Se non ora quando?

Posted on febbraio 14, 2011. Filed under: Attualità e politica, Politica | Tag:, , , |

Manifestazione Venezia 13 febbraio 2011

Manifestazione Venezia 13 febbraio 2011

Oggi ho accompagnato mia moglie e sua sorella alla manifestazione “Se non ora quando?” indetta dalle donne italiane che non si riconoscono nello stereotipo della donna oggetto del potere maschile.

Le donne che pensano di valere non solo il proprio corpo, ma anche per la propria intelligenza, sensibilità e capacità. Sono stato in una delle tante iazze oggi gremite da quel fiume di donne e uomini che reputa che il modello di uomo e di società incarnati e promossi dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non possa essere superato da uno più rispettoso di tutti e di tutte.

Mi sono trovato in un abiente piacevole e ironico (un sacco di parenti di Mubarak, anche se ora non so se questa parentela sia un vero vantaggio…) con anche un po’ di musica e spettacolo. Non c’erano sigle di partito e il movimento portava univocamente solo il messaggio sulla dignità delle donne.

Non era quindi purtroppo ciò che serve all’Italia oggi e cioè non solo che le donne si ribellino contro la relegazione a comparse che il potere impone loro, ma una vera rivoluzione culturale che spazzi via una buona parte della classe politica che ci governa. Una volta tanto dovremmo imparare dal Maghreb e non lasciare la piazza fino a che il dittatore non abbia lasciato il potere.

Mentre centinaia di migliaia di donne scendevano in piazza, comunque, Nicole Minetti, accusata di induzione e sfruttamento della prostituzione e autrice di sms di gran classe,  apriva il suo nuovo blog:  Il favoloso mondo di Nicole.

Probabilmente ha ragione a spingerci a non demonizzare il la ricerca della bellezza, ma manca decisamente il punto rispetto al fatto che le donne devono poter ambire ai posti di responsabilità che meritano senza dover dipendere dal signore di turno.

Marco

Annunci
Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( 3 so far )

MENO REGOLE, PIU’ LIBERTA’!

Posted on luglio 8, 2010. Filed under: Attualità e politica, Giustizia | Tag:, , |

Bentrovati a tutti, è un po’ che non mi faccio sentire, ma mi pare di non essere l’unico.

In attesa di notizie dal mondo, traggo come di consueto spunto da un’esperienza personale di dimensione “micro”, per alcune considerazioni di carattere generale “macro” sui tempi che stiamo vivendo.

Qualche giorno fa incontro un mio coinquilino, ormai ex, che stava ultimando il trasloco dall’appartamento in cui era in affitto. Non lo conosco molto, ma da quel poco direi una persona normale, sicuramente non molto socievole in quanto un po’ scorbutico. Mi dice più o meno che è abbastanza contento di andarsene, perché i vicini sono una banda di matti, maleducati, ecc. Cita tra le varie cose il fatto che uno dei vicini si è lamentato perché lui e gli operai che lo aiutavano avevano usato l’ascensore per trasportare i mobili, provocando alcuni strisci sul pavimento. Gli ho quindi fatto presente che in effetti il regolamento del condominio (sottoscritto da tutti i proprietari) vieta l’uso dell’ascensore per il trasporto di mobili o oggetti voluminosi proprio per evitare danni. Dapprima mi sorride ironico, dicendomi “non vorrai dirmi che tutti i condomini si sono fatti il trasloco senza ascensore?” Al che gli rispondo che è proprio così, e che anzi, trattandosi di case nuove, l’ascensore l’avevamo fatto attivare solo dopo circa 3 mesi dal nostro ingresso, quando quasi tutti i condomini erano già entrati nei loro appartamenti.

Per tutta risposta l’ex condomino mi dice che lui il regolamento non lo aveva mai letto (gli ho ricordato che era un suo diritto/dovere, anche se non era proprietario ma solo inquilino), ma che a questo punto era proprio contento di andarsene, perchè non si può vivere con queste regole così strette! Cito testualmente: “Ci vuole un po’ di “buonsenso”: un po’ più di libertà e meno regole!”.

