Politica

CONFERENZA DECRESCITA – L’ESPERIENZA DI UN VOLONTARIO

Posted on settembre 28, 2012. Filed under: Ambiente, Pace, Politica, Uncategorized | Tag:, |

Accidenti che fatica! Tra il 19 e il 23 settembre ho dato una mano come volontario alla terza conferenza internazionale sulla decrescita che si è svolta a Venezia, presso la sede dell’ex cotonificio dello IUAV

Dico subito che la conferenza è stata un successo: circa 700 partecipanti da una cinquantina di paesi del mondo hanno discusso sia in piccoli gruppi (workshop), sia in sedute plenarie, di molti argomenti collegati al tema della decrescita.

Grazie all’aiuto di traduttori e facilitatori, persone di differenti culture ed esperienze hanno potuto dibattere e costruire assieme progetti per portare avanti l’idea che il nostro stare assieme come persone e popoli del mondo non può basarsi sulla crescita economica e la massimizzazione del profitto, ma che sia necessario mettere al centro delle nostre vite i diritti delle persone, la difesa dell’ecosistema, la partecipazione alla costruzione della società attraverso il lavoro.

Purtroppo, non ho potuto seguire molto i lavori perché, in quanto volontario, avevo anche io le mie mansioni, eh!

Giovedì 20 mi sono occupato di una rassegna cinematografica: prima abbiamo visto un bel documentario sul cotone indiano e su come le sementi geneticamente modificate stiano impoverendo i contadini ed il terreno, poi altri documentari sull’estrazione di petrolio in sudamerica, sulle società matriarcali, sulla scienza non come osservazione ma come partecipazione al tutto che è la terra e altro.

Il tempo è stato Image0552amico e i momenti del pranzo che si svolgeva all’aperto erano proprio un bel colpo d’occhio.

Molti volontari si dovevano occupare dell’accoglienza dei partecipanti e di dar loro le informazioni necessarie e sono stati arruolati anche una decina di giovani che svolgevano il servizio civile internazionale, così avevamo proprio un bel desk multiculturale 😉

Io mi sono occupato di vendere, pardon, di regalare a fronte di offerta, le magliette della conferenza e della gestione dei rifiuti. Su questo fronte vorrei raccontarvi che ai partecipanti era stato chiesto di portarsi piatti, posate e bicchiere da casa, ma che solo una piccola parte di loro lo ha fatto. Tuttavia il fatto che si distribuisse acqua in caraffa e vino dai cartoni, oltre che piatti, posate e bicchieri lavabili in lavastoviglie, ha consentito che si producessero pochi rifiuti. Rigorosamente differenziati. Alla fine tra tutta la carta usata nelle varie attività di 5 giorni e i pasti di 3 giorni (600 persone alla volta) abbiamo raccolto meno di una decina di bidoni della spazzatura, che non è spazzatura ma materiali che si ricicleranno.

E’ stato anche bello essere fianco a fianco con i big della decrescita Serge Latouche col suo bastone, Alex Zanotelli forte più che mai, Luca Mercalli che sembrava un piccoletto fuori moda. Rob Hopkins, mi dicono che sia gentilissimo, il prof. Tamino si è portato il bicchiere da casa, ho fatto da interprete alla regista Helena Norberg-Hodge e ho rivisto Maurizio Pallante.

Inoltre era possiVolontariRifiutibile ospitare alcuni partecipanti alla conferenza, per favorire la creazione di relazioni (sempre non commerciali) tra noi “locali” e coloro che venivano da fuori. La mia famiglia ne ha ospitati tre: Antonio, operaio in cassa integrazione dello stabilimento FIAT di Pomigliano e dirigente sindacale ci ha raccontato del dramma della perdita del lavoro con tre figli a carico; Marco, ricercatore all’Università di Milano, assieme alle spezie dall’Uzbekistan, ci ha portato le sue tesi su decrescita e partecipazione dei cittadini; Agelos giovane greco inquieto e generoso ci ha detto che era qui perché la sua felicità non era completa se non la poteva diffondere a tutti (!!!).

Ovviamente tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione di mia moglie che ha tenuto il nostro bambino in questi giorni e ha garantito che agli ospiti non mancasse niente a casa.

Per concludere direi che la cosa più importante di questo evento è stata la possibilità di creare relazioni tra persone e tra movimenti. L’auspicio è quindi che queste relazioni permangano e si rafforzino in modo da rendere sempre più efficace la promozione di un mondo più giusto.

Marco

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MAFIE E CORRUZIONE A NORDEST–SERATA PER PLACIDO RIZZOTTO

Posted on marzo 31, 2012. Filed under: Attualità e politica, etica, Politica | Tag:, , , , |

Ieri ho partecipato ad un incontro organizzato dall’Associazione Libera – nomi e numeri contro le mafie a Mirano (VE), sul tema della penetrazione della criminalità organizzata e della corruzione nel Nord Est d’Italia.

Walter Mescalchin, di Libera Veneto ha riportato dati che dimostrano l’aumento della presenza delle mafie nella nostra regione e ha spiegato che per libera la legalità è un mezzo importantissimo, seppure solo un mezzo, per perseguire la giustizia sociale.

