L’IRONIA NEL SUO MIGLIOR STILE

Posted on settembre 11, 2009. Filed under: Attualità e politica | Tag:, |

Riporto un articolo scritto con questo titolo da un medico brasiliano (il dott. Carlos Alberto Morales Paità) giratomi dall’amico Ottavio (quello del Burundi… affascinante questo villaggio globale!). In realtà si tratta di un messaggio che già da un po’ sta girando tra siti e blog italiani e stranieri. Mi sembrava comunque interessante per chi non lo avesse ancora letto.

mascherina

“PANDEMIA DI LUCRO

2000 persone contraggono l’influenza suina e ci si mette la mascherina… 25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo…

Che interessi economici si muovono dietro l’influenza suina?

Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria: i notiziari di questo non parlano… Nel mondo ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi. I notiziari di questo non parlano… Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno. I notiziari di questo non parlano…

Ma quando comparve la famosa influenza dei polli… i notiziari mondiali si inondarono di notizie… un’epidemia più pericolosa di tutte, una pandemia! Non si parlava d’altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni… 25 morti l’anno!!

L’influenza comune uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo… mezzo milione contro 25. E quindi perché un così grande scandalo con l’influenza dei polli? Perché dietro questi polli c’era un “grande gallo”.

La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu, vendette milioni di dosi ai paesi asiatici. Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione. Con questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro.

Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la psicosi dell’influenza suina. E tutti i notiziari del mondo parlano di questo. E allora viene da chiedersi: se dietro l’influenza dei polli c’era un grande gallo, non sarà che dietro l’influenza suina ci sia un “grande porco?”.

L’impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu. Il principale azionista di questa impresa è niente meno che un personaggio sinistro, Donald  Rumsfeld, segretario della difesa di Gorge Bush, artefice della guerra contro l’Iraq…

Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani… felici per la nuova vendita milionaria. La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute…

Se l’influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione, se l’Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per combatterla?

Diffondi questo messaggio come se si trattasse di un vaccino, perché tutti conoscano la realtà di questa “pandemia”.

Dr. Carlos Alberto Morales Paità”

Piccola nota personale. Lunedì scorso sono stato all’incontro informativo tra il personale dell’asilo nido di Chirignago in cui inserirò mia figlia e noi genitori dei bambini. Come previsto, a tempo di record è scattata da parte di un genitore la domanda sul vaccino contro la famigerata influenza. La pediatra di comunità che segue l’asilo, che è anche titolare al consultorio ULSS di via Calabria a Mestre, ha in pratica ammesso che ad oggi la situazione non è per niente chiara. Negli ultimi giorni la stessa pediatra è stata infatti in contatto pressoché quotidiano con il responsabile tecnico dell’ULSS 12 – che fatalità è anche il referente regionale per queste questioni -, proprio per capirne qualcosa di più. In sintesi quello che ci ha comunicato per certo è: 1) checché se ne dica, il vaccino non è attualmente in commercio e pronto alla diffusione in quanto non sufficientemente testato; 2) per avere il vaccino testato e sufficientemente diffuso bisognerà aspettare almeno fino a metà novembre; 3) E’ in atto effettivamente una inspiegabile campagna allarmistica che nemmeno la stessa pediatra è riuscita a spiegarsi e a spiegarci (forse non aveva ancora letto il messaggio del dott. Morales Paità); 4) in alcuni casi bastano semplici accorgimenti per evitare contagi tra i bimbi (tipo lavaggio frequente delle mani, anche dei genitori; pratica che peraltro le educatrici del nido hanno sempre applicato su sua indicazione).

Questo suo ultimo consiglio mi ha fatto pensare che forse tra l’influenza suina e le normali influenze stagionali non ci sia così tanta differenza…

Ho la netta sensazione che non farò vaccinare mia figlia.

A presto.

Alvise

PS: lo so, devo raccontarvi dei pannolini!