Dopodichè esprime più o meno lo stesso concetto quando abbiamo discusso di una signora del piano terra, che purtroppo non rispetta la regola per cui non si può tenere animali negli appartamenti, se gli stessi recano disturbo agli altri condomini (tipo cagnolini abbaianti giorno e notte). Per inciso, a suo tempo la signora in questione, alle nostre proteste aveva risposto con due argomenti sconcertanti, del tipo “mi sono presa la casa col giardino apposta per avere un cane, e quindi non vi rinuncio”, o quello ancora migliore “allora se tua figlia comincia a piangere dovrei protestare anch’io!”.

Insomma a questo nuovo argomento l’ex coinquilino sgrana gli occhi, ritenendo folle un regolamento che non consente di tenere in appartamento un cane, anche se abbaia.

Ora, come quelli di voi che abitano in condominio ben sapranno, i regolamenti dei condominii sono pressochè tutti uguali: vi sono piccole variazioni, ma generalmente le due regole che ho citato sono sempre presenti e abbastanza note.

Saprete bene anche che il condominio perfetto non esiste: per quanto piccolo, c’è sempre una varietà di caratteri che sono lo specchio di ogni società: c’è il rompiscatole, il menefreghista, il riservato, il “caciarone”, il pignolino, il pazzo furioso, ma anche il compagnone, il tuttofare, la vecchina simpatica, ecc. Proprio questa diversità di caratteri impone alle società di fissare delle regole di convivenza (per i condomini, le piccole società, le famiglie…) o delle vere e proprie leggi (quando si tratta di società più grandi e complesse).

Tuttavia le dinamiche sono le stesse, a prescindere dalla dimensione della società “normata”.

E’ per questo che parlando con l’ex coinquilino, mi sono sorpreso a riflettere sul perché la nostra società è messa come è messa, e soprattutto la nostra Res-publica italiana.

Quella frase “più libertà e meno regole”, nella sua disarmante semplicità, mi ha fatto capire dove un governo e una classe dirigente come quelli attuali hanno trovato terreno fertile, hanno vinto e continueranno a farlo, salvo risveglio improvviso della società stessa. Se ci pensate in realtà è proprio uno degli slogan con cui Berlusconi ha conquistato milioni di elettori. Il messaggio che è passato (“se ci sono le regole non sei libero”), è stato davvero diabolicamente geniale (del resto Berlusconi è pur sempre un bravissimo piazzista, come diceva Montanelli). Alcuni elettori erano ben consapevoli della strategia, e anzi desiderosi di “sregolatezza”; altri forse erano in buona fede.

Fatto sta che il “piazzista” ha tradotto in slogan un desiderio già diffuso, che a volte era già una prassi in uso da tanti anni (forse da sempre?) nel nostro paese: se possibile le regole si cancellano, o si diminuiscono, o si rendono inoffensive (e di esempi recenti di questa prassi ne abbiamo da vendere!) Se ciò non è possibile, allora si “usa il buon senso”: “In fondo, che sarà mai?… Non muore mica nessuno!…”.

Questo non vuol dire che il buon senso non vada usato. Tuttavia credo sia un problema di priorità: prima si legge e si capisce la regola, poi si cerca in tutti i modi di osservarla, e poi eventualmente (non a priori) si applica il buon senso. Tra l’altro non bisogna dimenticare che le regole – se si vede che non funzionano – possono essere modificate dalla stessa società, previo accordo tra tutte le parti, o quantomeno con una congrua maggioranza di esse. Non certo con una semplice imposizione da parte di un’oligarchia, o peggio di un unico despota, o peggio ancora decidendo unilateralmente di fare finta che non esistano!

Va infine ricordato che il fatto di essere VIP, gente importante e quasi sempre ricca, fornisce da sempre una sorta di autocertificazione, per cui “le regole valgono, tranne che per me”(concetto tra l’altro sdoganato dall’ormai famoso “super inter pares”).

Quando alcuni giornalisti, politici, opinionisti, anche magistrati, soprattutto negli ultimi mesi davano l’allarme contro una inesorabile caduta del nostro paese in una sorta di anarchia selettiva, ero già piuttosto allarmato. Questa conversazione con l’ex coinquilino mi ha allarmato ancora di più, e mi ha fatto riflettere anche su me stesso: quante volte anch’io ho pensato “non faccio mica male a nessuno…”!