Sebastiano Canetta, collaboratore del Manifesto, giornale che ha collaborato all’iniziativa, ha ricordato che informazioni sulle attività mafiose sono disponibili nei siti istituzionali ed in particolare invita a leggere le relazioni semestrali che la Direzione Investigativa Antimafia redige e che sono disponibili nel sito del Ministero dell’Interno.

Relatori convegno Placido RizzottoCanetta e Mescalchin hanno inoltre rilevato come i casi di corruzione sembrano in grande aumento negli ultimi anni.

Gianni Belloni, coordinatore dell’Osservatorio Ambiente e Legalità del comune di Venezia e di Legambiente, ha fatto il ragionamento più interessante: in passato si credeva che il fenomeno mafioso fosse fortemente legato a specifiche caratteristiche culturali di determinati territori e che quindi non avrebbe potuto espandersi e svilupparsi in altre aree del paese. Negli ultimi 20 anni invece lo sviluppo delle attività mafiose è stato dirompente, in particolare nel Nord Italia. Non si tratta quindi di avere attenzione solo per la struttura delle organizzazioni mafiose, ma di comprendere come esse si rapportano con il contesto che trovano nei vari territori in Italia e nel mondo. La Mafia è oggi composta da sistemi di relazioni tra cosche tradizionali, affiliazioni, corruzione, zona grigia, tessuto imprenditoriale, politica. In questi sistemi prevale spesso la convenienza di tutti gli attori coinvolti piuttosto che la coercizione con la violenza.

Massimo Carlotto, infine, uno dei miei autori preferiti, ha ricordato che 15 anni fa studi delle Nazioni Unite indicavano che i soldi a disposizione delle organizzazioni mafiose erano tanti, tantissimi (centomila miliardi di dollari? Con tutti quegli zeri è facile sbagliare) e che per investirli, cioè riciclarli, era necessario individuare i territori e le economie più recettive e convenienti. Il Nordest è stato uno di questi territori: qui il tessuto imprenditoriale era pronto a fare affari con la mafia e ad ottenerne i capitali. Secondo Carlotto le nostre piccole imprese non hanno mai avuto il sentimento che lo stato e la legge fossero amici e non vedevano l’ora di essere contattati e “corrotti” dalle mafie.

Carlotto, ricordando che lo sviluppo di attività con fondi criminali avviene solo quando sono disponibili e partecipi gli ambienti dell’impresa, della politica e della finanza, invita a liberarci prima possibile della classe dirigente veneta di questi tre ambiti. E invita a diffidare delle grandi opere che sono il modo più conveniente per riciclare il denaro delle organizzazioni mafiose.

Uscendo, ho preso, a fronte di una giusta offerta, il vino rosso Placido Rizzotto e il libro “Nordest” di Carlotto e Videtta. In omaggio ho avuto i biscotti fatti da Anna e Gianni Sorriso

Marco

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REFERENDUM 2011 – I QUESITI

Posted on aprile 7, 2011. Filed under: Attualità e politica, Politica, referendum | Tag:, , , , , , , , , |

Il 12 e 13 giugno prossimi gli italiani potranno votare ai referendum su legittimo impedimento, nucleare e acqua pubblica.

Vediamo i quesiti:

Legittimo impedimento:

Volete che sia abrogata la parte della legge 51 del 7 aprile 2010 che prevede che il Presidente del Consiglio e i Ministri possano sottrarsi a eventuali processi che li riguardino perché sono impegnati nelle loro funzioni istituzionali?

Nucleare

Volete abrogare le tante parti

  • del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133
  • e del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, “Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche’ misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’art. 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99

che prevedono che si avvii il processo per la costruzione di centrali nucleari in Italia?

Acqua pubblica 1

Volete che sia abrogato dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica che stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.

Acqua pubblica 2
Volete che sia abrogato l’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.  Si chiede di abrogare la parte della norma che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

Marco

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Il testo dei quesiti

Legittimo impedimento

“Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonchè l’articolo 2 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?”.

Nucleare

«Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: “d) realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare;”; nonche’ la legge 23 luglio 2009, n. 99, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonche’ in materia di energia”, limitatamente alle seguenti parti:

art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”;

art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “Con i medesimi
decreti sono altresi’ stabiliti le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attivita’ di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui al primo periodo.”;

art. 25, comma 2, lettera c), limitatamente alle parole: “, con oneri a carico delle imprese coinvolte nella costruzione o nell’esercizio degli impianti e delle strutture, alle quali e’ fatto divieto di trasferire tali oneri a carico degli utenti finali”;

art. 25, comma 2, lettera d), limitatamente alle parole: “che i titolari di autorizzazioni di attivita’ devono adottare”;

art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alle parole: “la costruzione e l’esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per”;

art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alla particella “per” che segue le parole “dei rifiuti radioattivi o”;

