Settembre

Posted on settembre 15, 2009. Filed under: Attualità e politica, Cultura | Tag:, , , |

Milano a settembre è molto diversa da Milano d’agosto. Tornano le macchine, si mette via la bici, si riprende in mano l’abbonamento ai mezzi pubblici, torna il grigio, torna il rumore. Che poi è il rumore delle macchine. Marc Augé nel suo “Il bello della bicicletta” (Bollati Boringhieri) definisce le città moderne “deserti”. Poi ci mette anche accanto un aggettivo, che però non mi ricordo perché ho già restituto il libro alla biblioteca. E anche Vasco Brondi – Le luci della centrale elettrica, un musicista ferrarese trasferitosi a Milano, nel suo disco “Canzoni da spiaggia deturpata”, definisce Milano “un deserto all’incontrario”. Cioè: caotica, affollata, puzzolente, ma pur sempre un deserto. A settembre ricomincia anche la festa de l’Unità e quest’anno c’è il congresso del PD. L’altra sera qui ha parlato Ignazio Marino, suscitando grande entusiasmo. Fra qualche giorno ci sarà la votazione nel mio circolo e io sosterrò Ignazio. Per quello che ho visto, mi sembra che a sostenerlo siano soprattutto giovani e donne, ma forse è solo un’impressione da qui, non so a livello nazionale. Fattostà che ho già dovuto litigare con alcuni sostenitori di Bersani. In particolare sul tema della legalità e della questione morale. Loro tendono a difendere Bassolino e il clan dei pugliesi. Io invece li caccerei tutti a pedate. In particolare, uno di questi sosteneva che il tema della “legalità” non era un tema “riformista”. Al che io dico che la parola “riformista” in sé non vuol dire niente. Al che quello s’incazza. Ma secondo me ho ragione io! Dico: in Italia, il ripristino della legalità non è proprio il nocciolo di un discorso riformista? E poi, nel mio programma “riformista”, ci metterei naturalmente anche: città a misura d’uomo, dove si possa respirare, con spazi verdi, piste ciclabili e tram silenziosi molto frequenti, anche di notte. E poi, sicuramente, una bella legge sul conflitto d’interessi. Nessun privato può avere più di un canale televisivo, e per averlo deve dotarsi di una speciale patente, quest’ultima proposta avanzata da Karl R. Popper nel suo “Cattiva maestra televisione” (Marsilio). Io poi aggiungo che si può facilissimamente perdere questa patente se si fanno programmi volgari, stupidi e violenti (a giudizio di una speciale Magistratura indipendente della TV). Se vi sembra una proposta esagerata, è perché ancora non avete visto “Videocracy” di Erik Gandini, al cinema in questi giorni. Lo consiglio a chi non è debole di cuore, perché è un vero horror!

valerioozu

Annunci
Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

CINEFIGLI 4 – THE MILLIONAIRE

Posted on marzo 1, 2009. Filed under: Uncategorized | Tag:, , |

The Millionaire (Titolo originale Slumdog Millionaire) è un filmone; un film dalla A alla Z. È un film d’amore, un film sociale, un film drammatico ed una commedia.

Ero andato a vederlo con un’amica una settimana prima della premiazione degli Oscar, prima cioè che facesse il pieno di 8 statuette, e subito avevamo avuto la percezione di trovarci di fronte ad un film speciale. Anche il pubblico era inaspettatamente numeroso per un cinema d’essai, e qualcuno è tornato alle pose degli agli anni 80 ed è rimasto in sala a rivederselo.

I giovani attori di The Millionaire alla serata degli Oscar 2009

I giovani attori di The Millionaire alla serata degli Oscar 2009

La vicenda narrata è quella di un ragazzo indiano, Jamal, cresciuto nelle periferie di Mumbai che partecipa ad un quiz televisivo “Who wants to be a millionaire?”. Attraverso una serie di flashback ci viene raccontata la sua storia attraversata da violenza e crudeltà di vario genere: la morte della madre ad opera di gruppi musulmani violenti, lo sfruttamento di bambini per accattonaggio, il tradimento del fratello e l’impossibilità di stare con la bambina/ragazza amata che è nelle mani della malavita locale. Nonostante attorno a lui si moltiplichino i vizi, Jamal riesce a scegliere la rettitudine e, in un modo che è possibile solo nei film, dopo incredibili vicissitudini riesce ad riincontrare Latika la ragazza che ama, la quale, ovviamente, non solo è bellissima, ma ricambia il suo amore. Tutto come dovrebbe essere, insomma. Il piacere del film, tuttavia, riposa anche nei colori e nelle musiche che ci offre e che ci portano con forza nel contesto indiano. La colonna sonora è di Allah Rakha Rahman, uno dei più grandi compositori indiani di soundtracks.