Forse da oggi in centro città starò più attento ad andare a 50 km/h. Facciamolo tutti: ne guadagneremo sicuramente in sicurezza, e soprattutto, anche se non sarà molto, sarà pur sempre una goccia d’acqua fresca nel deserto arido dell’illegalità.

Alvise

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( 6 so far )

TAORMINA SU BERLUSCONI: ACCIDENTI!

Posted on aprile 19, 2010. Filed under: Attualità e politica, Giustizia | Tag:, , , , , |

Mi ha colpito per la forza delle affermazioni dell’Avvocato Carlo Taormina, l’intevista che gli ha fatto il giornalista Alessandro Gilioli su Berlusconi, un paio di mesi fa. L’intervista, che racconta delle vere intenzioni di Berlusconi, è pubblicata qui.

Carlo Taormina

Taormina dice, tra l’altro, che approfittando della debolezza dell’opposizione, Berlusconi potrebbe richiedere nuove elezioni prima dello scadere del mandato, al fine di consentirsi di rimanere al potere fino alla scadenza del mandato di Napolitano. D’altronde anche Bossi un paio di giorni fa ha ricordato che la vera ambizione del Cavaliere è divenire Presidente della Repubblica.

Qualcuno suggerisce di non credere al personaggio, vista la sua storia, ma forse vale comunque la pena di perdere cinque minuti a leggere le sue affermazioni.

Marco

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

Caro macho italiano (e di sinistra)

Posted on settembre 10, 2009. Filed under: Attualità e politica | Tag:, , |

Che dirò adesso alle mie figlie? Stai guardando le foto sul sito del quotidiano online e intravvedo la tua risatina. Sono tutte belle ragazze. Ho anche sentito la battutina che hai fatto al tuo collega: “a me ne basterebbero 3 di quelle 30”. Eccole lì: le foto delle escort presidenziali. E ti fanno gola. Tutto questo è paradossale. Non solo devo sopportare di vivere in un Paese dove, alla luce del sole, gli affari di Stato si intrecciano con quelli di letto. Ma devo fare i conti anche con le risatine, gli ammiccamenti e le tue battutine da vero macho italiano. Battute che celano – neanche tanto velatamente – una ammirazione per il capo del Governo del nostro Paese che rappresenta così degnamente anche la tua cultura da bar. Sì lo so, tu non condividi le sue idee politiche. Ti definisci di sinistra. Ed hai combattuto contro il conflitto di interessi e il tentativo pidduista del centrodestra di rendere innocua la magistratura, dividere il sindacato ed ammansire la stampa. Ma questo mi ferisce ancor di più.

Forse non ti rendi conto che Berlusconi conta molto sul fatto che gli italiani si possano identificare con i suoi comportamenti. Per lui è importante che passi l’idea che chiunque, al suo posto, avrebbe approfittato della situazione. Quale italiano medio di sesso maschile potrebbe rifiutare un harem a sua disposizione, e per giunta a gratis? Cosa conta se l’harem è pagato da un tizio che spera di ottenere favori in cambio? Cosa conta se invece di occuparsi degli affari di Stato il capo del Governo privilegia i suoi divertimenti personali? Cosa conta se questa storia è il seguito della mortificazione/mercificazione del corpo femminile inaugurata e portata avanti con determinazione proprio dalle tv di Berlusconi? Cosa conta se in qualunque altro Paese – non solo occidentale – le omissioni e le bugie di fronte all’evidenza avrebbero costretto il capo del Governo alle dimissioni? Povero me. Cosa dirò adesso alle mie figlie, alle quali ho sempre cercato di insegnare che è meglio andare avanti a colpi di cervello e competenza, piuttosto che di rossetto e minigonne? Devo solo sperare, per davvero, che una donna arrivi al più presto – grazie alle sue competenze – a governare questo nostro Paese. Questo è l’antidoto. E tu – macho di sinistra – invece di ansimare sulle foto delle escort berlusconiane, sei disposto a rimboccarti le maniche per rimettere al centro della Politica la necessità di modificare questa visione umiliante e offensiva della donna nella cultura di massa (non solo maschile) del nostro Paese?

