AMMETTO DI AVER SBAGLIATO

Posted on maggio 20, 2010. Filed under: Attualità e politica, etica, Politica | Tag:, , , , , |

Maggio 2010 – comportamenti politici

Un paio di settimane fa il ministro Claudio Scajola è stato preso con le mani nel sacco: aveva usufruito di alcuni vantaggi per l’acquisto della sua abitazione di Roma. Sembra che l’abbia pagata poco più di 600 mila euro a fronte del suo valore di circa 1 milione e 500 mila euro. Il Ministro si è presentato ad una conferenza stampa dicendo che finalmente i mass media l’hanno aiutato a prendere coscienza che forse qualcun altro ha contribuito a pagargli la casa.

Claudio Scajola

La storia è ovviamente una bufala che appare tale anche ai più ingenui e questo un uomo intelligente come lui ovviamente lo sa bene. Ma sa anche che gli uomini di potere possono ignorare la realtà e possono continuare a mentire come se niente fosse. Nella vita politica la verità è un concetto diverso da quello che abbiamo noi persone comuni. La verità è quella che fa comodo a me. E siccome così fan tutte le parti, nessuno più si domanda se ne esista un concetto non utilitarista. Quante volte abbiamo sentito esponenti politici contraddirsi palesemente o dire che non avevano detto ciò che era stato registrato da telecamere e registratori? Eppure questo non appare come un problema: il potente misura le cose che dice in base a rapporti di forza che gli consentono di accrescere o difendere il proprio potere. Dice ciò che è utile a questo. Che sia la verità o no, non ha importanza. Non è una domanda che ci si pone. Ovviamente non si può mentire in maniera così palese che l’opinione pubblica ti si rivolti contro. Ma solo per una questione di interesse.

Su un altro fronte un’altra ministra, Mara Carfagna, in occasione della giornata contro l’omofobia (19 maggio) si è scusata pubblicamente davanti al Presidente della Repubblica e a tutto il mondo dell’ associazionismo  omosessuale. «All’ inizio sono stata guidata dal pregiudizio nei confronti delle vostre istanze. Questo, visto il mio ruolo, ha creato dei problemi. Me ne scuso e ringrazio l’ onorevole Anna Paola Concia. È lei che mi ha aiutata a capire, con il suo impegno e la sua delicatezza…».

Mara Carfagna

Mara Carfagna

Una Ministra ammette i propri limiti in pubblico, ammette di aver sbagliato. Non aveva frodato, come sostanzialmente ha fatto Scajola, aveva solo agito politicamente per pregiudizio. Ancora di più: ammette di aver cambiato idea a seguito di una relazione avuta con una parlamentare della parte opposta.
Credo che questo sia un fatto molto positivo, un esempio che tutti dovremmo seguire. Un esempio di buona politica che, diciamolo pure, non è un caso che venga da due donne.

Scajola che sostiene l’insostenibile con la menzogna e la Carfagna che dimostra umiltà e coraggio.

Marco

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Adeschiamo diritti

Posted on dicembre 4, 2008. Filed under: Attualità e politica | Tag:, , |

Riportiamo di seguito le motivazioni che sono alla base della manifestazione “ADESCHIAMO DIRITTI – contro il DDL Carfagna sulla prostituzione” che si svolgerà il 13 dicembre a Roma.

Dalla presentazione del Disegno di Legge Carfagna sulla prostituzione e con le ordinanze di tanti Sindaci in Italia si è creato un pericoloso clima di intolleranza verso tutte le persone che si prostituiscono. Insieme al ddl si sono avviate campagne politico-mediatiche per alimentare l’allarme sociale e la paura dei cittadini. Sulle persone socialmente «deboli» (della cui sicurezza non ci si preoccupa), si vuole oggi indirizzare l’insicurezza e la paura della gente facendole diventare il capro espiatorio su cui sfogare le frustrazioni di un Paese che sta impoverendo in tutti i sensi.

La «sicurezza» sta diventando l’abbaglio e il pretesto per escludere e discriminare i più «deboli», i «diversi» e gli «stranieri», nei confronti dei quali sono aumentate aggressioni, violenze,discriminazioni che si fanno passare come normali, endemici e scontati atti di violenza metropolitana, sottacendone l’origine razzista, sessista, omo-transfobica.

Sulla paura e sull’insicurezza si sono costruite campagne che non risolvono ma ingigantiscono i problemi, dei quali si continua a non considerare le cause cercando semplicemente di eliminare gli effetti per mezzo della ricetta più semplice, quella di nascondere. Esattamente quello che si sta tentando di fare con la prostituzione: renderla invisibile.