Il film, però non è indiano, bensì una coproduzione anglo-americana: il regista è Danny Boyle, lo stesso di Trainspotting. Pare, tra l’altro, che molti indiani non abbiano apprezzato l’immagine che dà dell’India perché sembra che sia popolata solo da delinquenti e che il meglio che ti possa capitare se aiuti un amico, è che questi ricambi accoltellandoti. Io credo che bisogni lasciare i film nello spazio dell’arte, in grado cioè di parlare alla realtà ma che non devono essere confusi con essa. Questo film è una favola ben realizzata, portatrice di valori che emozionano sia in occidente che in oriente. Viviamola così.

Marco

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( 2 so far )

Cinefigli 3, buon compleanno Ratataplan!

Posted on febbraio 8, 2009. Filed under: Cultura | Tag:, |

Maurizio Nichetti in Ratataplan

Maurizio Nichetti in Ratataplan

Una giornata di sole a Milano, dopo l’acquazzone di ieri, in compagnia di Maurizio Nichetti. Quest’anno sono trent’anni che è uscito “Ratataplan”, storia dell’ing. Colombo, inventore per hobby, attore in una compagnia di clown vessata dal perfido impresario sempre affamato, innamorato non corrisposto, incapace di trovare lavoro, nella Milano nebbiosa di fine anni’70. Per l’occasione, la Cineteca ha organizzato una gita per i luoghi dove è stato girato questo film, e altri film di Maurizio Nichetti. Due pullman, più di cento persone. Ogni tanto ci si fermava, e ci si stupiva di un cortile di una casa di ringhiera, quelle tipiche di Milano, ancora intatto, una chiesa con davanti un cratere dove forse un giorno spunterà un palazzo, una panchina sul naviglio. Nichetti ha girato quasi tutti i suoi film in un’area piccola, a nord di Milano, dove in questi anni è stata programmata un’edificazione starordinaria, per accogliere il nuovo palazzo della Regione, voluto da Formigoni, e la cosiddetta Città della Moda. Il nuovo volto del quartiere nessuno riesce a immaginarlo (si è parlato persino di verde verticale, ossia palazzi con alberi e cespugli che crescono sulla facciata, in verticale – e qualcuno già fa delle ipotesi su come faranno i vecchietti a portarci il cane a fare i bisogni), ma per il momento, finchè si può, andiamo a vedere quello che resta della Milano di allora, che non era già più la Milano degli anni ’50, che non era già più… e così via. Così come oggi non siamo ancora nella Milano di domani, verrebbe da dire: per fortuna. Per tornare a Ratataplan: se ne trovano, in giro, di film così? No. E non che sia un film particolarmente eversivo, è solo che la comicità di Nichetti è sempre stata una comicità fuori dagli schemi rispetto alla tristissima comicità della tristissima commedia all’italiana. Nichetti non assomiglia a nessuno, perché ha dei riferimenti diversi. Lui pesca direttamente dagli anni del muto, poi dai cartoni animati, dal circo, dal mimo. Da arti nate per divertire con pochi soldi, con niente, senza altre urgenze che il proprio divertimento e guadagnarsi la pagnotta senza truffare il prossimo.

