BORSELLINO E L’AGENDA ROSSA

Posted on luglio 25, 2009. Filed under: Attualità e politica, Politica | Tag:, , , , , , , |

Domeni a scorsa sono stato a Venezia ad una manifestazione organizzata dall’Associazione Grilli Venezia in memoria di Paolo Borsellino e della strage di Via D’Amelio.

Il fratello del giudice Borsellino, Salvatore, negli anni ha sempre ricordato che ci sono alcuni elementi di mistero attorno alla morte di suo fratello.

In particolare il giudice aveva una agenda di colore rosso nella quale annotava elementi importanti e “personali” delle sue indagini.

Il 19 luglio 1992 una i 100 kg di tritolo contenuti in una 126 parcheggiata davanti alla casa della madre del giudice esplosero e lo uccisero assieme ai poliziotti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Il tenente colonnello dei carabinieri Giovanni Arcangioli dopo l’esplosione ha preso dalla macchina ancora fumante la borsa del giudice ma non si ricorda cosa ne ha fatto: a chi l’ha data se vi era l’agenda rossa all’interno, ecc. Di sicuro da quel giorno l’agenda non c’è più.

Potete vedere le immagini della manifestazione di Venzia in questo video:

Quello che però non riuscite a vedere sono le attestazioni di stima che la gente locale ed i turisti ci tributavano; i ringraziamenti dei passanti e dei commericanti per chi come noi, sotto il sole forte di una domenica di luglio, con compostezza e determinazione chiedeva la verità.

Marco

PS: su internet c’è quasi tutto. Informatevi su questa che Salvatore Borsellino chiama una “strage di stato”. Grazie.

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IRAN – LETTERA DELLA SORELLA DI NEDA

Posted on giugno 24, 2009. Filed under: Attualità e politica, Pace | Tag:, , , , |

Neda

Neda

Lettera della sorella di Neda. [Diffusa l’altro ieri 22 Giugno (13.30 italiane) in lingua Farsi, tradotta in inglese da un amico a Teheran che me l’ha inviata. La sorella di Neda ha aggiunto alcune correzioni al testo (più breve) di una ‘nota’ che lei stessa avea scritto il 21 Giugno e che era stata pubblicata per qualche ora da un Blog iraniano. La sorella di Neda chiede esplicitamente che questa lettera sia diffusa il più possibile da tutti coloro che la leggeranno per ricordare Neda e tutte le vittime della violenza omicida della polizia dei Mullah. (rdn)]

Teheran, 22 Giugno 2009 (h. 10.08) — “Ieri avevo scritto un breve appunto perchè avevo un’idea fissa: ‘domani sarà un grande giorno [alla manifestazione] , ma io potrei essere uccisa…’ Invece ora io sono qui, viva, e a essere uccisa è stata mia sorella. Sono qui a piangere mia sorella morta tra le braccia di mio padre. Io sono qui per raccontarvi quanti sogni coltivava mia sorella… Io sono qui per raccontarvi quanto fosse una persona dignitosa e bella, mia sorella…Sono qui per raccontarvi come mi piaceva guardarla quando il vento le agitava i capelli… Quanto [Neda] volesse vivere a lungo, in pace e in eguaglianza di diriiti…. Di quanto fosse orgogliosa di dire a tutti, a testa alta, ‘Io sono iraniana’…”

“Di quanto fosse felice quando sognava di avere un giorno un marito con capelli spettinati, [sognava] di avere una figlia e di poterle fare la treccia ai capelli e cantarle una ninna-nanna mentre dormiva nella culla. Mia sorella è morta per colpa di chi non conosceva la vita, mia sorella è morta per un’ingiustizia senza fine, mia sorella è morta perchè amava troppo la vita… Mia sorella è morta perchè provava amore per tutte le persone…”

“Chiunque leggerà questa mia lettera, per favore, accenda una candela nera con un piccolo nastro verde alla base e ricordi Neda e tutti i Martiri di queste giornate, ma quando la candela si sarà spenta non dimenticatevi di noi, non lasciateci soli…”

Fonte:

http://www.facebook.com/home.php#/note.php?note_id=92882203067&id=1342523796&ref=nf

