5, lettera i), limitatamente alle parole: “all’esercizio o”;

art. 41, comma 1, limitatamente alle parole: “la produzione di energia elettrica da fonte nucleare,”;

nonche’ il decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante “Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche’ misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’art. 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99″, limitatamente alle seguenti parti:

il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel
territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”;

il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “e campagne informative al pubblico”;

art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: “della disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di
produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”;

art. 1, comma 1, lettera a): “a) le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi degli operatori per lo svolgimento nel
territorio nazionale delle attivita’ di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui all’art. 2, comma 1, lettera e), nonche’ per l’esercizio delle strutture per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi ubicate nello stesso sito dei suddetti impianti e ad essi direttamente connesse;”;

art. 1, comma 1, lettera b): “b) il Fondo per la disattivazione degli impianti nucleari;”;

art. 1, comma 1, lettera c): “c) le misure compensative relative alle attivita’ di costruzione e di esercizio degli impianti di cui alla lettera a), da corrispondere in favore delle persone residenti, delle imprese operanti nel territorio circostante il sito e degli enti locali interessati;”;

art. 1, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “e future”; art. 1, comma 1, lettera g): “g) un programma per la definizione e la realizzazione di una «Campagna di informazione nazionale in materia di produzione di energia elettrica da fonte nucleare»;”;

art. 1, comma 1, lettera h): “h) le sanzioni irrogabili in caso

di violazione delle norme prescrittive di cui al presente decreto.”;

art. 2, comma 1, lettera b): “b) «area idonea» e’ la porzione di territorio nazionale rispondente alle caratteristiche ambientali e tecniche ed ai relativi parametri di riferimento che qualificano l’idoneita’ all’insediamento di impianti nucleari;”;

art. 2, comma 1, lettera c): “c) «sito» e’ la porzione dell’area idonea che viene certificata per l’insediamento di uno o piu’ impianti nucleari;”;

art. 2, comma 1, lettera e): “e) «impianti nucleari» sono gli impianti di produzione di energia elettrica di origine nucleare e gli impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, realizzati nei siti, comprensivi delle opere connesse e delle relative pertinenze, ivi comprese le strutture ubicate nello stesso sito per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi direttamente connesse all’impianto nucleare, le infrastrutture indispensabili all’esercizio degli stessi, le opere di sviluppo e adeguamento della rete elettrica di trasmissione nazionale necessarie all’immissione in rete dell’energia prodotta, le eventuali vie di accesso specifiche;”;

art. 2, comma 1, lettera f): “f) «operatore» e’ la persona fisica o giuridica o il consorzio di persone fisiche o giuridiche che manifesta l’interesse ovvero e’ titolare di autorizzazione alla
realizzazione ed esercizio di un impianto nucleare;”;

art. 2, comma 1, lettera i), limitatamente alle parole: “dall’esercizio di impianti nucleari, compresi i rifiuti derivanti”;

art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, con il quale sono delineati gli obiettivi strategici in materia nucleare, tra i quali, in via prioritaria, la protezione dalle radiazioni ionizzanti e la sicurezza nucleare”;

art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “la potenza complessiva ed i tempi attesi di costruzione e di messa in esercizio
degli impianti nucleari da realizzare,”;

art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “valuta il contributo dell’energia nucleare in termini di sicurezza e diversificazione energetica,”;

art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, benefici economici e sociali e delinea le linee guida del processo di realizzazione”;

art. 3, comma 2: “2. La Strategia nucleare costituisce parte integrante della strategia energetica nazionale di cui all’art. 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.”;

art. 3, comma 1, lettera a): “a) l’affidabilita’ dell’energia nucleare, in termini di sicurezza nucleare ambientale e degli impianti, di eventuale impatto sulla radioprotezione della popolazione e nei confronti dei rischi di proliferazione;”;

art. 3, comma 3, lettera b): “b) i benefici, in termini di sicurezza degli approvvigionamenti, derivanti dall’introduzione di una quota significativa di energia nucleare nel contesto energetico nazionale;”;
art. 3, comma 3, lettera c): “e) gli obiettivi di capacita’ di potenza elettrica che si intende installare in rapporto ai fabbisogni energetici nazionali ed i relativi archi temporali;”;