Valerio

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

Cinefigli 2: Valzer con Bashir

Posted on gennaio 18, 2009. Filed under: Cultura | Tag:, , |

“Valzer con Bashir” del regista israeliano Ari Folman è il film non americano che, nell’anno appena trascorso, si è diviso con “Gomorra” di Matteo Garrone i maggiori riconoscimenti internazionali, e che oggi batte il rivale sul filo di lana, sconfiggendolo ai Golden Globe e forse portandosi a casa l’Oscar come migliore film straniero (lo sapremo a marzo). “Valzer con Bashir” è un documentario a cartoni animati sul ricordo di un evento che ha segnato il regista e gli israeliani della sua generazione (Folman è nato nel 1962): l’intervento di Israele in Libano nell’82, e la strage di Sabra e Chatila. Il regista, anche interprete del film, non riesce a ricordarsi niente dell’esperienza in Libano, così decide di cercare i vecchi compagni d’armi, per ricostruire i propri ricordi. E’ un film sulla rimozione del ricordo, sull’elaborazione del lutto e della colpa, sulle cicatrici che la guerra lascia su chi l’ha combattuta. Come i migliori film di guerra (Apocalypse now, Full Metal Jacket), non è un film sulla guerra ma sull’elaborazione mentale della guerra. Un’elaborazione che ha le fattezze iperrealistiche dell’incubo. E l’intuizione di usare i cartoni animati in questo senso è riuscita. Si è detto che è la prima volta che un cartone animato viene utilizzato per fare un documentario.

Valzer con Bashir

Il risultato è che le interviste ai protagonisti sono montate non con la ricostruzione dell’evento, come avviene in alcuni documentari, ma con l’evento stesso. Come dice lo stesso Folman ad una giornalista della tv francese, i disegni animati consentono una libertà che il cinema con attori non consente. Oggi poi, con il computer, non richiedono neanche più i tempi che richiedevano nell’era Disney. E’ possibile che i cartoni animati diventino il principale strumento dei nuovi cineasti, poveri di soldi, ma non d’idee? Già oggi i documentari sono l’arma preferita di espressione di molti giovani cineasti, cui basta una piccola videocamera e un programma di montaggio video per ottenere spesso opere molto più interessanti dei film di finzione.
“Valzer con Bashir”, documentario e cartone animato, si colloca al vertice di questo triangolo, e segna una strada per il futuro. Proprio per questo penso non sia scandaloso che sia stato preferito al pur bello “Gomorra”.

Valerio

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

Cinefigli

Posted on dicembre 9, 2008. Filed under: Cultura | Tag:, , |

Questa rubrica è per i cinefigli. I cinefigli sono i figli dei cinefili. Come accade in molti campi con questa generazione, i cinefigli non sono per certi versi all’altezza dei padri: non hanno visto tutti i film che hanno visto quelli, spesso non li hanno visti neanche in una sala cinematografica, e anche i film non sono più quelli di un tempo.

cinema1Ai tempi dei cinefili, Truffaut, Hitchcock, Lang e Rossellini erano vivi. Oggi i cinefigli al massimo  si coccolano Manoel De Oliveira, che proprio dopodomani compie cent’anni. I cineclub hanno chiuso. I cinefigli i film li scaricano da internet, pregando di stare scaricando una copia buona. Li scaricano un po’ a caso, seguendo i consigli degli amici, o qualche dritta del Morandini (inteso il dizionario dei film). Le riviste di cinema infatti hanno perso lo smalto di un tempo. La critica non divide più i cinefili in gruppi ostili l’uno all’altro (meglio Hawks o Huston? pro o contro il carrello di Kapò?). Oggi i cinefigli danno quasi la stessa importanza ai giornalisti e alle critiche del pubblico. Anche perchè, essendo più poveri dei cinefili, i cinefigli ci pensano due volte prima di spendere 7 euri per andare a vedere un film che magari non gli piace.

Ecco, i 7 euri sono praticamente in banca se andate a vedere “La felicità porta fortuna” di Mike Leigh. Grande film, mi è piaciuto un sacco (un cinefiglio dice sempre chiaramente se un film gli è piaciuto). Mike Leigh è un regista inglese, l’ultima volta che ho visto una sua foto mi sa che viaggiava verso la sessantina, dovrebbe essere un contemporaneo di Ken Loach, penso si conoscano anche, solo che Leigh, rispetto a Loach, ha meno l’ansia di fare discorsi. Non vuole dimostrare teoremi: i personaggi di Leigh si limitano a vivere. Come Poppy, la protagonista di questo film, una maestra single, trentenne, che divide l’appartamento a Londra con un’amica, ed è più o meno sempre di buonumore.

I film di Mike Leigh che mi piacciono di più, oltre a questo, sono (dritte per lo scaricamento): “Dolce è la vita” (1990), dove recita anche sua moglie Alison Steadman, che potrebbe essere Poppy da grande, e “Ragazze” (1997), con la grandissima Katrin Cartlidge.

Valerio

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

Liked it here?
Why not try sites on the blogroll...