Marco

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La piazza della Cgil

Posted on dicembre 12, 2008. Filed under: Attualità e politica | Tag:, , , , |

“Piove, governo ladro” si diceva una volta, “piove, governo inetto” possiamo dire oggi.
Perchè? perchè di fronte alla crisi economica epocale che si sta abbattendo sull’Italia, che non può essere paragonata con nessuna delle crisi precedenti, il nostro è l’unico governo in Europa che non ha individuato misure concrete di sostegno ai redditi, alle pensioni e alla produzione, ma solo una serie di oboli a pioggia che non invertiranno la tendenza.
Nel 2008 la cassa integrazione (per le aziende che ce l’hanno) è aumentata del 50% e quella straordinaria (per le ristrutturazioni) del 350% e da gennaio, con la chiusura di richiesta di commesse industriali, ci attendiamo un effetto domino impressionante soprattutto nelle piccole aziende e tra gli artigiani.
E nel mitico nordest, locomotiva nazionale, la cosa sarà ancora più pesante!!! i primi che ne faranno le spese e resteranno a casa privi degli ammortizzatori sociali saranno tutti quelli che hanno contratti a tempo determinato, cococo, copro e interinali… di punto in bianco si passerà dalla preoccupazione di avere un lavoro certo alla sicurezza di non averne uno.
La Cgil ha fatto proposte significative a questo governo, chiedendo misure davvero straordinarie, per sostenere i redditi, ma non ottenendo risposta ha deciso di scendere in piazza per dar voce alla gente, al suo disagio e alla paura per il futuro.
Pensate che scendere oggi in piazza a dimostrare vuol dire aver accettato di fare a meno di 50/60 euro del proprio stipendio e di questi tempi non è facile, soprattutto per categorie come quella del pubblico impiego che di scioperi ne hanno fatto già 2 o 3.
Se si aggiunge anche il maltempo l’adesione che ho visto in piazza a Mestre ma anche nelle altre 100 città d’italia è davvero commovente!
La crisi economica forse sarà un bene dal punto di vista della riconquista di certi valori, perché alla fine saremo tutti diversi, migliori, forse, ma passerà per grandi dolori e il governo non capisce che il sindacato gioca qui un ruolo di REGOLAZIONE del dissenso che se non incanalato opportunamente rischia di deflagrare con pesanti ricadute in termini di tenuta di sicurezza e democrazia.
Da qui a risposte totalitarie il passo è breve.
Il momento è straordinario e richiede risposte straordinarie, invece a palazzo stanno suonando la canzone del “è tutto sotto controllo” come l’orchestrina del Titanic mentre la nave affondava.
A noi non interessa la contrapposizione strumentale al governo a noi interessa che chi governa il paese DIA una risposta diversa da quella odierna, pena il trovarsi tra qualche mese di fronte ad una paese stravolto dalla fame, dall’insicurezza, che non attirerà più investimenti stranieri perchè considerato troppo inaffidabile.
Margherita

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Adeschiamo diritti

Posted on dicembre 4, 2008. Filed under: Attualità e politica | Tag:, , |

Riportiamo di seguito le motivazioni che sono alla base della manifestazione “ADESCHIAMO DIRITTI – contro il DDL Carfagna sulla prostituzione” che si svolgerà il 13 dicembre a Roma.

Dalla presentazione del Disegno di Legge Carfagna sulla prostituzione e con le ordinanze di tanti Sindaci in Italia si è creato un pericoloso clima di intolleranza verso tutte le persone che si prostituiscono. Insieme al ddl si sono avviate campagne politico-mediatiche per alimentare l’allarme sociale e la paura dei cittadini. Sulle persone socialmente «deboli» (della cui sicurezza non ci si preoccupa), si vuole oggi indirizzare l’insicurezza e la paura della gente facendole diventare il capro espiatorio su cui sfogare le frustrazioni di un Paese che sta impoverendo in tutti i sensi.

La «sicurezza» sta diventando l’abbaglio e il pretesto per escludere e discriminare i più «deboli», i «diversi» e gli «stranieri», nei confronti dei quali sono aumentate aggressioni, violenze,discriminazioni che si fanno passare come normali, endemici e scontati atti di violenza metropolitana, sottacendone l’origine razzista, sessista, omo-transfobica.

Sulla paura e sull’insicurezza si sono costruite campagne che non risolvono ma ingigantiscono i problemi, dei quali si continua a non considerare le cause cercando semplicemente di eliminare gli effetti per mezzo della ricetta più semplice, quella di nascondere. Esattamente quello che si sta tentando di fare con la prostituzione: renderla invisibile.

Ma in questo modo non si tutelano i diritti di nessuno. In questo modo si riducono i diritti di tutti:

• il ddl Carfagna sulla prostituzione non tiene assolutamente in considerazione l’esperienza di tutte quelle persone (trans, donne, uomini) che hanno scelto liberamente di vendere prestazioni sessuali, né risponde ai bisogni delle persone che esercitano la prostituzione per vivere o sopravvivere. Le emargina soltanto, senza neppure offrire una alternativa;

• inoltre, contrariamente a quanto afferma il Governo, il ddl aggrava la condizione di chi è sfruttato ed è vittima della tratta di esseri umani, fenomeno molto frequente, che riguarda moltissime persone straniere che si prostituiscono in strada, spingendo le persone nel sommerso di appartamenti e locali, rendendole irraggiungibili e completamente sotto il controllo degli sfruttatori;

infine, il disegno di legge non renderà i cittadini più sicuri, poiché la sicurezza si costruisce innanzitutto creando condizioni di benessere diffuso, di convivenza pacifica, di rispetto, di pari opportunità, di diritti per tutti e non spingendo al chiuso e nei ghetti fenomeni sociali e persone che fanno parte della nostra società.