Gianfranco Mascia

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( 1 so far )

LETTERA DI DON FARINELLA AL CARDINAL BAGNASCO

Posted on giugno 29, 2009. Filed under: Attualità e politica | Tag:, , , , , , |

Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.
Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato – o meglio non ha trattato – la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.
Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.
Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.
Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.
I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.
Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.
Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che – è il caso di dirlo – è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».
Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).
Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).
Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.
Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.
Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.
In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.
Genova 31 maggio 2009

Paolo Farinella, prete

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( 2 so far )

VISTI DA LONTANO: LA POLITICA ITALIANA SULLA STAMPA INGLESE

Posted on giugno 7, 2009. Filed under: Attualità e politica | Tag:, |

I giornali inglesi, come quelli di molti altri Paesi, si sono occupati parecchio degli scandali che hanno interessato Silvio Berlusconi negli ultimi mesi. Più che fare una rassegna di quello che è stato detto, vorrei provare a riflettere sui punti che hanno ricevuto più attenzione negli articoli che ho letto. In molti casi i ragionamenti dei giornalisti esteri riecheggiano le preoccupazioni che Marco ha espresso qualche giorno fa su questo blog

L’Economist pone l’accento su una domanda: perché il capo del governo non si presenta al Parlamento per riferire sui suoi presunti rapporti con la ragazza di Napoli visto che aveva promesso di farlo? In fondo, sottolinea il settimanale, finora non ci sono prove del fatto che il suo interesse avesse secondi fini. Ancora più interessante è il fatto che l’Economist abbia dedicato un articolo a Gianfranco Fini, definito ‘la figura più affascinante (intriguing) della politica italiana attuale’. L’articolo lascia intendere che Fini stia preparando la successione a Berlusconi (settantaduenne con una pacemaker…) e voglia soprattutto liberarsi dell’eredità del suo passato, vista come ostacolo principale alla sua leadership. La chiusura propone un parallelo tra Fini e David Cameron, il giovane leader del partito conservatore che anni fa sembrava avere poche speranze di guidare il partito e ora ha un’altissima probabilità di diventare primo ministro alle prossime elezioni.

I laburisti sono dati per spacciati dai più, anche visti i risultati delle elezioni dei giorni scorsi. L’ultima scossa il partito di Brown l’ha ricevuta a causa dei rimborsi spese gonfiati dai parlamentari. La disaffezione degli elettori inglesi verso i partiti tradizionali è evidente e rischia di trasformarsi in un’avanzata di piccoli partiti nazionalisti, a volte apertamente razzisti, come lo UKIP e soprattutto il BNP. Il Times, in un editoriale firmato da Richard Overy, ha sottolineato questo fenomeno rischiamandosi all’Italia. L’articolo esprime la preoccupazione per la possibilità che il vuoto politico apra la strada a un ‘Berlusconi britannico’. A parte l’idea ridicola (Berlusconi britannico sembra una contraddizione in termini!) l’articolo offre alcuni spunti interessanti, denunciando l’esistenza di un ‘fascismo nascosto’ nel nostro Paese. Il rischio, secondo l’autore, è che la partecipazione pubblica alla vita politica non sia più sufficiente a tenerlo a bada.

L’Independent ha sottolineato come il Times, la cui proprietà si può ricondurre a Rupert Murdoch, abbia affondato i denti con particolare accanimento nel raccontare le vicende di Berlusconi. Il quotidiano ricostruisce la storia della lunga intesa d’affari tra i due fino alla introduzione dell’aliquota IVA maggiorata sulla televisione satellitare nel 2008. L’articolo chiude con ironia: è difficile fare un pronostico sul vincitore perché, per quanto Murdoch sia uno che di solito ottiene quello che vuole, questa volta il suo avversario è anche a capo del governo.

Chiuderei con un attacco molto pesante che ho letto nel Guardian di oggi. Nella sezione di commenti, Barbara Ellen ci invita a liberarci di Berlusconi una volta per tutte sottolineando come ci sia ormai stato un salto di qualità. Dal politico volgare e patetico che in fondo è divertente (e fornisce sempre nuovi spunti di conversazione) si è trasformato in un caso preoccupante per tutta la politica europea. E’ visto come esempio di potere che mostra il suo lato peggiore, senza alcun riguardo per il resto del Paese a cui non ritiene di dovere alcuna spiegazione. Non gli scandali di per sé, ma questo atteggiamento di intoccabilità è ciò che sembra preoccupare di più chi ci guarda da lontano.