art. 25, comma 2, lettera i): “i) previsione che le approvazioni relative ai requisiti e alle specifiche tecniche degli impianti nucleari, gia’ concesse negli ultimi dieci anni dalle Autorita’ competenti di Paesi membri dell’Agenzia per l’energia nucleare dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (AENOCSE) o dalle autorita’ competenti di Paesi con i quali siano definiti accordi bilaterali di cooperazione tecnologica e industriale nel settore nucleare, siano considerate valide in Italia, previa approvazione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare;”;

art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “gli oneri relativi ai”;

art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “a titolo oneroso a carico degli esercenti le attivita’ nucleari e possano essere”;

art. 25, comma 2, lettera n): “n) previsione delle modalita’ attraverso le quali i produttori di energia elettrica nucleare dovranno provvedere alla costituzione di un fondo per il «decommissioning»;”;

art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alla virgola che segue le parole “per le popolazioni”;

art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idonee per l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”;

art. 25, comma 2, lettera q): “q) previsione, nell’ambito delle risorse di bilancio disponibili allo scopo, di una opportuna campagna di informazione alla popolazione italiana sull’energia nucleare, con particolare riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicita’.”;

art. 25, comma 3: “Nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa che comunque riguardino le procedure di progettazione, approvazione e realizzazione delle opere, infrastrutture e insediamenti produttivi concernenti il settore dell’energia nucleare e relative attivita’ di espropriazione, occupazione e asservimento si applicano le disposizioni di cui all’art. 246 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.”;

art. 25, comma 4: “4. Al comma 4 dell’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, dopo le parole: «fonti energetiche rinnovabili» sono inserite le seguenti: «, energia nucleare prodotta
sul territorio nazionale».”;

art. 26;

art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “gli impieghi pacifici dell’energia nucleare,”;

art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “sia da impianti di produzione di elettricita’ sia”;

art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “costruzione, l’esercizio e la”;

art. 29, comma 4, limitatamente alle parole: “nell’ambito di priorita’ e indirizzi di politica energetica nazionale e”;

art. 29, comma 5, lettera c), limitatamente alle parole: “sugli impianti nucleari nazionali e loro infrastrutture,”;

art. 29, comma 5, lettera e), limitatamente alle parole: “del progetto, della costruzione e dell’esercizio degli impianti nucleari, nonche’ delle infrastrutture pertinenziali,”;

art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “, diffidare i titolari delle autorizzazioni”;

art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “da parte dei medesimi soggetti”;

art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “di cui alle autorizzazioni”;

art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alla parola: “medesime”;

art. 29, comma 5, lettera h): “h) l’Agenzia informa il pubblico con trasparenza circa gli effetti sulla popolazione e sull’ambiente delle radiazioni ionizzanti dovuti alle operazioni degli impianti nucleari ed all’utilizzo delle tecnologie nucleari, sia in situazioni ordinarie che straordinarie;”;

art. 29, comma 5, lettera i), limitatamente alle parole: “all’esercizio o”;

art. 41, comma 1, limitatamente alle parole: “la produzione di energia elettrica da fonte nucleare,”;

nonche’ il decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante “Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche’ misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’art. 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99″, limitatamente alle seguenti parti:

il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel
territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”;

il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “e campagne informative al pubblico”;

art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: “della disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di
produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”;

art. 1, comma 1, lettera a): “a) le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi degli operatori per lo svolgimento nel
territorio nazionale delle attivita’ di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui all’art. 2, comma 1, lettera e), nonche’ per l’esercizio delle strutture per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi ubicate nello stesso sito dei suddetti impianti e ad essi direttamente connesse;”;

art. 1, comma 1, lettera b): “b) il Fondo per la disattivazione degli impianti nucleari;”;

art. 1, comma 1, lettera c): “c) le misure compensative relative alle attivita’ di costruzione e di esercizio degli impianti di cui alla lettera a), da corrispondere in favore delle persone residenti, delle imprese operanti nel territorio circostante il sito e degli enti locali interessati;”;

art. 1, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “e future”; art. 1, comma 1, lettera g): “g) un programma per la definizione e la realizzazione di una «Campagna di informazione nazionale in materia di produzione di energia elettrica da fonte nucleare»;”;

art. 1, comma 1, lettera h): “h) le sanzioni irrogabili in caso

di violazione delle norme prescrittive di cui al presente decreto.”;

art. 2, comma 1, lettera b): “b) «area idonea» e’ la porzione di territorio nazionale rispondente alle caratteristiche ambientali e tecniche ed ai relativi parametri di riferimento che qualificano l’idoneita’ all’insediamento di impianti nucleari;”;

art. 2, comma 1, lettera c): “c) «sito» e’ la porzione dell’area idonea che viene certificata per l’insediamento di uno o piu’ impianti nucleari;”;

art. 2, comma 1, lettera e): “e) «impianti nucleari» sono gli impianti di produzione di energia elettrica di origine nucleare e gli impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, realizzati nei siti, comprensivi delle opere connesse e delle relative pertinenze, ivi comprese le strutture ubicate nello stesso sito per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi direttamente connesse all’impianto nucleare, le infrastrutture indispensabili all’esercizio degli stessi, le opere di sviluppo e adeguamento della rete elettrica di trasmissione nazionale necessarie all’immissione in rete dell’energia prodotta, le eventuali vie di accesso specifiche;”;

