LO STRANO CASO DEL DOTTOR TORNATORE

Posted on gennaio 17, 2010. Filed under: Ambiente | Tag:, , , , |

Venerdì 15 gennaio sono andato a Trieste a festeggiare la liberazione di Luca Tornatore. Luca era stato arrestato il 14 dicembre scorso a Copenhagen a seguito di un “rastrellamento” della polizia locale in contrasto a manifestazioni di dissenso verso il vertice COP 15 sul clima.

Parlo di rastrellamenti, che a me ricordano il nazismo, perché mi sembra la parola più adatta: setacciamento del territorio da parte di persone autorizzarte, equipaggiate e fortemente “motivate” alla ricerca di qualcuno. Il problema è che il qualcuno non è necessariamente chi ha commesso azioni contrarie alla legge, bensì anche chi propone idee contrarie a quelle “giuste”, cioè quelle di chi comanda. In questa rete è caduto Luca.

Luca Tornatore

Luca Tornatore

Il 14 gennaio un tribunale danese ha confermato che Luca è innocente rispetto alle imputazioni che gli erano state mosse e che quindi le testimonianze dei due poliziotti che sostenevano di averlo visto lanciare molotov, o comunque oggetti, all’indirizzo della polizia non sono credibili.
Ciò che non dice il tribunale, ma che dico io, è che le testimonianze non sono inesatte o frutto di errore, bensì false e rivolte a causare un danno a Luca Tornatore in quanto personaggio di spicco del movimento di difesa del clima, della terra e delle persone contro gli interessi dei Governi e delle grandi lobby economiche. Badate bene che sono perfettamente cosciente che gli interessi delle persone possono essere tutelati dai governi e possono coincidere con quelli delle imprese, ma non è queso il caso del clima.

L’avvocata di Luca (qualcuno la definisce la Ghedini danese per la sua bravura e fama) lo aveva preparato ad una condanna perché contro le testimonianze della polizia mai nessuno, a suo ricordo, era riuscito a spuntarla. Anche questo, a mio avviso, concorre a determinare la sensazione di un processo “politico” (Mio Dio sto parlando come Berlusconi!). Inoltre Luca sta cercando di recuperare un video nel quale si vede che quando sono avvenuti gli scontri che gli sono imputati, lui era già stato tratto in arresto dalla polizia.

Comunque Luca sta bene. In carcere non se l’è passata poi tanto male: in isolamento nessuno gli rompeva le scatole, riceveva moltissima posta e questo assieme al suo atteggiamento non violento lo ha fatto salire nella considerazione dei secondini che hanno smesso di abbaiargli ordini e lo trattavano non dico con gentilezza, ma senza violenza. Aveva il cibo vegetariamo che è l’unico che mangia. Avendo attaccato tutte le lettere e le cartoline alle pareti aveva trasformato la propria cella in una stanza di persone, ricordi e idee. Qualcosa di cui, dice Luca, i secondini ed il sistema “non aveva la chiave”.

La sua passione per la giustizia gli fa leggere questa esperienza come una prova da mostrare a tutti che lo Stato può sbagliare e che verificarlo, controllarlo e dubitarne sono azioni doverose che possono aiutare altre persone che finiscono ingiustamente nella rete.

Luca adesso ci chiede di continuare ad aiutare gli altri ragazzi che sono ancora in carcere a Copenhagen.

Concludo con un pensiero alle famiglie delle vittime di carcerati morti misteriosamente durante la loro detenzione che ieri hanno manifestato a Livorno per chiedere giustizia.

Marco

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C’È QUALCOSA DI MARCIO IN DANIMARCA

Posted on dicembre 16, 2009. Filed under: Ambiente, Attualità e politica, Pace, Politica | Tag:, , , |

Care/i tutte/i,

pubblico un appello per la scarcerazione del mio amico  Luca Tornatore, in carcere per una vicenda assurda.

Luca, astrofisico, residente a Quarto d’Altino, Compagno di Federica e padre di una bambina di 5 anni, ricercatore presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste e attivista della Casa delle Culture, si trova dalla scorsa settimana a Copenhagen per partecipare, con la delegazione italiana (oltre 200 persone) dellaCampagna ‘See You in Copenhagen’, di cui è uno dei portavoce pubblici e riconosciuti, alle iniziative organizzate in occasione della Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 15).

Lunedì sera si è recato nel quartiere di Christiania per intervenire al dibattito organizzato dalla rete “Climate Justice Action” con la partecipazione di Michael Hardt e Naomi Klein, e un migliaio di persone tra il pubblico. Mentre il dibattito era in corso, ad alcune centinaia di metri, un gruppetto di persone vestite di nero ha attaccato, lanciando oggetti ed erigendo una barricata successivamente incendiata, la Polizia danese che stazionava in forze ai margini del quartiere. Questo gruppo, dopo aver colpito, si è dato alla fuga verso l’interno del quartiere, dove nel frattempo il dibattito si era concluso e centinaia di persone si erano fermate nei locali della zona. L’azione ha dato il pretesto alla Polizia danese per effettuare un vero e proprio rastrellamento di massa per le strade e all’interno dei pubblici esercizi di Christiania, procedendo al fermo di circa duecento persone (tra cui alcune decine di italiani) che sono state condotte ammanettate ai Centri detentivi.

Mentre la quasi totalità dei fermati sono stati rilasciati tra la tarda notte e le prime ore del mattino, Luca Tornatore è stato condotto davanti ad un Tribunale con pesanti accuse (lancio di oggetti e resistenza aggravata a pubblico ufficiale), senza alcuna prova, ma basate esclusivamente sul rapporto e le testimonianze della Polizia. Nel tardo pomeriggio, il Tribunale ha convalidato il suo arresto, fissato la prima udienza del processo per il prossimo 12 gennaio e disposto, fino ad allora, la sua detenzione cautelare in carcere.

Luca sta probabilmente pagando il ruolo che, a viso aperto, ha avuto nelle manifestazioni di questi giorni. La sua vicenda, così come gli oltre milleduecento fermi preventivi già compiuti in soli tre giorni dalla Polizia danese, non può che destare grande preoccupazione in merito all’effettiva garanzia della libertà d’espressione e del diritto a manifestare, sanciti dalla Costituzione danese e riconosciuti dalla Carta Europea, a cui la Danimarca così come il nostro Paese aderisce.

Forse è possibile che Luca sia stato scambiato per un altra persona che il giorno degli arresti (lunedì 14/12 sera) stava effettivamente combinando guai in giro per la città.

Potete firmare una petizione a sostegno di Luca qui.

Marco

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