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CRISI ECONOMICA E IMPLICAZIONI SULLA SALUTE PUBBLICA

Posted on luglio 13, 2009. Filed under: Attualità e politica | Tag:, , , , |

L’attuale crisi finanziaria, iniziata con il crollo nel 2007 dei mutui subprime in Nord America e in Europa, si è estesa anche ai Paesi a basso e medio reddito. Vi sono già paesi che hanno ricevuto – o sono in trattativa – un sostegno finanziario di emergenza del Fondo monetario internazionale. Eppure, affermano gli studiosi economisti, proprio queste forme di sostegno potrebbero limitare la capacità dei governi di investire nella salute pubblica.

Dottore e paziente

Dottore e paziente

Nonostante le tinte fosche che sembra assumere la situazione, è difficile valutare le implicazioni della crisi per la salute delle persone in tutto il mondo. Per fare un po’ di luce sulla crisi attuale, gli economisti stanno analizzando le passate recessioni e il loro effetto sull’assistenza sanitaria. Tre sono i periodi di recessione mondiale negli ultimi 20 anni: 1990-93, 1997-98, 2001-02. Gli ultimi due sono stati trainati da crisi finanziarie e sono, in qualche modo, simili alla crisi attuale.

Di recente a Venezia, si è svolto il “G8 sulla Sanità” tra Ministri della Salute Pubblica, propedeutico – credo sia un termine adatto –  al G8 dell’Aquila (evidenzio che Ministro italiano e Governatore veneto si sono ber guardati dal parteciparvi … entrambi pesantemente impegnati nel non intaccare gli equilibri politici interni …). Quello che è emerso in sostanza è che l’analisi degli effetti della recessione economica sui sistemi sanitari nazionali è cosa molto complessa. Sembrano esistere infatti fattori di compensazione che, in ambito sanitario, durante i momenti di crisi economica, permettono di limitare gli effetti negativi sulla salute delle persone. A tal proposito, ho partecipato ad un interessante seminario promosso dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) – nonché organizzatore del G8 veneziano –  e dall’Unità Complessa per le Relazioni Socio-Sanitarie Internazionali della Regione del Veneto, dove tra tecnici si è analizzata la situazione internazionale e messo in luce i possibili scenari aperti dalla crisi economica. In tempi di crisi, ad esempio, i governi possono imparare a impiegare in modo più efficace i propri bilanci sanitari utilizzando maggiormente i farmaci generici, oppure – com’è accaduto in alcuni paesi – adottando nuove misure di protezione sociale. In fase di recessione è importante che i governi proteggano le fasce di popolazione più povere e svantaggiate.

Tornando all’evento veneziano, mi sembra importante evidenziare come il punto chiave del dibattito – che ho avuto modo si ascoltare “da dietro alle quinte” – sia che la tutela della salute pubblica non basta. Per garantire il benessere dei cittadini, i Ministri della Salute devono ridurre le ingiustizie sociali, migliorare e controllare la qualità del cibo, affrontare la questione dei cambiamenti climatici e della proprietà intellettuale dei farmaci, investire sulla prevenzione e sulla tutela della salute a livello globale. Riflettendo su queste indicazioni, mi piace constatare una forte convergenza con quanto dichiarato da Obama nel suo documento elettorale per il Potenziamento del Sistema Sanitario, nonché con quanto da lui confermato in occasione del vertice dell’Aquila. Obama, nel tentativo di risollevare gli Stati Uniti da una situazione sanitaria non sempre all’altezza della prima potenza economica mondiale, difende l’accessibilità ai farmaci generici a tutti i Paesi sovrani, così da poter far fronte alle necessità della salute pubblica, rompendo la morsa di alcune case farmaceutiche. E’ una politica dura, che incontra l’opposizione dei conservatori e delle lobby, ma che giunge diretta alle persone!

Come per tutte le grandi questioni, più che dagli investimenti e dai finanziamenti veri e propri, la rivoluzione arriva dalle persone, dalle ideologie e dall’orientamento dei vertici.

Lisa

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