Ma in questo modo non si tutelano i diritti di nessuno. In questo modo si riducono i diritti di tutti:

• il ddl Carfagna sulla prostituzione non tiene assolutamente in considerazione l’esperienza di tutte quelle persone (trans, donne, uomini) che hanno scelto liberamente di vendere prestazioni sessuali, né risponde ai bisogni delle persone che esercitano la prostituzione per vivere o sopravvivere. Le emargina soltanto, senza neppure offrire una alternativa;

• inoltre, contrariamente a quanto afferma il Governo, il ddl aggrava la condizione di chi è sfruttato ed è vittima della tratta di esseri umani, fenomeno molto frequente, che riguarda moltissime persone straniere che si prostituiscono in strada, spingendo le persone nel sommerso di appartamenti e locali, rendendole irraggiungibili e completamente sotto il controllo degli sfruttatori;

infine, il disegno di legge non renderà i cittadini più sicuri, poiché la sicurezza si costruisce innanzitutto creando condizioni di benessere diffuso, di convivenza pacifica, di rispetto, di pari opportunità, di diritti per tutti e non spingendo al chiuso e nei ghetti fenomeni sociali e persone che fanno parte della nostra società.

Questo ddl attacca i principi di libertà garantiti dalla Costituzione, priva di diritti le persone che esercitano la prostituzione, minaccia seriamente la loro salute e la loro sicurezza, non tutela l’incolumità delle vittime di sfruttamento, non permette di portare avanti i servizi che da anni operano attività di riduzione del danno e di prevenzione sanitaria che da sempre garantiscono il diritto alla salute dell’intera comunità (contatto, informazione, sensibilizzazione ed accompagnamento che svolgono gli operatori sociali direttamente in strada con le persone che si prostituiscono). Questo ddl rischia inoltre di depotenziare il sistema di tutela e assistenza delle vittime di grave sfruttamento e tratta di persone, che pure rappresenta un punto di eccellenza dell’Italia nel panorama internazionale: le vittime non avranno più accesso ai programmi di aiuto poiché non potranno essere più contattate dalle unità di strada, ed anche per le forze dell’ordine il contatto sarà più difficile.

Ci opponiamo al ddl perché crediamo che le persone debbano essere:

• LIBERE DALLA VIOLENZA

a cui vuole condannare il ddl Carfagna costringendo le persone ad esercitare la prostituzione al chiuso, dove è più difficile difendersi dalla violenza e dove aumenta la precarietà.

Il ddl non considera il fatto che chi si prostituisce non commette reati contro terzi ma spesso li subisce (violenze, stupri, rapine, sfruttamento, riduzione in schiavitù); non considera inoltre che violenza, sfruttamento, riduzione in schiavitù già sono presenti in una parte della prostituzione al chiuso esercitata negli appartamenti o tramite i locali notturni.

Il ddl inoltre, in evidente violazione degli obblighi costituzionali ed internazionali assunti dallo Stato italiano relativamente alla protezione dei minori, prevede il rimpatrio forzato delle persone minorenni non italiane che si prostituiscono, costringendole a tornare nei luoghi dai quali sono fuggite. Questo significa molto spesso immettere una seconda volta le vittime nel circuito dello sfruttamento e in una condizione di vulnerabilità ancora maggiore.

• LIBERE DI POTER ACCEDERE E DI USUFRUIRE DI SERVIZI E OPPORTUNITA’

mentre invece il ddl Carfagna – con il suo estremismo securitario e la sua impostazione esclusivamente repressiva – toglie ogni prospettiva futura per chiunque voglia abbandonare la prostituzione. Le persone trafficate vedranno ridotte drasticamente le loro possibilità di accedere ai programmi di assistenza e protezione sociale in quanto sempre più irraggiungibili dagli operatori sociali ma anche dalle forze dell’ordine, che verranno viste come nemiche anziché come un punto di riferimento. A chi esercita la prostituzione per mancanza di alternative e a causa della discriminazione (si pensi alle transessuali), non viene offerta alcuna alternativa, nessuna misura di supporto all’inclusione sociale e all’inserimento lavorativo.

• LIBERE DI SCEGLIERE

mentre il ddl Carfagna non tiene in considerazione il fatto che la prostituzione possa essere una scelta, né garantisce aiuto alle vittime di tratta e sfruttamento, né offre alternative a chi vorrebbe abbandonare l’attività prostitutiva ma ha bisogno di un sostegno.

• LIBERE DAL PREGIUDIZIO

mentre il ddl, criminalizzando la prostituzione, aumenta lo stigma e il pregiudizio verso chi la pratica, esponendo le persone a violenze, persecuzioni, discriminazioni e maggior emarginazione.

• LIBERE DI AGIRE

mentre il ddl, per salvaguardare il «pubblico pudore», impone norme di comportamento a tutte e tutti. In questo modo si limita la libertà, l’autodeterminazione e si ledono i diritti.

Per tutti questi motivi stiamo promuovendo un evento pubblico a Roma per il 13 dicembre 2008 e ci auguriamo di poter contare sulla più ampia partecipazione. Un evento che veda insieme le persone che si prostituiscono, gli operatori sociali, la cittadinanza, personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura. Una manifestazione per i Diritti e per la Libertà di Scegliere.

Per aderire all’iniziativa nella qualità di enti sostenitori, siete pregati di scrivere alla seguente mail:

adesione13dicembre@gmail.comLe adesioni possono venire sia da enti che da singoli.

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