art. 2, comma 1, lettera f): “f) «operatore» e’ la persona fisica o giuridica o il consorzio di persone fisiche o giuridiche che manifesta l’interesse ovvero e’ titolare di autorizzazione alla
realizzazione ed esercizio di un impianto nucleare;”;

art. 2, comma 1, lettera i), limitatamente alle parole: “dall’esercizio di impianti nucleari, compresi i rifiuti derivanti”;

art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, con il quale sono delineati gli obiettivi strategici in materia nucleare, tra i quali, in via prioritaria, la protezione dalle radiazioni ionizzanti e la sicurezza nucleare”;

art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “la potenza complessiva ed i tempi attesi di costruzione e di messa in esercizio
degli impianti nucleari da realizzare,”;

art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “valuta il contributo dell’energia nucleare in termini di sicurezza e diversificazione energetica,”;

art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, benefici economici e sociali e delinea le linee guida del processo di realizzazione”;

art. 3, comma 2: “2. La Strategia nucleare costituisce parte integrante della strategia energetica nazionale di cui all’art. 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.”;

art. 3, comma 1, lettera a): “a) l’affidabilita’ dell’energia nucleare, in termini di sicurezza nucleare ambientale e degli impianti, di eventuale impatto sulla radioprotezione della popolazione e nei confronti dei rischi di proliferazione;”;

art. 3, comma 3, lettera b): “b) i benefici, in termini di sicurezza degli approvvigionamenti, derivanti dall’introduzione di una quota significativa di energia nucleare nel contesto energetico nazionale;”;
art. 3, comma 3, lettera c): “e) gli obiettivi di capacita’ di potenza elettrica che si intende installare in rapporto ai fabbisogni energetici nazionali ed i relativi archi temporali;”;

art. 3, comma 3, lettera d): “d) il contributo che si intende apportare, attraverso il ricorso all’energia nucleare, in quanto tecnologia a basso tenore di carbonio, al raggiungimento degli
obiettivi ambientali assunti in sede europea nell’ambito del pacchetto clima energia nonche’ alla riduzione degli inquinanti chimico-fisici;”;

art. 3, comma 3, lettera e): “e) il sistema di alleanze e cooperazioni internazionali e la capacita’ dell’industria nazionale ed internazionale di soddisfare gli obiettivi del programma;”;

art. 3, comma 3, lettera f): “f) gli orientamenti sulle modalita’ realizzative tali da conseguire obiettivi di efficienza nei tempi e nei costi e fornire strumenti di garanzia, anche attraverso la formulazione o la previsione di emanazione di specifici indirizzi;”;

art. 3, comma 3, lettera g), limitatamente alle parole: “impianti a fine vita, per i nuovi insediamenti e per gli”;

art. 3, comma 3, lettera h): “h) i benefici attesi per il sistema industriale italiano e i parametri delle compensazioni per
popolazione e sistema delle imprese;”;

art. 3, comma 3, lettera i): “i) la capacita’ di trasmissione della rete elettrica nazionale, con l’eventuale proposta di adeguamenti della stessa al fine di soddisfare l’obiettivo prefissato
di potenza da installare;”;

art. 3, comma 3, lettera 1): “1) gli obiettivi in materia di approvvigionamento, trattamento e arricchimento del combustibile nucleare.”;

l’intero Titolo II, rubricato “Procedimento unico per la localizzazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari; disposizioni sui benefici economici per le persone residenti, gli
enti locali e le imprese; disposizioni sulla disattivazione degli impianti”, contenente gli articoli da 4 a 24;

art. 26, comma 1, limitatamente alle parole: “della disattivazione”;

art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “riceve dagli operatori interessati al trattamento ed allo smaltimento dei rifiuti radioattivi il corrispettivo per le attivita’ di cui all’art. 27, con modalita’ e secondo tariffe stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell’economia e finanze, ed”; art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “, calcolate ai sensi dell’art. 29 del presente decreto legislativo”; art. 26, comma 1, lettera e), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idonee per l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”;

art. 27, comma 1, limitatamente alle parole: “e sulla base delle valutazioni derivanti dal procedimento di Valutazione Ambientale Strategica di cui all’art. 9″;

art. 27, comma 4, limitatamente alle parole: “, comma 2″;

art. 27, comma 10, limitatamente alle parole: “Si applica quanto previsto dall’art. 12.”;

art. 29;

art. 30, comma 1, limitatamente alle parole: “riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalle attivita’ disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo ed uno riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalle attivita’ disciplinate da norme precedenti”;

art. 30, comma 2: “2. Per quanto concerne i rifiuti radioattivi derivanti dalle attivita’ disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo, il contributo di cui al comma 1 e’ posto a
carico della Sogin S.p.A. secondo criteri definiti con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e la tutela del territorio e del mare e con il Ministro
dell’economia e finanze che tiene conto del volume complessivo e del contenuto di radioattivita’. Tale contributo e’ ripartito secondo quanto previsto all’art. 23 comma 4.”;

art. 30, comma 3: “3. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai rifiuti radioattivi derivanti da attivita’ gia’ esaurite al momento dell’entrata in vigore del presente decreto, per i quali rimane ferma la disciplina di cui all’art. 4 del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, cosi’ come modificato dall’art. 7-ter del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n 13.”;

l’intero Titolo IV, rubricato “Campagna di informazione”, contenente gli articoli 31 e 32;

art. 33;

art. 34;

art. 35, comma 1: “1. Sono abrogate le seguenti disposizioni di legge: a) articolo l0 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860; b) articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 20, 22 e 23 della legge 2 agosto 1975, n. 393.”?».