Giulianosq

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( 1 so far )

NON CEDIAMO SULL’INFORMAZIONE

Posted on giugno 1, 2009. Filed under: Politica | Tag:, , , |

Cari amici di Ricostituente,

voglio aggiungere la mia voce alle grida di sdegno che ancora si levano per protestare contro la sistematica distorsione della realtà che viene compiuta dal governo italiano e dal suo capo e per richiedere che il diritto ad un informazione imparziale si riempia di sostanza.

Ho sentito da troppi amici e compagni che la questione di Berlusconi e Noemi è solo un gossip senza importanza. Che i veri problemi sono altri e che il Cavaliere ne uscirà rafforzato ancora una volta. Io non sono d’accordo:  l’informazione ha le sue (poco condivisibili, d’accordo) leggi e a volte è necessario fare leva su di una situazione di bandiera piuttosto che su tutti gli elementi possibili, anche se alcuni sono più importanti. Se l’opinione pubblica pone attenzione al caso della ragazzina 17-18enne cui il capo fa il filo, e questo è uno dei mille episodi in cui egli ha mentito, ebbene non cediamo di un passo nel denunciare l’uso violento del potere volto a piegare la realtà ai propri bisogni. Fosse stato un altro argomento, magari più serio, direi lo stesso. D’altro canto Marco Travaglio e Peter Gomez per il proprio libro “Lo chiamavano impunità”, hanno contato che Berlusconi in 115 minuti di dichiarazioni spontanee al tribunale di Milano è riuscito a raccontare 85 bugie, una ogni minuto e mezzo. Quindi capite che non possiamo fare questa battaglia su tutto: servono dei casi da portare ad emblema.

Io credo che oggi sia arrivato il tempo di fare muro contro il fascismo comunicativo che ci viene imposto. Il momento di non ignorare le porcherie del governo anche se farle emergere non trova ampio sostegno tra il pubblico.  E’ necessario che ci sia un innalzamento dei toni di tutti coloro che in politica o nei vari luoghi della vita vogliono difendere la purezza delle relazioni dal morbo della bugia e dell’uso strumentale del potere. Possibilmente senza lessico di guerra, ma sicuramente senza indietreggiare.

Questo implica che il centro sinistra rifletta sulla sua stessa natura: anche a sinistra si grida allo scandalo prima delle elezioni ma ci si adagia sull’esistente quando il contrasto non porta frutti. Quando il centro sinistra è stato al governo non ha risolto il conflitto di interessi di Berlusconi né si è preoccupato di rendere più libera dai partiti l’informazione in generale.

In conclusione: non prendetevela con Fraceschini quando domanda se voi fareste educare i vostri figli da Berlusconi: non solo è una domanda legittima, ma è fondamentale chiedere al capo del governo di essere di esempio per gli altri. Non attaccate Veronica perché mette in piazza la sua vita personale, ma ringraziatela perché si sta comportando in maniera corretta e coraggiosa: sapeva che l’imperatore avrebbe sguinzagliato i suoi servi per denigrarla e, possibilmente, distruggerla. E lei non si è sottratta. E io credo che il motivo sia semplicemente che non ce la fa più. Esattamente come me, non ce la fa più. Ne abbiamo fin sopra i capelli e cerchiamo di reagire come possiamo.

Con la differenza che lei scrive su “La Repubblica” ed io su “Ricostituente” 🙂

Marco

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( 2 so far )

ESCLUSO UNO

Posted on maggio 25, 2009. Filed under: Uncategorized | Tag:, , |

Meno uno

Escluso uno

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

BERLUSCONI E DELL’UTRI

Posted on aprile 5, 2009. Filed under: Attualità e politica, Politica | Tag:, , , , |

Massì dai! Facciamoci prendere anche noi dal populismo antiberlusconiano! Dallo snobismo di sinistra! Prendiamocela con questo sant’uomo che da Presidente del Consiglio si candida a divenire semplice parlamentare europeo!

Ricordiamo tramite video alcune vicende passate

La sentenza la trovate qui.

Poi alcuni fatti simpatici sulla triade Berlu-Dellu-Mangano:

Marco

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

Liked it here?
Why not try sites on the blogroll...