Questo ddl attacca i principi di libertà garantiti dalla Costituzione, priva di diritti le persone che esercitano la prostituzione, minaccia seriamente la loro salute e la loro sicurezza, non tutela l’incolumità delle vittime di sfruttamento, non permette di portare avanti i servizi che da anni operano attività di riduzione del danno e di prevenzione sanitaria che da sempre garantiscono il diritto alla salute dell’intera comunità (contatto, informazione, sensibilizzazione ed accompagnamento che svolgono gli operatori sociali direttamente in strada con le persone che si prostituiscono). Questo ddl rischia inoltre di depotenziare il sistema di tutela e assistenza delle vittime di grave sfruttamento e tratta di persone, che pure rappresenta un punto di eccellenza dell’Italia nel panorama internazionale: le vittime non avranno più accesso ai programmi di aiuto poiché non potranno essere più contattate dalle unità di strada, ed anche per le forze dell’ordine il contatto sarà più difficile.

Ci opponiamo al ddl perché crediamo che le persone debbano essere:

• LIBERE DALLA VIOLENZA

a cui vuole condannare il ddl Carfagna costringendo le persone ad esercitare la prostituzione al chiuso, dove è più difficile difendersi dalla violenza e dove aumenta la precarietà.

Il ddl non considera il fatto che chi si prostituisce non commette reati contro terzi ma spesso li subisce (violenze, stupri, rapine, sfruttamento, riduzione in schiavitù); non considera inoltre che violenza, sfruttamento, riduzione in schiavitù già sono presenti in una parte della prostituzione al chiuso esercitata negli appartamenti o tramite i locali notturni.

Il ddl inoltre, in evidente violazione degli obblighi costituzionali ed internazionali assunti dallo Stato italiano relativamente alla protezione dei minori, prevede il rimpatrio forzato delle persone minorenni non italiane che si prostituiscono, costringendole a tornare nei luoghi dai quali sono fuggite. Questo significa molto spesso immettere una seconda volta le vittime nel circuito dello sfruttamento e in una condizione di vulnerabilità ancora maggiore.

• LIBERE DI POTER ACCEDERE E DI USUFRUIRE DI SERVIZI E OPPORTUNITA’

mentre invece il ddl Carfagna – con il suo estremismo securitario e la sua impostazione esclusivamente repressiva – toglie ogni prospettiva futura per chiunque voglia abbandonare la prostituzione. Le persone trafficate vedranno ridotte drasticamente le loro possibilità di accedere ai programmi di assistenza e protezione sociale in quanto sempre più irraggiungibili dagli operatori sociali ma anche dalle forze dell’ordine, che verranno viste come nemiche anziché come un punto di riferimento. A chi esercita la prostituzione per mancanza di alternative e a causa della discriminazione (si pensi alle transessuali), non viene offerta alcuna alternativa, nessuna misura di supporto all’inclusione sociale e all’inserimento lavorativo.

• LIBERE DI SCEGLIERE

mentre il ddl Carfagna non tiene in considerazione il fatto che la prostituzione possa essere una scelta, né garantisce aiuto alle vittime di tratta e sfruttamento, né offre alternative a chi vorrebbe abbandonare l’attività prostitutiva ma ha bisogno di un sostegno.

• LIBERE DAL PREGIUDIZIO

mentre il ddl, criminalizzando la prostituzione, aumenta lo stigma e il pregiudizio verso chi la pratica, esponendo le persone a violenze, persecuzioni, discriminazioni e maggior emarginazione.

• LIBERE DI AGIRE

mentre il ddl, per salvaguardare il «pubblico pudore», impone norme di comportamento a tutte e tutti. In questo modo si limita la libertà, l’autodeterminazione e si ledono i diritti.

Per tutti questi motivi stiamo promuovendo un evento pubblico a Roma per il 13 dicembre 2008 e ci auguriamo di poter contare sulla più ampia partecipazione. Un evento che veda insieme le persone che si prostituiscono, gli operatori sociali, la cittadinanza, personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura. Una manifestazione per i Diritti e per la Libertà di Scegliere.

Per aderire all’iniziativa nella qualità di enti sostenitori, siete pregati di scrivere alla seguente mail:

adesione13dicembre@gmail.comLe adesioni possono venire sia da enti che da singoli.

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