Acqua pubblica 1

“Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione”:

“Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea” convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”

Acqua pubblica 2
“Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”: ammissibile.

“Volete voi che sia abrogato – Art. 154, comma 1 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?”

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MARONI SEMBREREBBE UNA PERSONA PER BENE…

Posted on marzo 23, 2011. Filed under: Attualità e politica, Politica, referendum | Tag:, , , , |

A guardarlo e sentirlo sembra una persona onesta. Ogni giorno si prodiga per combattere il crimine e le mafie.

Roberto Maroni

Roberto Maroni

Poi un giorno il suo interesse politico è di non far passare alcuni referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento e allora l’interesse pubblico non conta più niente e non esita a buttare via i soldi dei cittadini per perseguire gli interessi della propria bottega.

Si, 300 milioni di euro (qualcuno però dice meno), quindi 5 euro per ogni italiano vivente: è il costo del mancato accorpamento dei referendum alla data delle elezioni amministrative. La decisione, chiaramente presa nella speranza di non far raggiungere il quorum ai referendum, è di per sé scandalosa, ma lo è ancor di più se rapportata alle polemiche di questi giorni sul costo che avrebbe avuto la festa una-tantum del 17 marzo: polemiche che hanno avuto effetto, visto che per risparmiare ci hanno tolto un giorno di ferie.

Quindi, riassumendo: per la festa dell’Unità d’Italia, l’Italia non ha un soldo (lo hanno detto la Lega e la Confindustria ) e la festa è gentilmente finanziata dai lavoratori, invece per evitare l’Election Day l’Italia è ricca, talmente tanto da poter buttare dalla finestra 300 milioni di euro.

Un altro paragone sembra significativo: il FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) è stato ridotto per quest’anno a 320 milioni di euro: il costo della vaccata di Maroni e del governo.

Bene, perché i soldi destinati al referendum non siano sprecati non ci resta che andare a votare in massa ai referendum e soprattutto invitare il maggior numero di persone a farlo, così da raggiungere il quorum e dare il chiaro messaggio a questi imbroglioni che ci governano che non bastano questi mezzucci per tacitare il popolo italiano.

Marco

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Se non ora quando?

Posted on febbraio 14, 2011. Filed under: Attualità e politica, Politica | Tag:, , , |

Manifestazione Venezia 13 febbraio 2011

Manifestazione Venezia 13 febbraio 2011

Oggi ho accompagnato mia moglie e sua sorella alla manifestazione “Se non ora quando?” indetta dalle donne italiane che non si riconoscono nello stereotipo della donna oggetto del potere maschile.

Le donne che pensano di valere non solo il proprio corpo, ma anche per la propria intelligenza, sensibilità e capacità. Sono stato in una delle tante iazze oggi gremite da quel fiume di donne e uomini che reputa che il modello di uomo e di società incarnati e promossi dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non possa essere superato da uno più rispettoso di tutti e di tutte.

Mi sono trovato in un abiente piacevole e ironico (un sacco di parenti di Mubarak, anche se ora non so se questa parentela sia un vero vantaggio…) con anche un po’ di musica e spettacolo. Non c’erano sigle di partito e il movimento portava univocamente solo il messaggio sulla dignità delle donne.

Non era quindi purtroppo ciò che serve all’Italia oggi e cioè non solo che le donne si ribellino contro la relegazione a comparse che il potere impone loro, ma una vera rivoluzione culturale che spazzi via una buona parte della classe politica che ci governa. Una volta tanto dovremmo imparare dal Maghreb e non lasciare la piazza fino a che il dittatore non abbia lasciato il potere.

Mentre centinaia di migliaia di donne scendevano in piazza, comunque, Nicole Minetti, accusata di induzione e sfruttamento della prostituzione e autrice di sms di gran classe,  apriva il suo nuovo blog:  Il favoloso mondo di Nicole.

Probabilmente ha ragione a spingerci a non demonizzare il la ricerca della bellezza, ma manca decisamente il punto rispetto al fatto che le donne devono poter ambire ai posti di responsabilità che meritano senza dover dipendere dal signore di turno.