art. 3, comma 3, lettera d): “d) il contributo che si intende apportare, attraverso il ricorso all’energia nucleare, in quanto tecnologia a basso tenore di carbonio, al raggiungimento degli
obiettivi ambientali assunti in sede europea nell’ambito del pacchetto clima energia nonche’ alla riduzione degli inquinanti chimico-fisici;”;

art. 3, comma 3, lettera e): “e) il sistema di alleanze e cooperazioni internazionali e la capacita’ dell’industria nazionale ed internazionale di soddisfare gli obiettivi del programma;”;

art. 3, comma 3, lettera f): “f) gli orientamenti sulle modalita’ realizzative tali da conseguire obiettivi di efficienza nei tempi e nei costi e fornire strumenti di garanzia, anche attraverso la formulazione o la previsione di emanazione di specifici indirizzi;”;

art. 3, comma 3, lettera g), limitatamente alle parole: “impianti a fine vita, per i nuovi insediamenti e per gli”;

art. 3, comma 3, lettera h): “h) i benefici attesi per il sistema industriale italiano e i parametri delle compensazioni per
popolazione e sistema delle imprese;”;

art. 3, comma 3, lettera i): “i) la capacita’ di trasmissione della rete elettrica nazionale, con l’eventuale proposta di adeguamenti della stessa al fine di soddisfare l’obiettivo prefissato
di potenza da installare;”;

art. 3, comma 3, lettera 1): “1) gli obiettivi in materia di approvvigionamento, trattamento e arricchimento del combustibile nucleare.”;

l’intero Titolo II, rubricato “Procedimento unico per la localizzazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari; disposizioni sui benefici economici per le persone residenti, gli
enti locali e le imprese; disposizioni sulla disattivazione degli impianti”, contenente gli articoli da 4 a 24;

art. 26, comma 1, limitatamente alle parole: “della disattivazione”;

art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “riceve dagli operatori interessati al trattamento ed allo smaltimento dei rifiuti radioattivi il corrispettivo per le attivita’ di cui all’art. 27, con modalita’ e secondo tariffe stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell’economia e finanze, ed”; art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “, calcolate ai sensi dell’art. 29 del presente decreto legislativo”; art. 26, comma 1, lettera e), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idonee per l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”;

art. 27, comma 1, limitatamente alle parole: “e sulla base delle valutazioni derivanti dal procedimento di Valutazione Ambientale Strategica di cui all’art. 9″;

art. 27, comma 4, limitatamente alle parole: “, comma 2″;

art. 27, comma 10, limitatamente alle parole: “Si applica quanto previsto dall’art. 12.”;

art. 29;

art. 30, comma 1, limitatamente alle parole: “riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalle attivita’ disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo ed uno riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalle attivita’ disciplinate da norme precedenti”;

art. 30, comma 2: “2. Per quanto concerne i rifiuti radioattivi derivanti dalle attivita’ disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo, il contributo di cui al comma 1 e’ posto a
carico della Sogin S.p.A. secondo criteri definiti con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e la tutela del territorio e del mare e con il Ministro
dell’economia e finanze che tiene conto del volume complessivo e del contenuto di radioattivita’. Tale contributo e’ ripartito secondo quanto previsto all’art. 23 comma 4.”;

art. 30, comma 3: “3. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai rifiuti radioattivi derivanti da attivita’ gia’ esaurite al momento dell’entrata in vigore del presente decreto, per i quali rimane ferma la disciplina di cui all’art. 4 del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, cosi’ come modificato dall’art. 7-ter del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n 13.”;

l’intero Titolo IV, rubricato “Campagna di informazione”, contenente gli articoli 31 e 32;

art. 33;

art. 34;

art. 35, comma 1: “1. Sono abrogate le seguenti disposizioni di legge: a) articolo l0 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860; b) articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 20, 22 e 23 della legge 2 agosto 1975, n. 393.”?».

