DONATA GOTTARDI NON SI RICANDIDA ALL’EUROPARLAMENTO

Posted on settembre 6, 2009. Filed under: Attualità e politica, Politica | Tag:, , , , , , |

Donata Gottardi,  europarlamentare negli ultimi 5 anni, alcuni mesi prima della scadenza del proprio mandato ha reso pubbliche le motivazioni che la spingevano a non ricandidarsi.

Donata Gottardi

Donata Gottardi

Ricostituente l’ha intervistata:

RIC. Ci può ricordare le motivazioni che l’hanno spinta alla Sua decisione?

GOT. Il lavoro al Parlamento europeo richiede molto tempo e ne rimane poco per restituire quanto fatto al territorio che ti ha eletta, che ritenevi di rappresentare. Una magnifica esperienza che vale più per me che per l’Italia.

RIC. Lei sostiene che la classe politica italiana, assieme al sistema dei mass media, è responsabile della scarsa attenzione che viene dedicata all’attività che si svolge in ambito europeo.

GOT. Il problema è che l’Italia ragiona veramente sul campanile e non sa che cosa succede, a meno che non ci sia qualcosa di straordinario, a livello di Parlamento europeo. Ad esempio abbiamo fatto una battaglia  straordinaria sull’orario di lavoro. Quell’orario di lavoro riguarda ovviamente la vita di tutte le persone compresi gli atipici. L’orario di lavoro non è certo la misura delle banane, come invece si banalizza in Italia. A questo è stato dedicato un brevissimo flash il giorno in cui la misura è avvenuta, e nessuno ha discusso di che cosa sta succedendo. Nello stesso tempo la maggior parte delle persone sa di quello che esce dalla Commissione europea.

RIC. In relazione al tema della parità uomo-donna, Lei ha contribuito alla creazione di regole che facilitassero la partecipazione delle donne alla vita del Partito democratico, ma non è soddisfatta del risultato odierno. Che cosa si potrebbe fare per superare questo gap?

Non so se quella era una strada obbligata. Per certi aspetti mi tranquillizza la coscienza perché penso che fosse una battaglia da fare quella dei 50 e 50 (obbligatorio di uomini e donne n.d.r.) in ogni organismo, però ho capito che finora è stata usata solo come un tranquillante, come un biglietto da visita. Il 50 e 50 è stato raggiunto solo negli organismi a composizione moltiplicabile, perché i componenti dell’Assemblea nazionale possono essere 1200 come 1400,  non cambia niente, quindi c’è da fare tutto il resto della battaglia.

Noi siamo un gruppo di giovani che hanno deciso di dire la loro, oltre che in vari contesti politici e sociali, anche attraverso il blog Ricostituente. Alla luce della Sua esperienza, ritiene che l’utilizzo della rete possa contribuire allo sviluppo di un’opinione democratica nel Paese?

Allora, io conosco poco il blog, nel senso che ho un sito, poi ho provato con i social network. Io credo che siano occasioni straordinarie di contatto, hanno però un problema ed è che le notizie si moltiplicano continuamente e non c’è mai sedimentazione. Per esempio io ricevo o lancio i messaggi, e su quello si apre una discussione che può essere più o meno ricca, ma che si chiude in un giorno, massimo due, dopodiché ne subentra un’altra.

Io sono convinta dell’importanza di questi strumenti, per esempio io mi son resa conto, quelle due volte che ho cercato di fare delle petizioni, della fatica di arrivare ai 1000 contatti quando si è lavorato via mail. Se invece fosse stato usato  il network, si poteva di più fare un lavoro davvero che colpisse di più. Tuttavia quello che mi mette un po’ di angoscia, come in facebook, è l’istantaneità determinata dal fatto che le notizie sono infinite e quindi sono tutte interessanti però non hai sedimento.

Margherita e Marco

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NON CEDIAMO SULL’INFORMAZIONE

Posted on giugno 1, 2009. Filed under: Politica | Tag:, , , |

Cari amici di Ricostituente,

voglio aggiungere la mia voce alle grida di sdegno che ancora si levano per protestare contro la sistematica distorsione della realtà che viene compiuta dal governo italiano e dal suo capo e per richiedere che il diritto ad un informazione imparziale si riempia di sostanza.

Ho sentito da troppi amici e compagni che la questione di Berlusconi e Noemi è solo un gossip senza importanza. Che i veri problemi sono altri e che il Cavaliere ne uscirà rafforzato ancora una volta. Io non sono d’accordo:  l’informazione ha le sue (poco condivisibili, d’accordo) leggi e a volte è necessario fare leva su di una situazione di bandiera piuttosto che su tutti gli elementi possibili, anche se alcuni sono più importanti. Se l’opinione pubblica pone attenzione al caso della ragazzina 17-18enne cui il capo fa il filo, e questo è uno dei mille episodi in cui egli ha mentito, ebbene non cediamo di un passo nel denunciare l’uso violento del potere volto a piegare la realtà ai propri bisogni. Fosse stato un altro argomento, magari più serio, direi lo stesso. D’altro canto Marco Travaglio e Peter Gomez per il proprio libro “Lo chiamavano impunità”, hanno contato che Berlusconi in 115 minuti di dichiarazioni spontanee al tribunale di Milano è riuscito a raccontare 85 bugie, una ogni minuto e mezzo. Quindi capite che non possiamo fare questa battaglia su tutto: servono dei casi da portare ad emblema.

Io credo che oggi sia arrivato il tempo di fare muro contro il fascismo comunicativo che ci viene imposto. Il momento di non ignorare le porcherie del governo anche se farle emergere non trova ampio sostegno tra il pubblico.  E’ necessario che ci sia un innalzamento dei toni di tutti coloro che in politica o nei vari luoghi della vita vogliono difendere la purezza delle relazioni dal morbo della bugia e dell’uso strumentale del potere. Possibilmente senza lessico di guerra, ma sicuramente senza indietreggiare.

Questo implica che il centro sinistra rifletta sulla sua stessa natura: anche a sinistra si grida allo scandalo prima delle elezioni ma ci si adagia sull’esistente quando il contrasto non porta frutti. Quando il centro sinistra è stato al governo non ha risolto il conflitto di interessi di Berlusconi né si è preoccupato di rendere più libera dai partiti l’informazione in generale.

In conclusione: non prendetevela con Fraceschini quando domanda se voi fareste educare i vostri figli da Berlusconi: non solo è una domanda legittima, ma è fondamentale chiedere al capo del governo di essere di esempio per gli altri. Non attaccate Veronica perché mette in piazza la sua vita personale, ma ringraziatela perché si sta comportando in maniera corretta e coraggiosa: sapeva che l’imperatore avrebbe sguinzagliato i suoi servi per denigrarla e, possibilmente, distruggerla. E lei non si è sottratta. E io credo che il motivo sia semplicemente che non ce la fa più. Esattamente come me, non ce la fa più. Ne abbiamo fin sopra i capelli e cerchiamo di reagire come possiamo.

Con la differenza che lei scrive su “La Repubblica” ed io su “Ricostituente” 🙂

Marco

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