Marco

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AMMETTO DI AVER SBAGLIATO

Posted on maggio 20, 2010. Filed under: Attualità e politica, etica, Politica | Tag:, , , , , |

Maggio 2010 – comportamenti politici

Un paio di settimane fa il ministro Claudio Scajola è stato preso con le mani nel sacco: aveva usufruito di alcuni vantaggi per l’acquisto della sua abitazione di Roma. Sembra che l’abbia pagata poco più di 600 mila euro a fronte del suo valore di circa 1 milione e 500 mila euro. Il Ministro si è presentato ad una conferenza stampa dicendo che finalmente i mass media l’hanno aiutato a prendere coscienza che forse qualcun altro ha contribuito a pagargli la casa.

Claudio Scajola

La storia è ovviamente una bufala che appare tale anche ai più ingenui e questo un uomo intelligente come lui ovviamente lo sa bene. Ma sa anche che gli uomini di potere possono ignorare la realtà e possono continuare a mentire come se niente fosse. Nella vita politica la verità è un concetto diverso da quello che abbiamo noi persone comuni. La verità è quella che fa comodo a me. E siccome così fan tutte le parti, nessuno più si domanda se ne esista un concetto non utilitarista. Quante volte abbiamo sentito esponenti politici contraddirsi palesemente o dire che non avevano detto ciò che era stato registrato da telecamere e registratori? Eppure questo non appare come un problema: il potente misura le cose che dice in base a rapporti di forza che gli consentono di accrescere o difendere il proprio potere. Dice ciò che è utile a questo. Che sia la verità o no, non ha importanza. Non è una domanda che ci si pone. Ovviamente non si può mentire in maniera così palese che l’opinione pubblica ti si rivolti contro. Ma solo per una questione di interesse.

Su un altro fronte un’altra ministra, Mara Carfagna, in occasione della giornata contro l’omofobia (19 maggio) si è scusata pubblicamente davanti al Presidente della Repubblica e a tutto il mondo dell’ associazionismo  omosessuale. «All’ inizio sono stata guidata dal pregiudizio nei confronti delle vostre istanze. Questo, visto il mio ruolo, ha creato dei problemi. Me ne scuso e ringrazio l’ onorevole Anna Paola Concia. È lei che mi ha aiutata a capire, con il suo impegno e la sua delicatezza…».

Mara Carfagna

Mara Carfagna

Una Ministra ammette i propri limiti in pubblico, ammette di aver sbagliato. Non aveva frodato, come sostanzialmente ha fatto Scajola, aveva solo agito politicamente per pregiudizio. Ancora di più: ammette di aver cambiato idea a seguito di una relazione avuta con una parlamentare della parte opposta.
Credo che questo sia un fatto molto positivo, un esempio che tutti dovremmo seguire. Un esempio di buona politica che, diciamolo pure, non è un caso che venga da due donne.

Scajola che sostiene l’insostenibile con la menzogna e la Carfagna che dimostra umiltà e coraggio.

Marco

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UNA STORIA FINITA BENE

Posted on aprile 22, 2010. Filed under: Attualità e politica, Giustizia, Inchieste, Politica | Tag:, , , |

Una donna Senegalese si presenta in Questura munita di regolare passaporto nazionale privo di visto d’ingresso per l’area Schengen ed essendo in stato di gravidanza (regolarmente documentato mediante esibizione di documentazione ospedaliera) chiede il relativo permesso di soggiorno.
La Questura da un lato avvia la pratica amministrativa di rilascio del permesso speciale, dall’altro denuncia la donna per il reato di “ingresso illegale nel Territorio dello Stato”
Il Pubblico Ministero autorizza la presentazione immediata dell’imputata avanti al Giudice di Pace per celebrare il processo penale.
Il giorno del processo la difesa produce documentazione anagrafica attestate l’avvenuta nascita e documentazione medica mediante la quale si certifica che lo stato di gravidanza era anteriore all’entrata in vigore del nuovo reato di clandestinità.
Sulla base di detta documentazione la difesa, oltre a svariate altre considerazioni, evidenzia che nei confronti della donna senegalese il medesimo testo unico (art. 19) prevede l’inespellibilità e, pertanto, che la donna, non potendo essere espulsa, deve considerarsi legittimamente presente in Italia (tertium non datur … Aristotele insegna) e che l’eventuale situazione di illegalità anteriore all’entrata in vigore della legge ha rilevanza solo sotto il profilo amministrativo in base al principio costituzionale di irretroattività della legge penale.
Il Giudice di Pace, con decisione non certamente scontata in assenza di precedenti analoghi, accoglie la mia richiesta di proscioglimento.
Nella stessa giornata sono stati celebrati almeno altri 15 processi per il medesimo reato nei confronti di stranieri tutti irreperibili o contumaci
Gli irregolari sono stati complessivamente condannati dal GdP ad una pena pecuniaria di circa 75.000 euro … somma che, moltiplicata per tutti gli uffici del GdP sparsi sul territorio, potrebbe contribuire a sanare il debito nazionale, peccato che tali somme siano difficilmente recuperabili, che di fronte alla Corte Costituzionale vi siano oltre 50 richieste di illegittimità costituzionale dell’art. 10 bis (in caso di pronuncia di illegittimità tutte le condanne verrebbero azzerate)
Unica certezza non molto confortante per chi abbia a cuore l’ordine pubblico, almeno una decina tra poliziotti e carabinieri, chiamati a testimoniare sulla attività che li aveva portati a denunciare gli immigrati irregolari, sono rimasti per l’intera mattinata confinati in aula senza che, nella gran parte dei casi, vi sia stata alcuna necessità di ascoltarli o comunque per essere esaminati al massimo cinque minuti (il tempo necessario a spiegare al giudice che lo straniero irregolare era appunto irregolare)
Tommaso