Acqua pubblica 1

“Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione”:

“Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea” convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”

Acqua pubblica 2
“Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”: ammissibile.

“Volete voi che sia abrogato – Art. 154, comma 1 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?”

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MARONI SEMBREREBBE UNA PERSONA PER BENE…

Posted on marzo 23, 2011. Filed under: Attualità e politica, Politica, referendum | Tag:, , , , |

A guardarlo e sentirlo sembra una persona onesta. Ogni giorno si prodiga per combattere il crimine e le mafie.

Roberto Maroni

Roberto Maroni

Poi un giorno il suo interesse politico è di non far passare alcuni referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento e allora l’interesse pubblico non conta più niente e non esita a buttare via i soldi dei cittadini per perseguire gli interessi della propria bottega.

Si, 300 milioni di euro (qualcuno però dice meno), quindi 5 euro per ogni italiano vivente: è il costo del mancato accorpamento dei referendum alla data delle elezioni amministrative. La decisione, chiaramente presa nella speranza di non far raggiungere il quorum ai referendum, è di per sé scandalosa, ma lo è ancor di più se rapportata alle polemiche di questi giorni sul costo che avrebbe avuto la festa una-tantum del 17 marzo: polemiche che hanno avuto effetto, visto che per risparmiare ci hanno tolto un giorno di ferie.

Quindi, riassumendo: per la festa dell’Unità d’Italia, l’Italia non ha un soldo (lo hanno detto la Lega e la Confindustria ) e la festa è gentilmente finanziata dai lavoratori, invece per evitare l’Election Day l’Italia è ricca, talmente tanto da poter buttare dalla finestra 300 milioni di euro.

Un altro paragone sembra significativo: il FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) è stato ridotto per quest’anno a 320 milioni di euro: il costo della vaccata di Maroni e del governo.

Bene, perché i soldi destinati al referendum non siano sprecati non ci resta che andare a votare in massa ai referendum e soprattutto invitare il maggior numero di persone a farlo, così da raggiungere il quorum e dare il chiaro messaggio a questi imbroglioni che ci governano che non bastano questi mezzucci per tacitare il popolo italiano.

Marco

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Se non ora quando?

Posted on febbraio 14, 2011. Filed under: Attualità e politica, Politica | Tag:, , , |

Manifestazione Venezia 13 febbraio 2011

Manifestazione Venezia 13 febbraio 2011

Oggi ho accompagnato mia moglie e sua sorella alla manifestazione “Se non ora quando?” indetta dalle donne italiane che non si riconoscono nello stereotipo della donna oggetto del potere maschile.

Le donne che pensano di valere non solo il proprio corpo, ma anche per la propria intelligenza, sensibilità e capacità. Sono stato in una delle tante iazze oggi gremite da quel fiume di donne e uomini che reputa che il modello di uomo e di società incarnati e promossi dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non possa essere superato da uno più rispettoso di tutti e di tutte.

Mi sono trovato in un abiente piacevole e ironico (un sacco di parenti di Mubarak, anche se ora non so se questa parentela sia un vero vantaggio…) con anche un po’ di musica e spettacolo. Non c’erano sigle di partito e il movimento portava univocamente solo il messaggio sulla dignità delle donne.

Non era quindi purtroppo ciò che serve all’Italia oggi e cioè non solo che le donne si ribellino contro la relegazione a comparse che il potere impone loro, ma una vera rivoluzione culturale che spazzi via una buona parte della classe politica che ci governa. Una volta tanto dovremmo imparare dal Maghreb e non lasciare la piazza fino a che il dittatore non abbia lasciato il potere.

Mentre centinaia di migliaia di donne scendevano in piazza, comunque, Nicole Minetti, accusata di induzione e sfruttamento della prostituzione e autrice di sms di gran classe,  apriva il suo nuovo blog:  Il favoloso mondo di Nicole.

Probabilmente ha ragione a spingerci a non demonizzare il la ricerca della bellezza, ma manca decisamente il punto rispetto al fatto che le donne devono poter ambire ai posti di responsabilità che meritano senza dover dipendere dal signore di turno.

Marco

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