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CI SONO COSE CHE NON SI POSSONO COMPRARE…

Posted on aprile 14, 2010. Filed under: Attualità e politica, Cultura, Giustizia, Pace, Politica, Uncategorized | Tag: |

Ho davvero poco da aggiungere alla lettera anonima del cittadino di Adro che ha pagato i debiti di alcune famiglie che in questi mesi erano rimaste indietro con i pagamenti della mensa scolastica dei loro figli e si e’ offerto di continuare a farlo fino a fine anno. Di fronte alla possibilita’ che il comune sospendesse il servizio a quei bambini (per la serie ” a scuola senza pranzo!”) una voce si e’ levata, e continua giustamente a difendere il suo anonimato.

La lettera la trovate qui se ancora non l’avete letta e vorrei solo sottolinearne  una parte che mi ha fatto molto riflettere. Il cittadino di Adro si chiede perche’ invece di ergersi contro i morosi, i cittadini della citta’ non si chiedano come l’amministrazione spenda i soldi delle sue casse per non poter nemmeno pagare una mensa scolastica.

Non e’ una questione di colori politici, ma di visione allargata o ristretta che abbiamo della societa’: le persone non sono solo contribuenti, i bambini non sono solo fruitori di un servizio, la tutela di un dovere (pagare la retta) non puo’ essere l’unico obiettivo. Come il cittadino di Adro immagino ci possano essere dei “furbetti” tra quelle famiglie come in tantissime altre circostanze, ma perche’ difendere a dispetto di tutti l’obbligo di pagare le rette e non la nostra capacita’ di dire no ai gesti che non hanno senso (perche’ puniscono chi non ha colpa) ?

Come dici bene, anonimo cittadino ci sono cose che non si possono comprare, ma per cui vale bene darsi da fare, come si puo’.

Neanche io ci sto!

-Caterina

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UNA SERATA POST-ELETTORALE

Posted on aprile 2, 2010. Filed under: Attualità e politica, Politica | Tag:, , , |

Cari amici, in attesa di ricevere un’altra intervista da Marco (il cervello in fuga newyorkese) che al momento risulta ancora disperso, affronto anch’io il tema elezioni, traendo spunto dal post di Valerio e dalla trasmissione “Annozero” di ieri giovedì 1 aprile.

Premetto che – se escludiamo la trasmissione clandestina “raiperunanotte” della settimana scorsa che ho gradito moltissimo – non avevo mai visto una puntata di Annozero dal principio alla fine. Non lo avevo fatto finora sia per impegni canori, sia per il semplice fatto che, al di la dell’apprezzamento per il lavoro di Santoro e del suo staff, spesso come in altre trasmissioni la “caciara” e la sovrapposizione delle voci mi innervosivano oltremodo rendendomi impossibile capire a volte anche di cosa si stesse parlando.

Ieri, spinto dalla curiosità di vedere cosa sarebbe successo dopo l’esperienza del Paladozza, con un Santoro a mio parere ancora a rischio espulsione, e comunque fuori dalla “par condicio”, ho deciso di vedermi la trasmissione intera.

Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla pressochè totale assenza di “caciara”, salvo un paio di momenti. E’ vero che non c’erano i soliti politici “da urlo”, ma tant’è che sono riuscito a capire tutto quello che si diceva, le varie posizioni degli ospiti in studio e in collegamento esterno, le analisi e i dati.

Una piccola nota sui commenti davvero deliranti di Emilio Fede in collegamento (il quale verso la fine fortunatamente non ha trovato di meglio che andarsene). Ammetto di non provare simpatia per il personaggio, ma davvero sembrava l’unico che non potesse contribuire in maniera intelligente alla discussione. Infatti era chiaro che il fido partiva dal presupposto che tutti i presenti stessero dicendo comunque delle enormi fesserie, arrivando perfino a definire farneticante quel povero signore dell’Osservatorio di Pavia che stava semplicemente illustrando i dati del Ministero degli Interni sulle percentuali di voto (che naturalmente rilevavano una emorragia di voti anche nel partito del suo beneamato)… sorvoliamo.

Gian Antonio Stella (da http://www.smeraldo.it)

Vorrei invece soffermarmi sul commento a mio parere più intelligente nella sua apparente banalità, sentito durante la serata a firma dell’ottimo Gianantonio Stella. Si discuteva delle ragioni dell’astensionismo bipartisan, del profilo di coloro che non sono andati a votare, se fossero moderati o estremisti, e cosa significa oggi essere moderati. Stella in estrema sintesi ha detto qualcosa che a mio parere è il nodo centrale della situazione politica attuale: i personaggi/partiti che hanno vinto in questa tornata elettorale (la Lega in primis, ma anche Vendola in Puglia e i sorprendenti Movimenti 5 stelle) non hanno caratteri estremisti, ma non sono nemmeno moderati. Semplicemente, banalmente, sono partiti, movimenti, persone che hanno posizioni chiare e nette su alcune quesioni chiave. Posizioni condivisibili o meno (e ci mancherebbe, se no li voterebbero tutti!), ma dette chiaramente, con un programma alle spalle: persone che dicono agli elettori cosa vogliono e non vogliono fare: se ci state mi votate, altrimenti votate qualcun altro. E gli elettori hanno votato loro.

E’ vero, come dice Civati intervistato da “Il Fatto Quotidiano”, che non si può cambiare 20 segretari in 2 giorni, ma non se ne esce: o la dirigenza PD si rende conto di questa banalità, o alla prossima tornata si prepari a ricevere l’ennesima bastonata.

Qualche domandina di contorno per i dirigenti PD. Che fine hanno fatto Civati e soprattutto la Serracchiani? Sbaglio o quest’ultima alle europee aveva preso più preferenze di Berlusconi? Allora perché è sparita? In un commento ad un post di Marco l’anno scorso avevo ricordato che la stessa Serracchiani aveva aperto timidamente a Grillo e al suo movimento: è questa la sua “colpa”? Com’è che adesso vi arrabbiate tanto perché i grillini hanno portato via voti al PD? E siamo sicuri che sia proprio così oppure, come ha detto provocatoriamente Grillo, è il PD che ha tolto voti al Movimento 5 stelle?

E poi, come mi chiedevo all’epoca nello stesso commento, le battaglie tipiche che il suddetto Movimento ha portato in campagna elettorale in modo chiaro e netto (acqua pubblica, rete libera, rifiuti zero, mobilità…) non dovrebbero essere le stesse che interessano l’elettorato del PD? Perché avete candidato una pro-TAV in Piemonte? Sarà anche una scelta più che legittima, ma adesso non avete il diritto di piangere o meravigliarvi perché ha perso!

Ma soprattutto: visto che perfino uno come Fitto ha dato le dimissioni per aver perso in Puglia, perché dopo la vostra figuraccia pugliese, ma anche quelle a livello nazionale, siete ancora lì a dirigere il PD?

Quasi quasi giro sul serio queste domande a Bersani & C., ma da quello che ho sentito negli ultimi giorni devono averne parecchie di domande di (ex) elettori incazzati a cui rispondere: non vorrei sovraccaricarli di lavoro!

Buona Pasqua a tutti!

Alvise

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UNA SERATA ELETTORALE

Posted on marzo 30, 2010. Filed under: Politica | Tag:, , |

Lunedì 29 marzo 2010, ore 21.47: con mezzi avveniristici, una radio e un pc senza collegamento a internet, seguo la lunga serata elettorale. Cercherò di capire da questi primi dati quale sarà il futuro del paese. C’è Esterino Montino (PD) che è ottimista: siamo avanti e il dato su Roma tende a crescere. Latina però trascina il centrodestra. Un dato di cui tener conto se state programmando vacanze in zona. Gli ascoltatori di Radio Popolare ce l’hanno con il PD. Al comitato elettorale Bonino non hanno ancora toccato il catering, dall’agitazione che c’è. Un “attivista 5 stelle”, Gennaro, specifica che i loro voti non sono rubati a nessuna forza politica, ma solo all’astensione. Su RaiUno, da Vespa, Bondi contro Bindi. Dalla sede della Lega in collegamento video Luca Zaia, ma gli occhi leghisti sono tutti puntati sul Piemonte, dove Cota rischia, ma è un po’ in vantaggio sulla Bresso. Quelli del PD ipotizzano che la Lega vinca perché fa vita di sezione come faceva il PCI una volta. Proiezioni del PD dicono che la Bresso vincerebbe per poche migliaia di voti. I piemontesi non hanno votato UDC, dimostrandosi laici come ai tempi di Cavour. Penati, dopo aver perso le provinciali l’anno scorso e le regionali quest’anno, è il probabile candidato sindaco di Milano l’anno prossimo. Russo Spena (Rifondazione) ammette un risultato scadente al nord, dove bisogna che la società ricostruisca un tessuto di valori, ma esalta la vittoria nelle Marche del sindaco di Grottammare. Nel tentativo di spostare l’ago della bilancia in Piemonte, mangio un cuneese al rhum. Ma Cota allunga il passo (i leghisti già festeggiano: hanno sgozzato un maiale a Torino nel luogo assegnato per la costruzione di una moschea e macellato una mucca sul prato dove lo scorso weekend ha fatto pic-nic una famiglia di induisti). Ore 23.15: a Piazza del Popolo la Polverini festeggia la vittoria cantando: “come può uno scoglio arginaaare il mare…”, che una volta era una delle mie canzoni di Battisti preferite. Canta anche La Russa.

Una buona notizia da Venezia: lo scrutinio delle comunali inizia solo domani.

Valerio

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